«La richiesta è qualcosa che ho lasciato credere loro in modo da poterti raggiungere illesa, Madre» replicò la donna con accento tarabonese, offrendole una riverenza, e a metà di quel gesto il suo volto fu all’improvviso quello di Beonin Marinye.
Abbracciando saidar, Tarna intessé uno schermo attorno alla donna, ma Elaida si limitò a piantare i pugni contro i fianchi.
«Dire che sono sorpresa che tu osi mostrarmi la tua faccia sarebbe riduttivo, Beonin.»
«Sono riuscita a diventare parte di quello che potresti chiamare il consiglio direttivo a Salidar» disse con calma la Grigia. «Mi sono assicurata che rimanessero lì a non far niente e ho messo in giro voci che molte fra loro fossero in realtà delle tue segrete sostenitrici. Le Sorelle si stavano guardando con tale sospetto a quel punto che pensavo che sarei potuta tornare presto alla Torre, ma poi sono apparse altre Adunanti oltre alle Azzurre. In men che non si dica, avevano scelto il proprio Consiglio della torre e l’organo direttivo era stato composto. Tuttavia ho continuato a fare quello che potevo. So che mi hai ordinato di rimanere con loro finché non fossero state pronte a ritornare, ma ormai è questione di giorni. Se posso, Madre, la decisione di non processare Egwene è stata davvero superba. Innanzitutto, ha una particolare dote per scoprire nuovi flussi, ancora meglio di Elayne Trakand o Nynaeve al’Meara. Inoltre, prima che la innalzassero, Lelaine e Romanda si opponevano l’una all’altra per il ruolo di Amyrlin. Con Egwene viva, continueranno a farlo, ma nessuna riuscirà a prevalere, sì? Io penso che molto presto le Sorelle cominceranno a seguirmi. In una settimana o due, Lelaine e Romanda si ritroveranno sole con i resti del loro cosiddetto Consiglio.»
«Come hai fatto a sapere che la ragazza al’Vere non sarebbe stata processata?» domandò Elaida.
«Come hai fatto anche solo a sapere che è viva? Abbassa quello schermo, Tarna.»
Tarna obbedì e Beonin le rivolse un cenno del capo come per gratitudine. Una piccola gratitudine. Quei grandi occhi grigiazzurri facevano sembrare Beonin costantemente sbigottita, ma era una donna molto controllata. Era grazie a quella compostezza, combinata con una sincera dedizione verso la legge e anche con ambizione, che lei possedeva in larga misura, che Elaida aveva saputo fin da subito che Beonin era quella da mandare con le Sorelle che stavano abbandonando la Torre. E la donna aveva fallito completamente! Oh, apparentemente aveva seminato un po’ di dissenso, ma in realtà non aveva ottenuto nulla di quello che Elaida si era aspettata da lei. Nulla! Avrebbe trovato le sue ricompense commisurate al suo fallimento.
«Egwene, lei può entrare nel Tel’aran’rhiod semplicemente andando a dormire, Madre, lo stessa sono stata lì e l’ho vista, ma devo usare un ter’angreal. Non sono riuscita a impadronirmi di nessuno di quelli usati dalle ribelli per portarlo con me. A ogni modo, lei ha parlato a Siuan Sanche nel suo sogno, così si dice, anche se io ritengo più probabile che sia stato nel Mondo dei Sogni. A quanto pare ha riferito di essere prigioniera, ma non ha voluto dire dove, e ha proibito qualunque tentativo di salvataggio. Posso versarmi quelle?»
Elaida era così sbalordita da non riuscire a parlare. Fece un gesto a Beonin verso il tavolino laterale e la Grigia le rivolse un’altra riverenza prima di andare a tastare la teiera d’argento con cautela col dorso della mano. La ragazza poteva entrare nel Tel’aran’rhiod? E c’erano dei ter’angreal che consentivano di fare lo stesso? Il Mondo dei Sogni era quasi una leggenda. E stando a quegli inquietanti frammenti che le Ajah si erano degnale di condividere con lei, la ragazza aveva riscoperto il flusso per Viaggiare e aveva anche compiuto un gran numero di altre scoperte. Erano state il fattore determinante nella sua decisione di preservare la ragazza per la Torre, ma ora anche quello?
«Se Egwene è in grado di farlo, Madre, forse è davvero una Sognatrice» disse Tarna.
«L’avvertimento che ha dato a Silviana...»
«È inutile, Tarna. I Seanchan sono ancora nel profondo dell’Altara e hanno a malapena toccato Illian.» Perlomeno le Ajah erano disposte a trasmettere tutto quello che apprendevano dei Seanchan. O piuttosto lei sperava che trasmettessero tutto. Quel pensiero le irruvidì la voce. «A meno che loro non imparino a Viaggiare, riesci a pensare a qualche precauzione che dovrei prendere oltre a quelle che ci sono già?» Non ne era in grado, naturalmente. La ragazza aveva proibito un salvataggio. Questo a un primo sguardo era un bene, ma indicava che considerava ancora sé stessa come Amyrlin. Ebbene, Silviana avrebbe rimosso quelle sciocchezze dalla sua testa molto presto, se le Sorelle che tenevano le sue lezioni avessero fallito. «Può esserle somministrata pozione a sufficienza per tenerla fuori dal Tel’aran’rhiod?»
Tarna fece una lieve smorfia — a nessuno piaceva quell’infuso ripugnante, nemmeno alle Marroni che si erano decise a provarlo — e scosse il capo. «Possiamo farla dormire per tutta la notte, ma non riuscirebbe a far nulla il giorno dopo, e chi può dire se questo influirebbe sulle sue capacità.»
«Posso versarti del té, Madre?» disse Beonin, tenendo in equilibrio una sottile tazza bianca sulla punta delle dita. «Tarna? Le notizie più importanti che ho...»
«Non voglio nessun te» rispose in tono brusco Elaida. «Hai riportato qualcos’altro dal tuo miserabile fallimento, eccetto la tua pelle? Conosci il flusso per Viaggiare, o questo Volo Aleggiato, o...» Ce n’erano così tanti. Forse erano tutti Talenti o abilità andati persi, ma apparentemente a molti non era ancora stato dato un nome.
La Grigia la scrutò oltre la sua tazza di té, il suo volto completamente immobile. «Sì» disse infine.
«Non so fare il cuendillar, ma posso far funzionare i nuovi flussi di Guarigione per bene come buona parte delle Sorelle, e li conosco tutti.» Una punta di eccitazione si fece strada nella sua voce.
«Il più stupefacente è Viaggiare.» Senza chiedere il permesso, abbracciò la Fonte e intessé Spirito. Una linea argentea verticale comparve sulla parete e si allargò in un panorama di querce coperte di neve. Una brezza fredda spirò nella stanza, facendo danzare le fiamme nel camino. «Questo è chiamato un passaggio. Può essere usato per raggiungere un luogo che conosci bene, ma si impara un posto creandovi un passaggio, e per andare in qualche posto che non conosci bene si usa il Volo Aleggiato.» Modificò il flusso e l’apertura si ridusse di nuovo a quella linea argentea, poi si allargò ancora una volta. Le querce vennero sostituite dal buio, e una chiatta dipinta di grigio, chiusa e recintata, galleggiava sul nulla contro l’apertura.
«Lascia andare il flusso» disse Elaida. Aveva la sensazione che, se fosse salita su quella chiatta, quell’oscurità si sarebbe estesa fin dove poteva vedere, in ogni direzione. Che poteva perdersi in essa per sempre. Le dava la nausea. L’apertura — il passaggio — svanì, il ricordo rimase, però. Rimettendosi a sedere dietro il tavolo, aprì la più grande delle scatole laccate, decorata con rose rosse e motivi a volute dorati. Dal compartimento superiore prese un piccolo oggetto d’avorio ingiallito dagli anni, una rondine dalla coda a forcella, e accarezzò col pollice le sue ali curve. «Non insegnerai a nessuna queste cose senza aver ricevuto il mio permesso.»
«Ma... perché no, Madre?»
«Alcune della Ajah si oppongono alla loro Madre quasi con altrettanta forza delle Sorelle oltre il fiume» disse Tarna.
Elaida scoccò un’occhiata cupa alla sua Custode degli Annali, ma quel volto impassibile la ricevette senza scomporsi minimamente. «Io deciderò chi è abbastanza... affidabile da apprenderli, Beonin. Voglio la tua promessa. No, voglio il tuo giuramento.»
«Nell’arrivare qui, ho visto Sorelle di diverse Ajah che si rivolgevano occhiate torve. Cos’è successo nella Torre, Madre?»
«Il tuo giuramento, Beonin.»
La donna rimase a fissare dentro la sua tazza di té per così tanto tempo che Elaida stava cominciando a pensare che si sarebbe rifiutata. Ma l’ambizione ebbe la meglio. Si era legata alle gonne di Elaida nella speranza di una promozione, e non si sarebbe tirata indietro ora. «Per la Luce e la mia speranza di salvezza e rinascita, giuro che non insegnerò i flussi che ho appreso tra le ribelli a nessuna senza il permesso dell’Amyrlin Seat.» Fece una pausa, prendendo un sorso dalla tazza.