«Forse la prossima volta vi ricorderete quanto vi ho detto» spiegò Taim con calma, lasciando svanire i flussi. «Create uno scudo mentre colpite, o potreste ammazzarvi.» Guardò Rand come se avesse sempre saputo della sua presenza. «Continuate» disse agli studenti, incamminandosi verso Rand. Oggi sul quel viso dal naso aquilino pareva ci fosse un’espressione crudele.
Mentre Damer si sedeva in fila, Eben dal viso butterato si alzò nervoso, toccandosi un grande orecchio mentre usava Aria per sollevare un’altra pietra da un cumulo non lontano. I flussi ondeggiarono e lui li rilasciò prima di recuperarli.
«È sicuro lasciarli da soli a questo modo?» chiese Rand mentre Taim lo raggiungeva.
La seconda pietra esplose come la prima, ma stavolta tutti gli studenti elevarono gli schermi. Come anche Taim, che circondò se stesso e Rand. Senza dire una parola, Rand prese saidin ed eresse il proprio schermo, costringendo Taim, che tese le labbra in una parvenza di sorriso, ad allontanarsi.
«Hai detto di spingerli, mio lord Drago, quindi spingo. Gli faccio fare tutto con il Potere, i compiti quotidiani, ogni cosa. Quelli più nuovi hanno avuto il primo pasto caldo la scorsa notte. Se non riescono a scaldarselo da soli, lo mangiano freddo. Per la maggior parte delle cose ci vuole ancora il doppio del tempo che facendole a mano, ma stanno imparando molto in fretta a usare il Potere, credimi. Certo, non sono ancora tanti.»
Ignorando la domanda implicita, Rand si guardò intorno. «Dov’è Haslin? Di nuovo ubriaco? Ti ho detto di dargli il vino solo di notte.» Henre Haslin era stato maestro spadaccino delle guardie della regina, incaricato di reclutare nuovi elementi, fino a quando Rahvin non aveva cominciato a ricostituire la guardia, mandando via tutti i fedeli a Morgase o inviandoli a combattere a Cairhien. Troppo vecchio per le campagne, Haslin aveva ricevuto la pensione ed era stato cacciato, e quando era giunta a Caemlyn la notizia della morte di Morgase si era rifugiato nelle bottiglie di vino. Ma era convinto che Rahvin — Gaebril, per lui — non Rand, avesse ucciso Morgase, e poteva insegnare. Quando era sobrio.
«L’ho mandato via» disse Taim. «A che servono le spade?» Un’altra roccia esplose. «Io riesco a stento a non infilzarmi da solo e non ne ho mai sentito la mancanza. Adesso hanno il Potere.»
Uccidilo! Uccidilo adesso! echeggiò dal fondo del vuoto. Rand rimosse l’eco, ma non riuscì a eliminare la rabbia che improvvisamente sembrò formare un guscio attorno al vuoto che lo conteneva. Il vuoto manteneva la voce priva di emozione. «Trovalo, Taim, e riportalo indietro. Digli che hai cambiato idèa. Dillo anche agli studenti. Digli quello che ti pare, ma lo voglio qui, che dia lezioni quotidiane. Hanno bisogno di fare parte del mondo, non di essere fuori da esso. Cosa dovrebbero fare se non riescono a incanalare? Se venissi schermato dalle Aes Sedai, forse riusciresti a fuggire se sapessi usare la spada, o se fossi capace di lottare a mani nude.»
«Io sono sfuggito. Eccomi.»
«Alcuni dei tuoi seguaci ti hanno liberato, almeno così ho sentito dire, altrimenti saresti finito a Tar Valon come Logain, domato. Questi uomini non avranno dei seguaci. Trova Haslin.»
L’altro uomo si inchinò leggermente. «Come comanda il mio lord Drago. È stato questo che ha portato il mio lord Drago qui? Haslin e le spade?» Un vaghissimo tono di disgusto gli tingeva la voce, ma Rand lo ignorò.
«Ci sono delle Aes Sedai a Caemlyn. I viaggi in città devono cessare, tuoi e degli studenti. Solo la Luce sa cosa potrebbe succedere se uno di loro incappasse nelle Aes Sedai e quelle lo riconoscessero per ciò che è.» O, per aggiungere un’altra preoccupazione, quando Taim le avesse riconosciute, come avrebbe fatto di sicuro. Sarebbe fuggito o avrebbe colpito a caso in preda al panico, ed entrambe lo avrebbero notato. Una delle due lo avrebbe domato. Da quanto Rand aveva visto, Verin o Alanna avrebbero potuto chiudere nei flussi uno qualsiasi degli studenti come fosse un bambino.
Taim sollevò le spalle. «Ormai, fare alla testa di un’Aes Sedai quanto abbiamo fatto a quelle rocce non è impossibile per loro. Il flusso non è molto diverso.» Guardandosi dietro le spalle, alzò la voce. «Concentrati, Adley. Concentrati.» Il tipo magro in piedi davanti agli altri studenti, tutto braccia e gambe, sussultò e perse la presa su saidin, quindi la recuperò. Un’altra roccia esplose mentre Taim si rivolgeva di nuovo a Rand. «Se ti interessa, posso... rimuoverle... io stesso. Se non vuoi farlo tu.»
«Se le avessi volute morte le avrei uccise.» Pensava di poterlo fare, se avessero provato a ucciderlo o domarlo. Sperava di poterlo fare. Ma avrebbero tentato l’una o l’altra cosa dopo averlo legato? Era un’eventualità che non voleva lasciar sapere a Taim; anche senza il borbottio di Lews Therin, non si fidava abbastanza di quell’uomo per esporre le sue eventuali debolezze quando poteva nasconderle. Luce, quale tipo di controllo ho concesso ad Alanna? si chiese. «Se dovesse arrivare il momento di uccidere delle Aes Sedai, te lo farò sapere. Fino ad allora nessuno deve nemmeno gridare contro una di loro a meno che non tentino di decapitarvi. Dovrete tutti tenervi alla larga dalle Aes Sedai il più possibile. Non voglio incidenti, nulla che le metta contro di me.»
«Credi che non lo siamo già?» mormorò Taim. Rand lo ignorò di nuovo. Stavolta perché non era certo della risposta.
«E non voglio vedere nessuno morto o domato perché ha la testa troppo grossa per il suo cappello. Accertati che lo capiscano bene. Ti riterrò responsabile per loro.»
«Come desideri» rispose Taim sollevando di nuovo le spalle. «Prima o poi alcuni moriranno comunque, a meno che tu non intenda tenerli rinchiusi qui per sempre. E anche se tu lo facessi qualcuno morirebbe in ogni caso. È quasi inevitabile, a meno che non rallenti le lezioni. Non dovrei essere tanto cauto, se tu mi lasciassi andare alla ricerca di nuove reclute.»
Lo aveva proposto di nuovo. Rand guardò gli studenti. Un giovane biondo e pallido con gli occhi azzurri che faticava a sistemare la roccia. Continuava a perdere la presa su saidin e il sasso procedeva a singhiozzi. Fra qualche ora, dal palazzo sarebbe partito il carro con i nuovi candidati che si erano presentati da lui fin dal giorno precedente. Stavolta erano quattro. A volte erano solo due o tre, anche se il numero stava crescendo. Diciotto da quando aveva portato Taim alla fattoria, e solo tre potevano imparare a incanalare. Taim insisteva a dire che era un numero notevole considerando che si erano recati a Caemlyn solo per avere la possibilità di provare. Aveva anche fatto presente più di una volta che, di quel passo, entro sei anni avrebbero raggiunto la Torre per numero di presenze. Rand non aveva bisogno che gli venisse ricordato di non avere tutto quel tempo a disposizione. Non ne aveva neanche per permettergli di rallentare le lezioni.
«Come lo faresti?»
«Usando i passaggi.» Taim aveva imparato subito. Imparava in fretta tutto ciò che Rand gli mostrava. «Posso visitare due o tre villaggi al giorno. Sarebbe più facile iniziare dai villaggi che dai paesini. Lascerò Flinn a controllare le lezioni — è quello che ha appreso più di tutti, malgrado ciò che hai visto — e porterò con me Grady, Hopwil o Morr. Dovrai fornirci dei cavalli decenti. Il ronzino che usiamo per il carro non va bene.»
«Cosa intendi fare? Annunciare che stai cercando uomini che vogliono incanalare? Sarai fortunato se gli abitanti del villaggio non cercheranno di impiccarti.»
«Posso essere molto più discreto» rispose asciutto Taim. «Dirò che sto reclutando uomini per il seguito del Drago Rinato.» Più discreto? Non molto. «Dovrebbe spaventarli abbastanza da tenerli lontano dalla mia gola mentre riunisco tutti quelli che vogliono seguirmi. E ci aiuterebbe anche a individuare tutti quelli che si oppongono a te. Immagino che tu non voglia addestrare uomini che ti si rivolteranno contro non appena ne avranno l’opportunità.» Sollevò un sopracciglio con fare interrogativo, ma non attese l’inutile risposta. «Una volta che li avrò allontanati senza rischi dal villaggio, posso portarli qui attraverso il passaggio. Alcuni potrebbero cadere in preda al panico, ma non dovrebbe essere troppo difficile tenerli a bada. Una volta acconsentito a seguire un uomo che può incanalare, non possono tirarsi indietro se qualcuno li vuole esaminare. Quelli che dovessero fallire li manderò a Caemlyn. È ora che organizzi un esercito tutto tuo invece di dipendere da quelli degli altri. Bashere potrebbe cambiare idea; lo farà se glielo ordinerà la regina Tenobia. E chi può dire cosa faranno questi Aiel?» Stavolta fece una pausa, ma Rand si trattenne. Aveva avuto gli stessi pensieri, non riguardo agli Aiel, ma Taim non aveva bisogno di saperlo. Dopo un istante, l’uomo proseguì come se non avesse mai proposto l’argomento. «Voglio fare una scommessa con te. Fissa tu il prezzo. Il primo giorno che recluterò, troverò tanti uomini che possono imparare quanti ne verrebbero di loro spontanea volontà in un mese. Una volta che Flinn e qualcun altro saranno pronti a uscire senza di me...» Allargò le braccia. «Raggiungerò la Torre Bianca in meno di un anno. E ogni uomo sarà un’arma.»