Logain odiava le Aes Sedai. Nynaeve ne era stata subito certa nelle poche volte che lo aveva studiato. Non ci aveva più provato da quando Min era andata via, anche se quando lo aveva fatto non aveva scoperto molto. Una volta aveva creduto che studiarlo, sarebbe stato come osservare il problema da un altro punto di svista — gli uomini erano diversi nell’uso del Potere più che in ogni altra cosa — ma era peggio che fissare in un buco nero; non c’era nulla, nemmeno il buco. Alla fine, trovarsi nei pressi di Logain era diventato sconvolgente. Aveva osservato ogni mossa della donna con una tale intensità da darle i brividi, pur sapendo che avrebbe potuto avvolgerlo nel Potere se solo avesse sollevato un dito. Non era il tipo di intensità con cui gli uomini guardavano spesso le donne; era puro disprezzo che non gli toccava mai il viso. Le Aes Sedai lo avevano escluso dall’Unico Potere per sempre; Nynaeve riusciva a immaginare cosa avrebbe provato lei se le avessero fatto la stessa cosa. In ogni caso, l’uomo non poteva vendicarsi di tutte le Aes Sedai. Ciò che poteva fare era distruggere l’Ajah Rossa, ed era partito bene.
Quella era la prima volta che si presentavano in tre, ma ogni settimana giungevano un nuovo signore o una dama per ascoltare la sua storia, da tutto l’Altara e a volte anche dal lontano Murandy. Ciascuno se ne andava apparentemente schiacciato da quanto aveva rivelato Logain. Non c’era da meravigliarsi; la sola novità più scioccante sarebbe stata l’ammissione da parte delle Aes Sedai dell’esistenza dell’Ajah Nera. Be’, non l’avrebbero fatto, non pubblicamente, per lo stesso motivo per cui cercavano di non diffondere troppo le voci su Logain. A uscirne male era l’Ajah Rossa, ma si trattava comunque di Aes Sedai, e troppe persone non distinguevano un’Ajah dall’altra. Alla fine erano pochi quelli che venivano a parlare con Logain, eppure ciascuno era stato scelto per la potenza delle casate che guidava. Casate che adesso avrebbero prestato il loro sostegno alle Aes Sedai di Salidar, anche se non sempre apertamente, o, nel peggiore dei casi, avrebbero ritirato l’appoggio offerto a Elaida.
«Javindhra mi avvisava sempre dell’arrivo delle Aes Sedai,» spiegò Logain «di quelle che mi davano la caccia, e mi diceva dove si sarebbero trovate, quindi potevo piombare su di loro prima che se ne accorgessero.» I lineamenti sereni e distesi di Lelaine divennero duri per un istante e Burin avvicinò la mano all’impugnatura della spada. Erano morte delle Sorelle prima che Logain venisse catturato. L’uomo non sembrò considerare le loro reazioni. «L’Ajah Rossa non mi ha mai dichiarato ‘falso’ fino al tradimento finale.»
L’uomo con la barba guardava Logain con una tale durezza che ne traspariva lo sforzo. «Aes Sedai, che cosa ci dici dei suoi seguaci? Forse nella Torre era al sicuro, ma è stato catturato abbastanza vicino a dove ci troviamo adesso.»
«Non sono stati tutti presi o uccisi» aggiunse subito l’uomo dal viso scarno. «La maggior parte sono fuggiti, scomparsi. Conosco la mia storia, Aes Sedai. I seguaci di Raolin Darksbane hanno attaccato la Torre Bianca dopo che era stata presa e quelli di Guaire Amalasan hanno fatto lo stesso. Ricordiamo fin troppo bene l’esercito di Logain che marciava attraverso la nostra nazione per ripetere l’evento, per liberarlo.»
«Non dovete temere una simile situazione.» Lelaine rivolse a Logain un breve sorriso, quello di una donna che guardasse un cane feroce sapendolo addomesticato e legato al guinzaglio. «Non desidera più la gloria, vuole solo rimediare al male che ha fatto. Inoltre dubito che molti dei suoi seguaci verrebbero anche se li chiamasse, non dopo che è stato portato a Tar Valon in una gabbia e domato.» La risata lieve dell’Aes Sedai fu seguita da quella dei rappresentanti dell’Altara, ma solo per un istante e senza convinzione. Il volto di Logain era una maschera di ferro.
Lelaine notò improvvisamente Nynaeve proprio sotto la soglia e sollevò le sopracciglia. Più di una volta aveva avuto un piacevole scambio di idee con lei e fatto i complimenti a Elayne per le sue presunte scoperte, ma poteva essere veloce come ogni altra Aes Sedai nel richiamare un’Ammessa che avesse messo il piede in fallo.
Nynaeve fece la riverenza, e poi mostrò la tazza d’argilla, adesso senza tè. «Chiedo scusa, Lelaine Sedai. Devo riportare questa in cucina.» Scattò di nuovo in strada prima che l’Aes Sedai potesse dire una parola.
Fortunatamente Myrelle non era in vista. Nynaeve non era dell’umore per un’altra lezione su come mantenere sotto controllo il temperamento o una qualsiasi delle altre, innumerevoli sciocchezze. E, cosa ancor più fortunata, Siuan stava in piedi di fronte a Gareth Bryne a nemmeno trenta passi di distanza, proprio in mezzo alla strada, con la folla che girava loro intorno. Come Myrelle, Siuan non mostrava alcun segno dei lividi di cui le aveva raccontato Elayne; forse avrebbero avuto più rispetto per il tel’aran’rhiod se non avessero semplicemente potuto uscirne ed essere subito guarite dalle loro negligenze. «Cosa c’è che non va, donna?» gridò Bryne. La testa grigia era chinata sopra quella apparentemente giovane della donna; a gambe divaricate e con i pugni sui fianchi, l’uomo pareva grosso come un masso. Non si accorse minimamente del sudore che gli colava sul viso. «Ti faccio i complimenti per quanto sono morbide le mie camicie e tu scatti dalla rabbia. Ti ho solo detto che sembravi cordiale, certo non era l’inizio di una discussione, almeno così credevo. Era un complimento, donna, anche se non tutto infiocchettato.»
«Complimento?» gridò Siuan in risposta, inchiodandolo con i suoi occhi azzurri e furiosi. «Non voglio i tuoi complimenti! Sei solo contento che debba stirarti le camicie. Sei più mediocre di quanto credessi, Gareth Bryne. Ti aspetti che ti segua come un ambulante degli accampamenti quando gli eserciti marciano, sperando in altri complimenti? È non rivolgerti a me in questo modo, chiamandomi ‘donna’! È come sentire:‘Vieni, cane’!»
Una vena pulsava sulla tempia di Bryne. «Mi fa piacere che tu mantenga la parola data, Siuan, e se mai l’esercito si mettesse in marcia, mi aspetto che tu continui a farlo. Non ti ho mai chiesto quel giuramento, è stata una tua scelta, per cercare di liberarti dalle tue responsabilità. Non avresti mai creduto che ti avrei cercata per fartelo rispettare, vero? E a proposito dell’esercito in marcia, cosa hai sentito mentre strisciavi fra le Aes Sedai baciando loro i piedi?»
In un solo istante Siuan passò dalla furia alla freddezza. «Questo non fa parte del mio giuramento.» Sembrava che fosse una giovane Aes Sedai, dritta, piena di gelida arroganza, una che non aveva lavorato abbastanza a lungo con il Potere da perdere i segni dell’età. «Non spierò per te. Tu sei al servizio del Consiglio della Torre, Gareth Bryne, secondo un tuo giuramento. Il tuo esercito marcerà quando lo deciderà il Consiglio. Ascolta i loro ordini e obbedisci.»
Il cambio in Bryne fu rapido come il fulmine. «Saresti una nemica con la quale varrebbe la pena duellare» rise con ammirazione. «Saresti una migliore...» Il riso mutò in un’espressione torva. «Il Consiglio, vero? Bah! Di’ a Sheriam che può anche smettere di evitarmi. Ciò che poteva essere fatto qui è stato fatto. Dille che un cane da caccia chiuso in una gabbia potrebbe trasformarsi in un maiale quando arriveranno i lupi. Non ho riunito questi uomini per farli vendere al mercato.» Dopo averle rivolto un leggero cenno del capo se ne andò a lunghi passi fra la folla. Siuan lo guardò cupa.
«Di che si trattava?» chiese Nynaeve, facendo sobbalzare l’altra donna.
«Niente che ti riguardi, ecco cosa» scattò Siuan lisciandosi l’abito. Pareva che Nynaeve l’avesse voluta cogliere appositamente di sorpresa. La donna prendeva tutto personalmente.
«Lascia stare» le rispose Nynaeve atona. Non si sarebbe lasciata depistare. «Quello che invece non voglio trascurare è studiarti.» Quel giorno avrebbe fatto qualcosa di utile, a costo di morire. Siuan aprì la bocca guardandosi attorno. «No, Marigan non è con me e adesso non ne ho bisogno. Ti sei lasciata avvicinare da me solo due volte — solo due volte! — da quando ho trovato un indizio che qualcosa in te potrebbe essere migliorato. Oggi voglio studiarti e se non ci riesco dirò a Sheriam che stai disobbedendo ai suoi ordini di renderti disponibile. Giuro che lo farò!»