«La luna» ripeté Ponter. «Stai parlando del satellite della Terra?»
Mary ammiccò: «Uh-huh.»
«Ma… ma è fantastico! Noi non l'abbiamo mai fatto.»
«Non siete mai stati sulla luna? La tua specie, intendo. Nessun Neandertal ha mai messo piede sulla luna?»
Ponter sgranò gli occhi: «No.»
«E su Marte o su qualche altro pianeta?»
«Nemmeno.»
«Avete dei satelliti?»
«No, solo uno, come qui.»
«No, intendo dire satelliti artificiali. Sai, quei congegni senza uomini che si mandano in orbita per le previsioni del tempo, le comunicazioni e cose del genere.»
«No» rispose Ponter. «Non abbiamo nulla di simile.»
Mary si fermò un attimo a riflettere. Senza l'eredità delle V-2, i missili della seconda guerra mondiale, sarebbero mai riusciti gli esseri umani a mandare qualcosa in orbita? «Abbiamo lanciato -uhm, non saprei — diverse centinaia di oggetti nello spazio.»
Ponter alzò la testa, come se stesse cercando di visualizzare attraverso il soffitto della stanza il volto severo della luna. «E quanti di voi vivono sulla luna?»
«Nessuno» rispose Mary, sorpresa.
«Non avete costruito una base permanente?»
«No.»
«Quindi vi limitate a visitarla e poi tornate sulla Terra? Quanti ne partono ogni mese? È una cosa che va di moda?»
«Uhm, sono almeno… be', circa trenta anni che non ci mette piede più nessuno. A toccare la superficie lunare sono stati solo in dodici. Sei gruppi di due.»
«E perché non l'avete più fatto?»
«Be', è una cosa complicata. Certamente è anche una questione di costi.»
«Capisco.»
«Inoltre c'era la situazione politica. Vedi, noi…» si fermò un attimo. «Gesù, è difficile da spiegare. La chiamiamo guerra fredda. In realtà non c'è stato nessun combattimento, ma era scoppiato un grosso conflitto ideologico tra gli Stati Uniti e un'altra grande nazione, l'Unione Sovietica.»
«Su quale questione?»
«Uhm, credo sui diversi sistemi economici.»
«Non mi sembra una divergenza per cui valga la pena di combattere» commentò Ponter.
«In quel periodo sembrava una cosa di enorme importanza. Comunque sia, il Presidente degli Stati Uniti nel… che anno era? mi sembra il 1961, aveva promesso alla nazione di portare un uomo sulla luna entro la fine del decennio. Perché, vedi, i russi — le gente che abita nell'Unione Sovietica — erano stati i primi a mandare un satellite artificiale e un uomo nello spazio. Gli Stati Uniti erano rimasti indietro, e quindi, be', hanno deciso di superarli.»
«E ci sono riusciti?»
«Oh, sì. I russi non hanno mai mandato nessuno dei loro sulla luna. Ma, be', una volta che li abbiamo sconfitti, la gente ha perso interesse nella cosa.»
«Ma è ridicolo…» cominciò Ponter, poi si fermò. «No, scusami. Andare sulla luna è un'impresa eccezionale e che l'abbiate fatto una volta o mille, rimane comunque un fatto straordinario.» Si fermò un attimo, prima di continuare: «Immagino sia solo una questione di priorità.»
35
Mary e Ponter scesero al piano di sotto per mangiare qualcosa. Erano appena entrati in cucina, quando Reuben e Louise emersero finalmente dalla loro alcova. Reuben sfoderò un largo sorriso all'indirizzo di Ponter, proponendogli: «Facciamo un bel barbecue?»
«Sì, grazie. Ma questa volta voglio darti una mano» gli disse il Neandertal restituendogli il sorriso.
«Ti mostro come si fa» gli propose Louise, e prendendolo a braccetto aggiunse: «Vieni con me, omaccione.»
Mary si trovò a dire: «Pensavo che tu fossi vegetariana.»
«Infatti, da cinque anni, ma so come usare un barbecue.»
Mentre si allontanavano, Mary sentì uno strano bisogno di seguirli. Louise chiuse dietro di sé la porta a vetri, per mantenere la casa fresca. E se… no, che sciocca.
Reuben stava dando una ripulita al tavolo della cucina. Simulando la voce di una vecchia pettegola ebrea le chiese: «Allora, bambini, di cosa avete parlato?»
Mary stava ancora osservando Louise e Ponter al di là della porta a vetri; la ragazza sorridente aveva gettato indietro i capelli e stava spiegando il funzionamento del barbecue a Ponter, che pendeva dalle sue labbra.
«Uhm, per lo più di religione.»
La voce di Reuben tornò subito normale: «Davvero?»
«Uh, hu.» Distolse lo sguardo dal giardino e fissò Reuben: «O, più precisamente, parlavamo della mancanza di qualsiasi forma religiosa nel mondo dei Neandertal.»
«Non l'avrei mai detto» rifletté il medico mentre tirava fuori da una credenza dei piatti bianchi di Corelle. «Pensavo che avessero il culto dell'orso della caverna o roba del genere.»
Mary scosse il capo. «Hai letto libri troppo vecchi, Reuben. Nessuno crede più a quelle cose.»
«Davvero?»
«Ma certo. Naturalmente in una caverna abitata dai Neandertal sono stati rinvenuti dei teschi di orsi, ma si ritiene che gli animali fossero semplicemente morti nella caverna, probabilmente durante il periodo dell'ibernazione, e che i Neandertal vi si fossero stabiliti solo in un secondo momento.»
«Ma i teschi non erano disposti secondo un certo ordine?»
«Be',» rispose Mary sistemando le posate sul tavolo «chi li ha rinvenuti dichiarò di averli trovati in una specie di bara di pietra. Ma non furono scattate foto, probabilmente gli esploratori distrussero la bara e gli unici due schizzi fatti dall'archeologo — un certo Bächler — si contraddicono l'un l'altro. Insomma, sembra proprio che Bächler vide quello che voleva vedere.»
«Oh» disse Reuben, che stava rovistando nel frigo alla ricerca degli ingredienti per fare un'insalata. «E quella storia sui Neandertal che seppellivano i morti insieme a degli oggetti di cui potevano aver bisogno nell'aldilà? Non è un segno che credevano in qualcosa?»
«Be', lo sarebbe se lo avessero fatto davvero. Ma nei siti dove sono stati rinvenuti fossili di Neandertal, con i millenni si sono accumulati un sacco di rifiuti: ossa, vecchi utensili di pietra, e roba simile. Si è scoperto che i pochi oggetti che pensavamo fossero stati messi nelle loro tombe sono finiti lì solo casualmente.»
Reuben stava pulendo un ceppo di lattuga gelata. «Credevo che la pratica della sepoltura implicasse una qualche fede nell'aldilà.»
Mary si guardò intorno per vedere come rendersi utile, ma non trovò niente da fare. «Non è detto. Si potrebbe spiegarla semplicemente come una forma di igiene. I cadaveri attirano i saprofagi, e se li lasci alla luce del sole emettono un cattivo odore per la decomposizione. La maggior parte dei fossili di Neandertal sono stati rinvenuti l'uno accanto all'altro in posizione fetale. Questo potrebbe essere il segno di un cerimoniale, ma anche più semplicemente del fatto che chi ha scavato la fossa ha fatto un buco molto piccolo.»
Adesso Reuben stava sminuzzando il sedano. «Eppure… ho letto che i Neandertal sono stati i primi figli dei fiori.»
A Mary sfuggì un sorriso. «Ah, sì. Nella caverna di Shanidar, in Iraq, sono stati rinvenuti scheletri di Neandertal ricoperti da fossile di polline.»
«Esatto. Come se fossero stati sepolti avvolti in ghirlande o qualcosa di simile.»
«Mi dispiace deluderti, ma anche questa teoria non trova più credito. Il polline si è infiltrato casualmente nella tomba, probabilmente provenendo dalla tana di qualche roditore o a causa di sedimenti liquidi filtrati dal terreno.»
«Sì, ma… aspetta un attimo. E come si spiega il flauto del Neandertal? È stata una notizia bomba che ha fatto il giro del mondo.»
«È vero. In Slovenia Ivan Turk trovò un osso di orso cavo, con quattro fori.»
«Infatti, un flauto.»
«Ehm, temo di no» disse Mary appoggiandosi al frigorifero. «Si è scoperto che l'osso in questione è stato perforato dai denti di un carnivoro, probabilmente un lupo. Sai, è tipico della stampa: questa notizia non è andata sulle prime pagine come l'altra.»
«Infatti è la prima volta che lo sento.»
«Ero presente alla conferenza della Società di paleoantropologia di Seattle nel '98, quando Nowell e Chase presentarono lo studio che ha confutato la teoria del flauto.» Mary si fermò un attimo, poi proseguì: «No, sembra proprio che al momento della loro estinzione i Neandertal — per lo meno quelli che abitavano questa versione della Terra — non avessero nulla di simile a quello che chiamiamo religione, o anche, in senso lato, cultura. È vero che alcuni degli ultimi esemplari sembrano mostrare una certa varietà nella lavorazione dei manufatti, ma la maggior parte dei paleoantropologi ritiene che imitassero la specie dei Cro-Magnon con cui erano venuti in contatto, e che quindi siano questi ultimi i nostri diretti progenitori.»