«Ospiti?» disse Katherine tendendo l’orecchio. «Io non sento niente.»
«Sentirà fra poco» replicò Galloway andando verso la porta. «Sbrigatevi.»
Dall’altra parte della città, un ripetitore cercava invano il segnale di un cellulare in frantumi lungo Massachusetts Avenue. Dopo un po’, trasferì la chiamata alla casella vocale. "Robert!" gridava la voce terrorizzata di Warren Bellamy. "Dove sei? Chiamami appena senti questo messaggio, sta succedendo una cosa terribile!"
86
Nel bagliore azzurrognolo del suo scantinato, Mal’akh continuava i preparativi davanti al tavolo di pietra. Gli brontolava lo stomaco, ma lui non ci faceva caso: non era più schiavo dei capricci della carne.
La trasformazione richiede sacrificio.
Come molti asceti del passato, si era impegnato a seguire quella strada compiendo il più nobile dei sacrifici della carne. La castrazione era stata meno dolorosa di quanto immaginasse. Ed era molto più diffusa di quanto pensasse: ogni anno migliaia di uomini si sottoponevano alla castrazione chirurgica — or-chiectomia, per la precisione -, per motivazioni che andavano dal desiderio di cambiare sesso al tentativo di contrastare le dipendenze sessuali, a radicate convinzioni spirituali. Le ragioni di Mal’akh erano tra le più nobili. Come Attis, la figura mitologica che si era autoevirata, lui sapeva che per conseguire l’immortalità bisogna prendere le distanze dal mondo materiale del maschile e del femminile.
L’androgino è uno.
Al giorno d’oggi gli eunuchi sono considerati un’aberrazione, ma gli antichi comprendevano il potere implicito in questo sacrificio di trasmutazione. I primi cristiani avevano sentito Gesù in persona esaltarne le virtù in Matteo 19,12: "vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre… e ve ne sono altri ancora che si sono resi tali per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca".
Anche Peter Solomon aveva subito una mortificazione della carne, sebbene perdere una mano fosse poca cosa in un disegno di ben più vaste proporzioni. Prima dell’alba, tuttavia, Solomon avrebbe sacrificato molto, molto di più.
Per creare, devo distruggere.
La natura della polarità era questa.
Peter Solomon, naturalmente, meritava il destino che lo attendeva quella notte. Sarebbe stata una giusta conclusione. Molto tempo prima, aveva avuto un ruolo determinante nel percorso della vita mortale di Mal’akh. E per questo motivo era stato scelto per svolgere un ruolo altrettanto determinante nella sua grande trasformazione. Si era guadagnato tutto l’orrore e il dolore che stava per provare. Peter Solomon non era l’uomo che tutti credevano.
Aveva sacrificato il suo stesso figlio.
Peter Solomon aveva messo suo figlio Zachary davanti a una scelta impossibile: ricchezza o saggezza. E Zachary aveva fatto la scelta sbagliata. Questo aveva dato inizio a una serie di eventi che avevano finito per trascinarlo negli abissi dell’inferno. La prigione di Kartal. Zachary Solomon in quella prigione era morto, tutto il mondo lo sapeva… Ma ciò che il mondo non sapeva era che Peter Solomon avrebbe potuto salvarlo.
Io c’ero, pensò Mal’akh. Ho sentito tutto.
Non aveva mai dimenticato quella sera: la decisione barbara di Solomon era stata la fine per suo figlio Zach, ma per Mal’akh aveva significato un nuovo inizio.
Qualcuno deve morire, perché altri possano vivere.
Quando la luce sopra la sua testa cominciò a cambiare di nuovo colore, Mal’akh si rese conto che era tardi. Terminò i preparativi e risalì la rampa. Era tempo di occuparsi delle faccende terrene.
87
Tutto sarà rivelato al trentatreesimo grado, pensò Katherine mentre correva. So come fare per trasformare la piramide! La risposta era sempre stata sotto i loro occhi.
Katherine e Langdon correvano lungo sale e corridoi seguendo le indicazioni per il chiostro. Esattamente come aveva detto il decano, sbucarono in un grande cortile circondato da alti muri.
Il chiostro aveva un giardino e una fontana di bronzo postmoderna. Katherine si stupì di quanto sembrasse forte lo scroscio dell’acqua, poi si rese conto che non era la fontana a produrre tutto quel rumore.
«Un elicottero!» gridò. Un fascio di luce squarciò il cielo buio sopra le loro teste. «Nascondiamoci sotto il porticato!»
Una fotoelettrica illuminò a giorno il chiostro nell’attimo stesso in cui Langdon e Katherine si infilavano sotto l’arco gotico che portava dal chiostro al prato esterno. Si appiattirono contro il muro mentre l’elicottero continuava a sorvolare in cerchio la cattedrale.
«Credo che Galloway avesse ragione quando ha detto che aveva sentito arrivare qualcuno» osservò Katherine con ammirazione. I ciechi hanno un udito finissimo. In quel momento, lei sentiva soltanto il battito del proprio cuore.
«Andiamo» disse Langdon incamminandosi e tenendo stretta la borsa.
Il decano aveva dato loro una chiave e istruzioni molto precise. Purtroppo, dopo aver varcato l’arco gotico, si resero conto che un lungo tratto di prato inondato di luce dall’elicottero li separava dalla meta.
«Non possiamo attraversare» fece notare Katherine.
«Aspetta un momento… guarda!» Langdon le indicò un’ombra nera che si allungava sull’erba alla loro sinistra. All’inizio era stata solo una chiazza informe, ma si espandeva rapidamente nella loro direzione. Sempre meglio definita, assunse ben presto la sagoma di un grande rettangolo coronato da due torri lunghissime.
«La facciata della cattedrale ci fa ombra» disse Langdon.
«Stanno atterrando davanti alla chiesa!»
Langdon prese per mano Katherine. «Corri!»
Nella cattedrale, il decano camminava con un’energia che non provava da anni. Attraversò il transetto, percorse la navata principale e andò verso il nartece e le porte.
Sentiva il rombo dell’elicottero e immaginò la luce che in quel momento doveva entrare dal rosone della facciata colorando l’interno della cattedrale. Ripensò all’epoca in cui ancora vedeva i colori. Paradossalmente, però, da quando il suo mondo era privo di luce gli sembrava di vedere più chiaro.
Galloway aveva sentito la vocazione da giovane e per tutta la vita aveva amato moltissimo la Chiesa. Al pari di tanti colleghi che, come lui, si erano dedicati interamente a Dio, adesso era stanco. Da troppo tempo combatteva per farsi sentire in mezzo al clamore dell’ignoranza.
Che cosa mi aspettavo?
Dalle crociate all’inquisizione, fino alla politica americana, il nome di Gesù era stato strumentalizzato per lotte di potere di ogni tipo. Fin dall’inizio dei tempi, gli ignoranti avevano sempre fatto la voce grossa, trascinando le masse ingenue e piegandole alla propria volontà. Difendevano i desideri terreni citando Scritture che non capivano, andavano fieri della loro intolleranza. A poco a poco, l’umanità era riuscita a erodere completamente tutta la bellezza che avvolgeva la figura di Gesù.
Quella sera, l’aver ritrovato il simbolo rosacroce aveva riempito Galloway di grandi speranze, ricordandogli le profezie contenute nei Manifesti rosacrociani che aveva letto infinite volte in passato e che conosceva quasi a memoria.
Capitolo Uno: "Jehova redimerà l’umanità rivelando quei segreti che in precedenza riservava solo agli eletti".