«Noi Ti chiediamo di santificare questi doni con l'effusione del Tuo spirito…
«Prendete e mangiatene tutti. Questo è il Mio Corpo offerto in sacrificio per voi…
«Prendete e bevetene tutti. Questo è il Mio sangue, il sangue della nuova ed eterna alleanza, versato per voi e per tutti in remissione dei peccati…»
Mary desiderò ardentemente di essere lì, insieme all'assemblea dei fedeli, a prendere la comunione. Quando la cerimonia finì, si fece di nuovo il segno della croce e si alzò.
Solo allora si accorse di Ponter Boddit, che in piedi sulla porta la stava fissando in silenzio, con la bocca senza mento spalancata.
33
«Cos'era quello?» chiese Ponter.
«Da quanto tempo sei lì?» chiese a sua volta Mary.
«Da un po'.»
«Perché stavi lì senza parlare?»
«Non volevo disturbarti. Sembravi… molto presa da quello che stava accadendo sullo schermo.»
Be', pensò Mary, in effetti era lei a essere in difetto: gli aveva usurpato la stanza e il divano dove dormiva. Ponter entrò nella stanza e le si sedette accanto, e lei guizzò verso il bordo, a ridosso del bracciolo.
«E allora? Cos'era quella cosa?»
«Un servizio religioso trasmesso da una chiesa» rispose scrollando impercettibilmente le spalle.
Il Companion emise un bip.
«Chiesa. Una, uhm, una sala di culto.»
Un altro bip.
«Religione. Adorazione di Dio.»
A quel punto Hak parlò con la sua voce: «Sono spiacente, Mare. Non conosco nessuna di queste parole.»
«Dio» ripeté Mary. «L'essere che ha creato l'universo.»
Ponter rimase un attimo immobile, e appena sentita la traduzione di Hak sgranò gli occhi dorati. Parlò nella sua lingua, e Hak tradusse con la voce maschile: «L'universo non ha nessun creatore. Esiste da sempre.»
Mary inarcò le sopracciglia. Immaginò che Louise — se mai fosse riemersa dal seminterrato — si sarebbe divertita a spiegargli la teoria del big bang. Da parte sua, invece, si limitò a dire: «Noi crediamo che sia così.»
Ponter scosse il capo, ma era chiaro che non intendeva insistere oltre. Però era molto curioso. «Quell'uomo» disse indicando lo schermo «parlava di 'vita eterna/ La tua specie ha forse scoperto il segreto dell'immortalità? Da noi ci sono degli specialisti che studiano le possibilità di prolungare la vita, ma…»
«No» disse Mary. «No, no. Parlava del Paradiso.» Alzò le mani, i palmi in alto, prevenendo così il bip di Hak. «Il Paradiso è un luogo dove crediamo si continui a vivere dopo la morte.»
«Questo è un ossimoro.» Mary rimase stupita dalla competenza di Hak. Ponter aveva pronunciato una dozzina di parole nella sua lingua, probabilmente dicendo qualcosa del tipo 'ma questa è una contraddizione in termini,' e il Companion si era accorto che esisteva un modo più sintetico per esprimere quel concetto in inglese, anche se non nella lingua Neandertal.
«Be'» disse Mary «non tutti sulla Terra — su questa, voglio dire — credono in una vita dopo la morte.»
«E la maggioranza ci crede?»
«Be'… sì, credo di sì.»
«E tu?»
Mary aggrottò la fronte, pensierosa. «Sì, ci credo.»
«Su quali basi?» le chiese Ponter in tono assolutamente neutrale, senza la minima traccia di scherno.
«Be', si dice che…» e qui si fermò. Perché era credente? Era una scienziata, una persona che basava la sua vita e il suo modo di essere sulla razionalità e sulla logica, ma l'indottrinamento religioso a cui era stata sottoposta aveva preceduto la sua formazione scientifica. Dopo qualche attimo di silenzio, scrollò impercettibilmente le spalle, consapevole dell'inadeguatezza della risposta: «C'è scritto nella Bibbia.»
Bip.
«La Bibbia» ripeté Mary. «Le Scritture.» Bip. «Il Libro Sacro.» Bip. «Si tratta di un libro venerato dai fedeli in cui sono riportati dei precetti morali. Le cose scritte nella prima parte sono condivise dalla mia gente — si chiamano cristiani — e dagli appartenenti a un'altra delle grandi religioni, gli ebrei. In quello che c'è scritto nella seconda parte crediamo solo noi cristiani.»
«Perché? Che cosa c'è scritto nella seconda parte?»
«Si racconta la storia di Gesù, il figlio di Dio.»
«Ah, sì. Quell'uomo parlava di lui. Quindi… quindi questo… questo creatore dell'universo in qualche modo aveva un figlio umano? Allora Dio è un essere umano?»
«No, no, è un essere incorporeo, non ha corpo.»
«Allora come ha potuto…?»
«La madre di Gesù era un essere umano, la Vergine Maria.» Si fermò un attimo, quindi aggiunse: «Io ne porto il nome.»
Ponter scosse lievemente il capo. «Scusami, Hak sta facendo un lavoro notevole, ma è chiaro che ha sbagliato qualcosa. Ha interpretato una parola che hai detto, come se si riferisse a qualcuno che non ha mai avuto rapporti sessuali.»
«Vergine, sì.»
«E come può essere che una vergine sia madre?»
«Questo è un altro…» e Mary sentì Ponter ripetere la stessa frase che Hak aveva tradotto poco prima con la parola 'ossimoro.'
«Gesù è stato concepito senza rapporto sessuale. Dio ha posto il seme nel ventre di Maria.»
«E l'altro gruppo — gli ebrei, vero? — non credono a questa storia?»
«No.»
«Quindi sembrano… diciamo, meno creduloni. E tu ci credi? Credi a questa storia di Gesù?» le chiese guardandola negli occhi.
«Io sono una cristiana» rispose Mary. «Una seguace di Gesù.»
«Capisco. Quindi credi anche nella vita dopo la morte.»
«Be', noi crediamo che la vera essenza di una persona sia l'anima,» bip «una versione incorporea dell'essere, e che l'anima continui a vivere in uno dei due luoghi dove risiedono le anime di noi tutti. Se la persona è stata buona, l'anima vola in cielo, cioè nel paradiso, al cospetto di Dio. Se è stata cattiva, l'anima va all'inferno,» bip «dove viene torturata,» bip «tormentata per l'eternità.»
Ponter rimase a lungo in silenzio, mentre Mary cercava di decifrarne l'espressione. Alla fine disse semplicemente: «Noi — la mia gente — non crediamo in una vita dopo la morte.»
«Cosa pensate che avvenga dopo la morte?»
«A chi è morto assolutamente niente. Cessa completamente di esistere. Tutti quelli che sono stati non sono più.»
«È una cosa molto triste» commentò Mary.
«Triste? Perché?»
«Perché devi continuare a vivere senza di loro.»
«Voi potete entrare in contatto con quelli che abitano in quel vostro altro mondo?»
«Be', no. Io no. Alcuni dicono di sì, ma le loro affermazioni non sono mai state dimostrate.»
«Mi coloro di sorpresa» se ne uscì Ponter, e Mary si chiese dove Hak poteva aver preso quell'espressione. «Ma se non avete modo di entrare in contatto con questo aldilà, il regno dei morti, perché ci credete?»
«Non ho mai visto il mondo parallelo da cui provieni,» gli rispose Mary «eppure ci credo. E anche tu, che non lo vedi più, continui a crederci.»
Ancora una volta, Hak la sbalordì: «Touché» disse, sintetizzando brillantemente la mezza dozzina di parole pronunciate da Ponter.
Ma le cose che le aveva detto il Neandertal la incuriosivano moltissimo. «Per noi la moralità deriva dalla religione, precisamente dalla credenza in un bene assoluto, e. be', dalla paura, immagino, della dannazione: di finire all'inferno.»
«In altre parole gli umani della tua specie si comportano bene solo sotto una minaccia.»
Mary assentì, ammettendo come fondata l'osservazione di Ponter. «È la scommessa di Pascal. Vedi, se credi in Dio, e lui non esiste, hai poco da perdere. Ma se non ci credi, e lui esiste davvero, rischi la dannazione eterna. Quindi, conviene credere.»
«Ah» disse Ponter. e poiché l'interiezione era comune ai due linguaggi, Hak non la tradusse.