Выбрать главу

«La Luce v’illumini, Sorelle» salutò Moiraine. Non ebbe risposta. Sospettò che Serafelle e Verin non avessero neppure udito. Si domandò dove fossero le altre. Probabilmente si riposavano delle fatiche del viaggio. Non occorreva che fossero presenti tutte, ma ora Moiraine aveva i nervi tesi e si sentiva passare per la testa tutte le domande che non poteva formulare. Però non lasciò trasparire niente.

La porta interna si aprì e nel vano comparve Leane, senza il bastone con la fiamma dorata. La Custode degli Annali era alta come molti uomini, flessuosa e aggraziata, ancora bella, con pelle color del rame e capelli scuri, corti. Portava, al posto dello scialle, una stola azzurra, larga una spanna, perché sedeva nel Consiglio della Torre, ma in veste di Custode degli Annali, non di rappresentante della propria Ajah.

«Eccoti qui» disse vivacemente a Moiraine, indicando la porta. «Entra, Sorella. L’Amyrlin Seat aspetta.» Parlò in fretta e mangiandosi le finali, come faceva sempre, sia che fosse arrabbiata, sia che fosse allegra o entusiasta. Nel seguirla all’interno, Moiraine si domandò quale emozione provasse in quel momento. Leane tirò il battente, che si chiuse con un tonfo, come la porta d’una cella.

L’Amyrlin Seat sedeva a un ampio tavolo, al centro del tappeto; sul tavolo c’era uno scrigno d’oro massiccio, grosso quanto un bauletto da viaggio, riccamente lavorato in argento. Il tavolo era resistente, munito di gambe robuste, ma pareva cedere sotto un peso che due uomini robusti avrebbero fatto fatica a sollevare.

Nel vedere lo scrigno, Moiraine ebbe difficoltà a non cambiare espressione e mantenersi serena. L’aveva lasciato al sicuro sotto chiave nella stanza blindata di Agelmar. Informata dell’arrivo dell’Amyrlin Seat, si era ripromessa di parlargliene lei stessa. Il fatto che fosse già in possesso dell’Amyrlin era un particolare di secondaria importanza, ma preoccupante. Forse gli eventi si muovevano più in fretta di lei.

Eseguì una profonda riverenza. «Mi hai chiamato, Madre, e sono venuta» disse, in tono formale. L’Amyrlin tese la mano e Moiraine baciò l’anello col Gran Serpente, non diverso da quello di ogni Aes Sedai. Si rialzò e passò a un tono più. colloquiale, ma non troppo. Sapeva che la Custode si era fermata alle sue spalle, accanto alla porta. «Spero che tu abbia fatto un viaggio piacevole, Madre.»

L’Amyrlin, nata a Tear da modesta famiglia di pescatori e non da nobile casato, si chiamava Siuan Sanche, anche se ben pochi avevano usato questo nome, nei dieci anni da quando era stata elevata al Consiglio della Torre. Era l’Amyrlin Seat: bastava questo. Portava sulle spalle una larga stola a righe, con i colori delle sette Ajah: l’Amyrlin era di tutte le Ajah e di nessuna. Di media statura, graziosa più che bella, aveva nei tratti del viso una forza già presente prima d’avere raggiunto la carica più alta, la forza d’una ragazza sopravvissuta nelle vie del Maule, il distretto portuale di Tear, e lo sguardo chiaro e intento che aveva costretto re e regine, perfino lo stesso capitano comandante dei Figli della Luce, ad abbassare gli occhi. Ora lei stessa mostrava segni di tensione nella linea della bocca.

«Abbiamo chiamato il vento per accelerare i nostri vascelli che risalivano l’Erinin, Figlia, e abbiamo anche girato la corrente a nostro favore.» Aveva voce profonda e triste. «Ho visto l’allagamento da noi provocato nei villaggi lungo il fiume e solo la Luce sa cosa abbiamo fatto alle condizioni atmosferiche. Non ci siamo accattivate la benevolenza altrui, provocando danni e rovinando forse i raccolti. Solo per giungere qui nel più breve tempo possibile.» Lasciò vagare lo sguardo verso lo scrigno e mosse la mano come per toccarlo, ma lasciò perdere. «Elaida è a Tar Valon, Figlia. È venuta insieme con Elayne e Gawyn.»

Moiraine era consapevole della presenza di Leane: la Custode, silenziosa come sempre in presenza dell’Amyrlin, osservava e ascoltava tutto. «Sono sorpresa, Madre» replicò, con prudenza. «Non sono tempi in cui Morgase possa permettersi di fare a meno dei consigli di una Aes Sedai.» Morgase era uno dei pochi governanti ad ammettere apertamente la presenza d’una Aes Sedai in veste di consigliere: quasi tutti ne avevano una, ma pochi riconoscevano d’averla.

«Elaida ha insistito, Figlia; e Morgase, per quanto regina, non mi sembra pari a Elaida, in uno scontro di volontà. Ma forse, in questo caso, non voleva nemmeno averla vinta. Elayne ha talento potenziale, più di quanto abbia mai visto. Mostra già i primi progressi. Le Sorelle Rosse sono gonfie d’orgoglio come pesci piumino. Non credo che la ragazza propenda dalla loro parte, ma è giovane e non si può mai dire. Anche se non riescono a convincerla, farà poca differenza. Elayne potrebbe diventare l’Aes Sedai più potente degli ultimi mille anni ed è stata l’Ajah Rossa a trovarla. Grazie a lei, le Rosse hanno guadagnato molto prestigio nel Consiglio della Torre.»

«Qui con me ho due ragazze, Madre» disse Moiraine. «Provengono dai Fiumi Gemelli, dove il sangue di Manetheren ha ancora vigore, anche se loro non ricordano nemmeno che un tempo ci fu una regione chiamata Manetheren. L’antico sangue canta, Madre, e canta con forza, nei Fiumi Gemelli. Egwene, una paesana, è dotata almeno quanto Elayne: ho visto l’Erede e parlo con cognizione. L’altra, Nynaeve, era la Sapiente del villaggio, pur essendo giovanissima. Appena acquisterà consapevolezza e controllo di quel che fa senza sapere, sarà potente come qualsiasi Aes Sedai di Tar Valon. Una volta addestrata, brillerà come un falò accanto alle candele di Elayne e di Egwene. E di sicuro queste due non sceglieranno l’Ajah Rossa. Apprezzano gli uomini, anche se a volte ne sono esasperate. Controbatteranno facilmente qualsiasi influenza l’Ajah Rossa guadagni dalla scoperta di Elayne.»

L’Amyrlin annuì come se la cosa non avesse molta importanza. Moiraine inarcò le sopracciglia, sorpresa, prima di controllarsi e riprendere l’espressione serena. C’erano due fonti di preoccupazione, nel Consiglio della Torre: che ogni anno si trovavano sempre meno ragazze in grado d’essere addestrate a incanalare l’Unico Potere, e che ancora meno erano quelle che possedevano un vero potenziale. La cosa più grave — peggiore della paura di chi dava alle Aes Sedai la colpa della Frattura del Mondo, peggiore dell’odio dei Figli della Luce, peggiore perfino dell’operato degli Amici delle Tenebre — era la rapida diminuzione del numero di nuove Sorelle e l’indebolimento delle loro capacità. Nei corridoi della Torre Bianca non c’era più la folla d’un tempo; quel che una volta si poteva fare con facilità servendosi dell’Unico Potere, ora risultava difficile o addirittura impossibile.

«Elaida aveva un altro motivo per venire a Tar Valon, Figlia. Ha inviato lo stesso messaggio mediante sei piccioni diversi, per assicurarsi che lo ricevessi... e posso solo immaginare a chi altri, a Tar Valon, abbia inviato messaggi; poi è venuta di persona. Ha detto al Consiglio della Torre che t’intrometti nelle azioni di un giovanotto che è ta’veren e pericoloso. Costui si trovava a Caemlyn, ha detto; ma quando lei ha scoperto la locanda dove alloggiava, tu l’avevi già fatto sparire.»

«La gente di quella locanda ci ha servito bene e lealmente, Madre. Se Elaida ha fatto male a uno di loro...» Non riuscì a nascondere l’asprezza del tono e udì Leane cambiare posizione, a disagio: non si parlava con quel tono all’Amyrlin; nemmeno un re sul proprio trono lo faceva.