Birgitte la fece allontanare dalla strada, fino all’imboccatura di un vicolo angusto fra due case in rovina, e si guardò attorno con cautela prima di rispondere. Nessuno era abbastanza vicino da sentire o da prestare loro attenzione. «Un giorno o due. Uno mi stava giusto dicendo...»
«Non Uno! Lo lasceremo fuori da tutto ciò. Solo tu, io, Elayne e Marigan. A meno che Thom e Juilin ritornino in tempo. E immagino Areina, se insisti.»
«Per alcuni aspetti Areina è una sciocca,» sussurrò Birgitte «ma la vita penserà a risolvere il problema, o a eliminarla. Sai bene che non insisterei mai nel portarla con noi se tu ed Elayne non la voleste.»
Nynaeve rimase in silenzio. Si stava comportando come se fosse lei a essere gelosa! Non erano affari suoi se Birgitte voleva diventare amica di una persona volubile come Areina.
Passandosi una mano sulle labbra, Birgitte aggrottò la fronte. «Thom e Juilin sono dei brav’uomini, ma il modo migliore di evitare i guai è accertarsi che nessuno voglia procurartene. Una dozzina di soldati Shienaresi, con o senza armatura, sarebbe molto utile. Non capisco cosa c’è tra te e Uno. È un duro e seguirebbe te ed Elayne fino nel Pozzo del Destino» di colpo sul volto le apparve un bel sorriso. «E poi è ben fatto.»
«Non abbiamo bisogno di nessuno che ci tenga per mano» rispose dura Nynaeve. Ben fatto? La toppa dipinta che portava davanti all’occhio la nauseava, come anche le cicatrici. Birgitte aveva davvero degli strani gusti, in fatto di uomini. «Possiamo occuparci di qualsiasi cosa dovesse presentarsi sul nostro cammino. Penso che ormai ne abbiamo dato prova.»
«Lo so che possiamo, Nynaeve, ma attireremmo i problemi come mosche su un mucchio di letame. Altara sta ribollendo. Ogni giorno arrivano nuove storie sui fautori del Drago, e scommetto il mio vestito di seta più bello contro una delle tue vecchie sottovesti che la metà di loro sono solo briganti che vedranno quattro donne come una facile preda. Dovremo dare prova di non esserlo almeno una volta ogni due giorni. E ho sentito dire che il Murandy è anche peggio. Pieno di fautori del Drago e banditi, profughi di Cairhien che hanno paura di essere attaccati dal Drago Rinato. Suppongo che tu non voglia attraversare l’Amadicia. Immagino quindi che si tratti di Caemlyn.» La complessa treccia ondeggiò leggermente mentre inclinava il capo e sollevava un sopracciglio con fare interrogativo. «Elayne è d’accordo con te, su Uno?»
«Lo sarà» mormorò Nynaeve.
«Vedo. Be’, quando lo farà, mi procurerò tutti i cavalli di cui abbiamo bisogno. Ma voglio che mi spieghi perché non dovremmo portare Uno con noi.»
Il tono di voce irremovibile della donna fece infuriare Nynaeve. Se anche avesse chiesto a Elayne di dire con la massima dolcezza, a Birgitte che Uno doveva rimanere a Salidar, forse lo avrebbero trovato ad aspettarle in fondo alla strada e Birgitte si sarebbe mostrata stupita del fatto che avesse scoperto che stavano andando via e in quale direzione. La donna era la Custode di Elayne, ma a volte Nynaeve si chiedeva chi delle due comandasse. Quando avesse trovato Lan — quando, non se! — intendeva farle giurare con la massima serietà che avrebbe rispettato ogni sua decisione.
Respirò lentamente per calmarsi. Non serviva a nulla discutere con un muro di pietra. Tanto valeva che le raccontasse perché la stava cercando.
Mosse un passo verso il vicolo facendo cenno all’altra donna di seguirla. In terra c’erano dei pezzi di saggina caduti da una scopa. Cercando di apparire disinvolta, Nynaeve osservò la folla in strada. Nessuno rivolgeva loro più di uno sguardo. In ogni caso, abbassò la voce. «Dobbiamo sapere cosa sta dicendo Tarna e cosa risponde il Consiglio. Io ed Elayne abbiamo cercato di scoprirlo; hanno protetto le riunioni contro eventuali spie, ma solo con il Potere. Sono talmente concentrate sul fatto che qualcuna potrebbe ascoltare per quella via che sembrano aver dimenticato la possibilità di un semplice orecchio alla porta. Se qualcuno volesse...»
Birgitte la interruppe severa. «No.»
«Almeno pensaci. È molto più facile che veniamo scoperte Elayne e io anziché tu.» Nynaeve aveva pensato che fosse furbo fare anche il nome di Elayne, ma l’altra donna tirò su con il naso.
«Ho detto di no! Ti sei comportata in molti modi diversi da quando ti conosco, Nynaeve, ma mai scioccamente. Luce! Lo renderanno noto a tutti in un giorno o due.»
«Dobbiamo saperlo adesso» sibilò Nynaeve deglutendo. «Idiota dal cervello d’uomo!» Se riusciva a convincere Elayne ad andare via, avrebbe potuto non essere più in quel posto nel giro di un giorno o due. Era meglio non riaprire quel sacco pieno di serpenti.
Tremando — con leggera ostentazione, secondo Nynaeve — Birgitte si appoggiò all’arco. «Una volta sono stata presa a spiare un’Aes Sedai. Tre giorni dopo mi hanno cacciata via tirandomi per un orecchio e ho lasciato Shaemal alla massima velocità. Non voglio avere di nuovo una simile esperienza per farti guadagnare un giorno o due di cui non hai bisogno.»
Nynaeve rimase calma. Si sforzava di mantenere un’espressione serena, di non digrignare i denti e di non tirare la treccia. Era calma. «Non ne avevo mai sentito parlare.» Non appena pronunciò quelle parole, se ne pentì. Il segreto di Birgitte era che la donna era davvero la Birgitte delle storie. Non si parlava mai di nulla che potesse facilitare quel collegamento.
Per un momento il viso di Birgitte rimase pietrificato e nascose tutto dentro di sé. Fu sufficiente a far rabbrividire Nynaeve. C’era troppo dolore legato al segreto dell’altra donna. Alla fine la pietra divenne di nuovo carne e Birgitte sospirò. «Il tempo cambia i fatti. Io per prima riconosco sì e no metà di quelle storie, e l’altra metà mi è sconosciuta. Non ne voglio parlare di nuovo.» L’ultima frase non suonò affatto come un suggerimento.
Nynaeve aprì la bocca senza sapere con precisione cosa dire — il suo debito nei confronti di Birgitte le imponeva di non parlare del suo dolore, ma farsi indietro davanti a due semplici richieste...! — e la voce di una terza donna parlò d’improvviso dall’imboccatura del vicolo.
«Nynaeve, Janya e Delana ti vogliono immediatamente.» Nynaeve cercò di arrampicarsi in aria e il cuore tentò di saltarle fuori dalla bocca.
In fondo al corridoio, la novizia di nome Nicola sembrò stupita. Come anche Birgitte, che poi guardò l’arco e parve divertita.
Nynaeve dovette deglutire due volte prima di riuscire a parlare. Quanto aveva sentito la donna? «Se pensi che questo sia il modo di parlare a un’Ammessa, Nicola, farai meglio a imparare in fretta quello corretto, o te lo insegneremo noi.»
Era una frase da Aes Sedai, ma gli occhi scuri della donna snella esaminarono con attenzione Nynaeve, soppesando e misurando. «Mi dispiace, Ammessa» rispose, rivolgendole la riverenza. «Cercherò di essere più attenta.»
La riverenza era perfetta per un’Ammessa e, se il tono di voce era freddo, non lo era abbastanza da subire un richiamo. Areina non era stata la sola compagna di viaggio delusa dalla scoperta della verità su Elayne e Nynaeve, ma Nicola aveva acconsentito a mantenere il segreto come se fosse rimasta sorpresa che glielo avessero chiesto. Poi, quando l’esame aveva rivelato che poteva imparare a incanalare, aveva cominciato a soppesarle e misurarle.
Nynaeve capiva fin troppo bene. Nicola non aveva la scintilla innata — senza insegnamenti non avrebbe mai toccato saidar — ma si parlava già del suo potenziale, della forza che un giorno avrebbe avuto se si fosse applicata. Due anni prima, con un potenziale superiore a quello di ogni novizia negli ultimi secoli, avrebbe scatenato autentica eccitazione. Ma c’erano già Elayne, Egwene e Nynaeve. Nicola non diceva mai nulla, ma Nynaeve era certa che aveva intenzione di eguagliare Elayne e lei, se non di essere migliore di loro. Non superava mai i limiti della decenza, ma spesso vi camminava accanto.
Nynaeve fece un cenno del capo. Il fatto di capire non le impediva di avere voglia di somministrare a quella donna una dose tripla di linguapecora per curare la pura idiozia. «Vedi di farlo. Vai a dire alle Aes Sedai che sarò da loro in un istante.» Nicola fece un’altra riverenza, ma mentre si voltava Nynaeve disse: «Aspetta.» La donna si fermò immediatamente. Adesso non c’era, ma per un istante Nynaeve era certa di aver visto un lampo dì... soddisfazione? «Mi hai riferito tutto?»