Sincera.
Fin dai tempi di Michelangelo, gli scultori avevano l’abitudine di nascondere i difetti delle loro opere colando cera fusa nelle fessure e poi coprendola con polvere di marmo. Il metodo era considerato un inganno e, quindi, qualunque scultura "senza cera" — letteralmente sine cera — era considerata un’opera d’arte autentica. L’espressione aveva preso piede; ancora oggi a volte firmiamo le lettere "sinceramente" per rassicurare l’altra persona che abbiamo scritto "senza cera" e che quindi le nostre parole sono vere.
Le incisioni sulla base della piramide erano state nascoste con lo stesso metodo. Quando Katherine aveva seguito le indicazioni della cuspide e aveva "bollito" la piramide, la cera si era sciolta rivelando la scritta sulla base. Evidentemente Galloway, nella sala del college, aveva sentito con le dita le incisioni sul fondo.
Osservando l’incredibile assortimento di simboli, per un istante Langdon dimenticò tutti i pericoli che minacciavano lui e Katherine. Non aveva idea del loro significato, né di cosa avrebbero svelato alla fine, ma di una cosa era certo. La piramide massonica ha ancora dei segreti da rivelare. "Otto Franklin Square" non è la risposta finale.
Langdon non avrebbe saputo dire se fosse merito dell’adrenalina mandata in circolo da quell’illuminazione o dei secondi trascorsi, ma a un tratto sentì che stava riacquistando il controllo del proprio corpo.
Lottando con il dolore, strisciò un braccio di lato per spingere via la borsa che gli impediva di vedere la sala da pranzo.
Con suo grande orrore, si rese conto che Katherine era stata immobilizzata e le era stato infilato in bocca un grosso pezzo di stoffa. Langdon flettè i muscoli, cercando di mettersi in ginocchio, ma un attimo dopo rimase impietrito, totalmente incredulo. Sulla soglia della sala da pranzo era comparsa una visione agghiacciante… una figura umana come mai ne aveva viste.
In nome di Dio, cosa diavolo…?
Langdon rotolò di lato, scalciando nel tentativo di arretrare, ma il gigante lo afferrò, lo girò sulla schiena e gli si mise a cavalcioni sul petto. Gli puntò le ginocchia sui bicipiti, inchiodandolo al suolo. Sul suo torace era tatuata una fenice a due teste increspata dalla fascia muscolare. Il collo, il volto e la testa rasata erano coperti da un incredibile assortimento di simboli intricati, usati negli oscuri rituali di magia.
Prima che Langdon potesse elaborare un altro pensiero, l’uomo gli afferrò la testa prendendola tra le mani, la sollevò da terra e, con una forza incredibile, la sbatté contro il pavimento.
Poi diventò tutto buio.
96
Mal’akh si rialzò e contemplò la carneficina intorno a sé. La casa pareva un campo di battaglia.
Robert Langdon giaceva ai suoi piedi privo di sensi.
Katherine Solomon era legata e imbavagliata sul pavimento della sala da pranzo.
A terra accanto a lei c’era il cadavere della guardia di sicurezza, crollata dalla sedia su cui lui l’aveva sistemata. La donna, nel tentativo di avere salva la vita, aveva fatto esattamente come Mal’akh le aveva ordinato: con un coltello puntato alla gola, aveva risposto al cellulare di Mal’akh, mentendo per attirare lì con l’inganno Langdon e Katherine. Non c’era nessuna collega e Peter non stava certo bene. Non appena la donna aveva concluso la sua performance, Mal’akh l’aveva strangolata in silenzio.
Per completare l’illusione di non essere a casa, Mal’akh aveva telefonato a Bellamy usando il vivavoce da una delle sue auto. "Sto guidando" aveva detto a lui e a tutti quelli che erano in ascolto "e Solomon è nel bagagliaio." Mal’akh stava realmente guidando, ma solo tra il garage e il giardino, dove aveva lasciato alcune delle sue numerose automobili parcheggiate con il motore e i fari accesi.
L’inganno aveva funzionato alla perfezione.
Quasi.
L’unica piccola pecca era il cadavere dell’uomo in mimetica nera, pugnalato al collo con un cacciavite, sul pavimento dell’ingresso. Mal’akh lo perquisì e non potè fare a meno di sorridere quando trovò una sofisticata ricetrasmittente e un cellulare con il logo della CIA. Evidentemente anche loro sono consapevoli del mio potere. Tolse le batterie e fracassò entrambi gli apparecchi con un pesante fermaporta di bronzo.
Mal’akh sapeva di dover agire in fretta, specialmente adesso che era entrata in gioco anche la CIA. Torn ò da Langdon. Il professore era privo di sensi e lo sarebbe rimasto per un po’. Il suo sguardo si spostò con trepidazione sulla piramide di pietra a terra, accanto alla borsa aperta. Trattenne il respiro e il suo cuore cominciò a battere più forte.
Ho aspettato per anni…
Si chinò a raccogliere la piramide massonica con mani tremanti. Facendo scorrere lentamente le dita sulle incisioni, fu preso da un timore reverenziale per la promessa in esse contenuta. Prima di farsi prendere troppo dal suo fascino, rimise la piramide nella borsa di Langdon, insieme alla cuspide, e chiuse la cerniera.
Le riunirò presto… in un luogo più sicuro.
Si gettò la borsa a tracolla e provò a caricarsi Langdon sulle spalle, ma il professore aveva un fisico atletico e pesava molto più del previsto. Mal’akh decise di afferrarlo sotto le braccia e trascinarlo. Non gli piacerà la sistemazione che ho in mente per lui.
Mentre trasportava il corpo di Langdon, la tivù continuava a trasmettere a tutto volume. Quel vociare era stato un elemento determinante della messinscena e Mal’akh non aveva ancora spento il televisore. Adesso un telepredicatore guidava i fedeli nella recita del Paternoster. Mal’akh si chiese se qualcuno degli spettatori ipnotizzati avesse idea della vera provenienza di quella preghiera.
«"… come in cielo, così in terra…"» salmodiavano i fedeli.
Sì, pensò Mal’akh. Come sopra, così sotto.
«"…e non ci indurre in tentazione…"»
Aiutaci a dominare la debolezza della carne.
«"… liberaci dal male…"» imploravano in coro.
Mal’akh sorrise. Sarà difficile. Le tenebre avanzano. Ma doveva rendere loro onore al merito: se non altro ci provavano. Nel mondo moderno, gli uomini che parlavano a forze invisibili e chiedevano il loro aiuto erano una razza in via di estinzione.
Mal’akh era ormai arrivato in soggiorno quando i fedeli conclusero la preghiera con un "Amen!".
Amon, li corresse mentalmente Mal’akh. L’Egitto è la culla della vostra religione. Il dio Amon era l’archetipo di Zeus, di Giove e di ogni altro volto moderno di Dio. Ancora oggi, tutte le religioni del mondo pronunciano una variante del suo nome. Amen! Amin! Aum!
Il predicatore cominciò a citare versetti della Bibbia sulle gerarchie di angeli, demoni e spiriti che governavano in cielo e all’inferno. «Proteggete le vostre anime dalle forze del male!» esortò. «Levate i vostri cuori in preghiera! Dio e i suoi angeli vi ascolteranno!»
È vero. Ma come loro anche i demoni.
Mal’akh aveva imparato molto tempo prima che mediante la giusta applicazione dell’Arte, un cultore poteva aprire un portale sul regno dello spirito. Le forze invisibili che vi abitavano, assai simili all’uomo, si presentavano sotto molte forme, sia buone sia malvagie. Quelle della Luce guarivano, proteggevano e cercavano di portare ordine nell’universo. Quelle delle Tenebre agivano in senso contrario… portando caos e distruzione.
Evocate nel modo giusto, le forze invisibili potevano essere persuase a compiere il volere di chi si rivolgeva loro… infondendogli un potere all’apparenza soprannaturale. In cambio del loro aiuto, queste forze chiedevano offerte: preghiere e lodi quelle della Luce… sacrifici con il sangue quelle delle Tenebre.