Выбрать главу

Rand era consapevole anche del resto. Artur Hawkwing e gli altri eroi affrontavano i Seanchan nella fitta nebbia. Perrin, con lo stendardo, vibrava l’ascia, più per tenere lontano chi cercava d’avvicinarsi che per ferire. Mat cavava ancora dal Corno di Valere striduli squilli. Hurin, sceso di sella, combatteva come sapeva, con la corta spada e il frangilama. Pareva che, solo col proprio numero, i Seanchan dovessero spazzarli via in un solo assalto; eppure erano proprio loro a indietreggiare.

Rand avanzò a incontrare Ba’alzamon. Con riluttanza creò il vuoto, si protese verso la Vera Fonte, si riempì dell’Unico Potere. Non c’era altro mezzo. Forse non aveva possibilità, contro il Tenebroso; ma, se ne aveva una, l’avrebbe trovata nel Potere. Il Potere gli inzuppò le membra, si diffuse in lui, negli abiti, nella spada. Rand si sentì risplendere come il sole. Ne fu eccitato e nauseato insieme.

«Togliti di mezzo» ringhiò. «Non sono qui per te!»

«Per la ragazza?» rise Ba’alzamon. La bocca si mutò in fiamme. Le ustioni, quasi guarite, lasciavano solo qualche cicatrice rosea che già sbiadiva. Aveva l’aspetto di un bell’uomo di mezz’età. A parte la bocca e gli occhi. «Quale, Lews Therin? Stavolta non avrai l’aiuto di nessuno. Sei mio, o sei morto. Morto, sei mio comunque.»

«Bugiardo!» ringhiò Rand. Vibrò un colpo contro Ba’alzamon, ma il bastone di legno carbonizzato deviò la lama e provocò una pioggia di scintille. «Padre delle Menzogne!»

«Sciocco! Gli altri sciocchi che hai evocato non t’hanno detto chi sei?» Le fiamme nel viso di Ba’alzamon ruggirono con le risate.

Anche nel vuoto, Rand provò un brivido. Possibile che pure loro avessero mentito? Non voleva essere il Drago Rinato. Strinse con forza maggiore la spada. Il taglio della seta. Ma Ba’alzamon parò ogni colpo, fra piogge di scintille, simili a quelle provocate in una forgia dal maglio sull’incudine. «Ho da fare a Falme, non con te. Con te, mai» disse Rand. Doveva distrarre l’attenzione di Ba’alzamon, finché gli altri non avessero liberato Egwene. In quel modo bizzarro vedeva l’infuriare dello scontro sul terreno ammantato di nebbia.

«Povero sciagurato. Hai suonato il Corno di Valere. Sei legato al Corno, ormai. Credi che le larve di Tar Valon ti lasceranno libero, ora? Ti metteranno al collo catene così pesanti che non riuscirai mai a tagliarle.»

Rand restò così sorpreso da rendersene conto anche nel vuoto: Ba’alzamon non sapeva tutto! Per mascherare la sorpresa, si lanciò all’attacco. Il colibrì bacia la rosa. La luna sull’acqua. La rondine si leva in volo. Il fulmine creò un arco fra spada e bastone. Scintille corrusche inondarono la nebbia. Ba’alzamon arretrò, con occhi che divampavano come fornaci ardenti.

Ai margini della consapevolezza, Rand vide i Seanchan ritirarsi per le vie di Falme, lottare con disperazione. Le damane sconvolgevano il terreno usando l’Unico Potere, ma non potevano colpire Artur Hawkwing e gli altri eroi del Corno.

«Vuoi restare una limaccia sotto la pietra?» ringhiò Ba’alzamon. Dietro di lui, la tenebra ribollì. «Uccidi te stesso, mentre stiamo qui. Il Potere infuria dentro di te. Ti brucia. Ti uccide! Solo io posso insegnarti come controllarlo. Servimi e vivi. Servimi o muori!»

«Mai!» Doveva trattenerlo per il tempo necessario. “Presto, Artur! Fa’ presto!" Si lanciò di nuovo contro Ba’alzamon, La tortora prende il volo. La foglia cadente.

Stavolta fu lui ad arretrare. Oscuramente vide i Seanchan riaprirsi la strada fra le stalle. Raddoppiò gli sforzi. Il martin pescatore cattura il carassio. I Seanchan cedettero di fronte a una carica, Artur Hawkwing e Perrin a fianco a fianco in prima linea. Paglia affastellata. Ba’alzamon parò il colpo in una fontana simile a lucciole cremisi e Rand fu costretto a balzare di lato per non farsi spaccare la testa dal bastone: l’aria smossa dal colpo gli arruffò i capelli. I Seanchan si lanciarono avanti. Scoccando la scintilla. Scintille volarono come chicchi di grandine, Ba’alzamon balzò via dal colpo e i Seanchan furono respinti nelle vie acciottolate.

Rand aveva voglia d’ululare a squarciagola. All’improvviso capì che le due battaglie erano collegate. Quando lui avanzava, gli eroi evocati dal Corno spingevano indietro i Seanchan; quando lui arretrava, i Seanchan avanzavano.

«Gli eroi non ti salveranno» disse Ba’alzamon. «Quelle che potrebbero salvarti, saranno portate lontano, al di là dell’oceano Aryth. Se mai le rivedrai, saranno schiave al guinzaglio e ti distruggeranno per conto dei loro nuovi padroni.»

"Egwene. Devo impedire che le facciano una cosa del genere!"

La voce di Ba’alzamon superò i suoi pensieri. «Hai una sola salvezza, Rand al’Thor. Lews Therin Telamon. Sono io, la tua salvezza. Servimi, e ti darò il mondo. Resisti, e ti distruggerò, come tante volte ho già fatto in precedenza. Ma questa volta ti distruggerò fin nell’anima, ti distruggerò completamente e per sempre.»

"Ho vinto di nuovo, Lews Therin!" Questo pensiero era al di là del vuoto, eppure a Rand occorse uno sforzo notevole per ignorarlo, per non pensare a tutte le vite in cui l’aveva sentito. Spostò la spada e Ba’alzamon tenne pronto il bastone.

Solo allora Rand s’accorse che Ba’alzamon si comportava come se la lama col marchio dell’airone potesse ferirlo. Ma l’acciaio non nuoceva al Tenebroso, si disse. Eppure Ba’alzamon teneva d’occhio la spada, con diffidenza. Rand fu tutt’uno con la spada. Ne percepì ogni particella, anche quelle troppo piccole per essere viste a occhio nudo. E sentì il Potere scorrere anche nella spada, fra le intricate matrici create da Aes Sedai durante le Guerre Trolloc.

E allora udì un’altra voce. La voce di Lan. “Verrà un momento in cui vorrai qualcosa più di quanto non vuoi la vita stessa." Udì la voce di Ingtar. “Ogni uomo ha il diritto di scegliere il momento in cui Rinfoderare la Spada." Vide il quadro formato da Egwene al guinzaglio, costretta a vivere come damane. Pensò: “Fili della mia vita in pericolo. Egwene". Prima di rendersene conto, aveva assunto la posizione iniziale dell’Airone a guado fra i giunchi, in equilibrio su di un piede, spada levata in alto, aperto e privo di difesa. “La morte è più leggera d’una piuma; il dovere, più pesante d’una montagna."

Ba’alzamon lo fissò. «Perché sogghigni come un idiota, sciocco? Non sai che posso distruggerti completamente?»

Rand sentì una calma superiore a quella del vuoto. «Non sarò mai tuo servo, Padre delle Menzogne. In mille vite, non lo sono mai stato. Lo so, Ne sono sicuro. Avanti. E ora di morire.»

Ba’alzamon sgranò gli occhi: per un attimo furono fornaci che bagnarono di sudore il viso di Rand. Fra il ribollire della tenebra alle sue spalle, indurì lo sguardo. «Allora muori, verme!» Vibrò il bastone come se fosse una lancia.

Rand urlò, sentendo che gli trafiggeva il fianco, rovente come un attizzatoio al calor rosso. Il vuoto tremò, ma Rand lo mantenne con le ultime forze e spinse la spada nel cuore di Ba’alzamon. Ba’alzamon urlò e la tenebra alle sue spalle urlò anch’essa. Il mondo esplose in fiamme.

48

Proclamazione

Min avanzò a fatica nella via acciottolata e si aprì un varco tra la folla di persone pallide in viso e attonite... quando non urlavano istericamente. Alcuni correvano, senza la minima idea di dove scappare, ma quasi tutti si muovevano come burattini mal manovrati, più impauriti di darsi alla fuga che di restare. Min esaminò le facce, augurandosi di trovare Egwene o Elayne o Nynaeve, ma vide solo falmesi. Qualcosa la spingeva a proseguire, come se fosse legata a una corda.

Una volta si girò a guardare indietro. Navi Seanchan bruciavano nel porto e altre erano in fiamme più al largo. Molti vascelli dalla forma squadrata erano già puntini contro il sole al tramonto e navigavano alla massima velocità consentita dal vento evocato dalle damane; una piccola nave s’allontanava dal porto, piegandosi a prendere il vento che la spingesse a costeggiare. La Spray. Min non biasimò Bayle Domon per non avere aspettato ancora, dopo quel che aveva visto lei: ritenne già sorprendente che avesse aspettato fino a quel momento.