«Thom...»
«No!»
Seguì il silenzio, rotto solo dal cigolio del letto, quando Loial cambiò posizione. Alla fine Rand disse: «Loial, ti dispiace lasciarmi un momento da solo con Thom?»
Loial parve sorpreso, ma annuì e si alzò. «Il gioco di dadi, nella sala comune, pareva interessante» disse. «Forse lasceranno giocare anche me.» Mentre la porta si chiudeva alle spalle dell’Ogier, Thom guardò con sospetto Rand.
Rand esitò. C’erano cose che gli occorreva sapere, cose che di sicuro Thom conosceva, ma che lui non sapeva come domandare. «Thom» disse alla fine «esistono libri che raccontino il Ciclo Karaethon?» Gli riusciva più facile usare quel termine, anziché ‘Profezie del Drago’.
«Nelle grandi biblioteche» rispose lentamente Thom. «In varie traduzioni e perfino nella Lingua Antica.»
Rand stava per domandare se era possibile trovarne una, ma Thom proseguì: «La Lingua Antica aveva musicalità. Ma, troppi, anche fra i nobili, al giorno d’oggi non hanno la pazienza d’ascoltare. Si pensa che tutti i nobili conoscano la Lingua Antica, ma tanti imparano solo il poco che basta a impressionare chi non la conosce. Le traduzioni non hanno la stessa musicalità, a meno che non siano in Canto Aulico, e a volte quest’ultimo cambia il significato anche più di tante traduzioni. C’è un brano del Ciclo... non ha una buona metrica, tradotto parola per parola, ma conserva tutto il significato... che suona così.»
Thom protese la mano e toccò gli aironi ricamati sul colletto di Rand.
Per un momento Rand riuscì solo a fissarlo a bocca aperta. «Con la spada, fanno cinque» disse poi, con voce malferma. «Elsa, fodero e lama.» Posò sul tavolo la mano, per nascondere il marchio sul palmo.
«Il conto è giusto» rise Thom. «Mi viene in mente un altro brano.»
Rand scosse la testa per negare quelle parole, ma Thom parve non accorgersene. «Non capisco come il giorno possa spuntare due volte, ma tanto gran parte del Ciclo non ha molto senso. La Pietra di Tear non cadrà mai, finché il Drago Rinato non impugnerà Callandor; ma, Callandor, la Spada Intoccabile, si trova nel Cuore della Pietra: perciò, come farà il Drago a impugnarla? Ah, non importa. Secondo me, le Aes Sedai vogliono fare in modo che gli eventi corrispondano il più possibile alle Profezie. Morire nelle Terre Bruciate sarebbe un prezzo alto per adeguarsi alle Profezie.»
Rand si sforzò di mantenere calma la voce e ci riuscì. «Nessuna Aes Sedai mi manovra» replicò. «Ti ripeto che non ho più visto Moiraine, da quando ho lasciato lo Shienar. Mi disse che potevo andare dove volevo e me ne sono andato.»
«E ora con te non ci sono Aes Sedai? Proprio nessuna?»
«Nessuna.»
Con la nocca Thom si lisciò i baffi. Parve soddisfatto e perplesso nello stesso tempo. «Allora perché fai domande sulle Profezie? Perché hai mandato via l’Ogier?»
«Per non sconvolgerlo. È già abbastanza teso, a causa del Corno. Volevo domandarti proprio questo: si parla del Corno, nelle... nelle Profezie?» Non riusciva ancora a dire il nome per intero. «I falsi Draghi e il ritrovamento del Corno. Tutti pensano che il Corno di Valere evocherà eroi defunti che combatteranno il Tenebroso nella Battaglia Finale; e il... il Drago Rinato... affronterà il Tenebroso nella stessa battaglia. Mi pareva una domanda naturale.»
«Direi di sì. Pochi sanno che il Drago Rinato combatterà la Battaglia Finale; e, se lo sanno, pensano che combatterà a fianco del Tenebroso. Pochi leggono le Profezie per scoprirlo. Cos’hai detto, del Corno? Che evocherà eroi defunti?»
«Da quando ci siamo separati, Thom, ho imparato anch’io alcune cose. Gli eroi accorreranno, chiunque suoni il Corno, fosse anche uno degli Amici delle Tenebre.»
Thom inarcò fin quasi ai capelli le sopracciglia cespugliose. «Non sapevo questo particolare!» disse. «Hai imparato davvero qualcosa.»
«Ma non lascerò che la Torre Bianca mi usi come falso Drago. Non voglio avere niente a che fare con le Aes Sedai, né con i falsi Draghi, né col Potere, né...» Si morsicò la lingua. Aveva perso il controllo di sé e si era messo a blaterare come uno sciocco.
«Per un certo periodo, ragazzo, ho creduto che fossi tu, quello che Moiraine cercava. E pensavo anche di sapere perché. Nessuno sceglie d’incanalare il Potere, sai? La capacità d’incanalare si manifesta da sola, come una malattia. Non puoi biasimare chi si ammala, anche se la sua malattia può uccidere pure te.»
«Tuo nipote poteva incanalare il Potere, vero? Per questo ci hai aiutati, perché tuo nipote era nei pasticci con la Torre Bianca e nessuno ha aiutato lui. C’è un solo modo perché un uomo si trovi nei pasticci con le Aes Sedai.»
Thom fissò il piano del tavolo e sporse le labbra. «Non serve, negarlo. Vedi, non è il genere di cose di cui si parla volentieri... un parente maschio in grado d’incanalare il Potere. Ah! L’Ajah Rossa non diede a Owyn la minima possibilità. Fu domato e poi morì. Perdette semplicemente la voglia di vivere...» Sospirò tristemente.
Rand rabbrividì. Perché Moiraine non gli aveva riservato lo stesso trattamento? «Possibilità, Thom?» si stupì. «Vuoi dire che c’era un modo per risolvere il problema? Per non impazzire? Per non morire?»
«Per quasi tre anni Owyn tenne a bada il Potere. Non danneggiò mai nessuno. Non lo usò, a meno d’esservi costretto, e solo per aiutare la gente del suo villaggio...» Alzò le mani al cielo, «Non c’era altra scelta, immagino. I suoi compaesani mi dissero che si era comportato bizzarramente per tutto l’ultimo anno. Non volevano parlarne e a momenti mi prendevano a sassate, quando seppero che ero suo zio. Sarà impazzito davvero. Ma era del mio sangue, ragazzo. Non posso ammirare le Aes Sedai per quello che gli hanno fatto, anche se vi furono costrette. Se Moiraine ti ha lasciato andare, allora ne sei fuori.»
Per un momento Rand rimase in silenzio. Che stupido! Non c’era nessuna via d’uscita, ovviamente. Sarebbe impazzito e morto, qualsiasi cosa avesse fatto. Ma Ba’alzamon aveva detto... «No!» esclamò; e arrossì, sotto lo sguardo indagatore di Thom. «Voglio dire... ne sono fuori, Thom. Ma ho pur sempre il Corno. Rifletti, Thom. Il Corno di Valere. Altri menestrelli racconteranno storie, sul Corno, ma tu potrai dire che l’hai avuto fra le mani.» Si rese conto d’usare le frasi di Selene, ma con l’unico risultato di domandarsi dove fosse la donna. «Non c’è nessuno che vorrei avere con noi quanto te, Thom.»
Thom corrugò la fronte, come se riflettesse; ma alla fine scosse con fermezza la testa. «Ragazzo, mi sei simpatico, ma sai bene che vi aiutavo solo perché c’era di mezzo un’Aes Sedai. Seaghan non cerca di fregarmi più del normale e, contando anche il Dono del Re, non guadagnerei di più in nessun villaggio. E poi, pare che Dena mi voglia bene davvero e io la ricambio. Perciò non vedo motivo di rinunciare a questa comoda sistemazione per farmi inseguire da Trolloc e Amici delle Tenebre. Il Corno di Valere? Oh, è una tentazione, lo ammetto. Ma no. Non mi faccio coinvolgere di nuovo.»
Si chinò a raccogliere un astuccio di legno, lungo e stretto. Dentro c’era un flauto, di fattura normale, ma montato in argento. Thom lo spinse sul tavolo. «Forse un giorno o l’altro ti verrà buono per guadagnarti di nuovo la cena, ragazzo» disse.
«Ah, è facile» replicò Rand. «Perlomeno facciamo due chiacchiere. Alloggio al...»
«Meglio un taglio netto, ragazzo» lo interruppe Thom, scuotendo la testa. «Se continui a starmi intorno, non mi toglierò di mente il Corno. E non voglio farmi coinvolgere. Per niente.»