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— Ehi!

Mi raddrizzo di scatto e al momento non riconosco la voce o la figura alta e scura che sta correndo verso di me. La figura rallenta.

— Oh… sei tu, Lou. Temevo che fosse il vandalo venuto a combinare altri danni. Cos’hai intenzione di fare, comprare una nuova serie di ruote?

È Danny. Sento tremarmi le ginocchia dal sollievo. — No. Questa è la ruota di scorta. Ho intenzione di metterla, poi portare la ruota danneggiata a una rivendita di gomme e fargliene adattare una nuova. Poi tornerei qui e cambierei un’altra ruota danneggiata con quella riparata. E domani potrei ripetere l’operazione.

— Ma… avresti potuto chiamare qualcuno e fartele cambiare tutt’e quattro. Perché hai scelto la soluzione più faticosa?

— Perché nessuno poteva servirmi prima di domani o dopodomani, così hanno detto. Un uomo mi ha suggerito di comprare una serie di gomme montate e cambiarle io stesso, se volevo un lavoro svelto. Così io ci ho pensato e ho ricordato la ruota di scorta. Ho immaginato come poter cambiare le gomme da me e risparmiare tempo e denaro, e ho deciso di cominciare a farlo appena arrivato a casa…

— Sei appena arrivato?

— Stamattina ho fatto tardi al lavoro, così ho dovuto reintegrare il tempo perduto. Il signor Crenshaw era molto arrabbiato con me.

— Sì, ma in questo modo ti ci vorranno diversi giorni. E comunque il negozio chiude tra meno di un’ora. Pensi di prendere un tassi?

— No, vado a piedi facendo rotolare la ruota. — La ruota con la sua gomma flaccida sembra mi prenda in giro: è già stato abbastanza duro farla rotolare da una parte.

— Vai a piedi? — Danny scuote la testa. — Non ce la farai mai, amico. Meglio metterla nella mia auto. Ti darò un passaggio. Peccato non poterne portare due… Ma aspetta, possiamo.

— Io non ho due gomme di scorta — dico.

— Puoi adoperare la mia, abbiamo ruote di dimensioni uguali. — Questo non lo sapevo. Noi non abbiamo né la stessa marca né lo stesso modello di automobile, e macchine diverse spesso non hanno le ruote di grandezza uguale. Lui come poteva saperlo? — E ricordati di serrare i bulloni opposti… non a fondo!… e poi i rimanenti. Poi serra a fondo, sempre gli opposti a coppie, va bene? Tu mantieni così bene la tua automobile che probabilmente non hai mai avuto bisogno di sapere questo.

Mi chino a serrare i bulloni. Dopo ciò che mi ha detto, ricordo esattamente che me lo aveva detto anche il mio istruttore. È uno schema anche questo, uno schema semplice. Mi piacciono gli schemi simmetrici. Appena ho finito vedo Danny di ritorno con la sua ruota di scorta. Guarda l’orologio.

— Dovremo sbrigarci — dice. — Ti dispiace se la prossima la cambio io? Ho molta più pratica di te.

— No, non mi dispiace — rispondo. Non sto dicendo l’intera verità. Se davvero lui ha ragione e io potrò avere due gomme nuove stasera, questo mi sarà di grande aiuto; però Danny si sta introducendo a forza nella mia vita, mi sta mettendo fretta, mi fa sentire lento e stupido. E questo mi dispiace. Lui però si sta comportando come un amico. Sta cercando di aiutarmi. È importante essere riconoscenti quando uno ci aiuta.

Alle 20.21 ambedue le ruote di scorta sono montate nel retro della mia macchina, che ha un aspetto buffo con le gomme anteriori a terra e quelle posteriori gonfie. Le ruote inservibili sono nel portabagagli dell’auto di Danny e io sono seduto accanto a lui. Di nuovo lui accende la radio e una musica violentemente ritmica mi scuote i nervi. Vorrei balzar fuori, i suoni sono troppo rumorosi e sono sbagliati. Danny mi parla, ma io non riesco a capire ciò che dice: i suoni e la sua voce si confondono.

Quando arriviamo alla rivendita di gomme, lo aiuto a portare le ruote sgonfie nel negozio. L’impiegato mi guarda quasi senza espressione. Prima che io possa cominciare a spiegargli cosa voglio, lui scuote la testa.

— È troppo tardi — dice. — Non possiamo cambiare gomme a quest’ora.

— Ma siete aperti fino alle nove — obietto.

— Il negozio sì; ma non cambiamo gomme così tardi. — Guarda verso la porta del negozio, dove un uomo dinoccolato in calzoni blu scuro e camicia avana con un taschino sta appoggiato allo stipite e si sta pulendo le mani con uno straccio rosso.

— Non sono potuto arrivare prima — spiego. — E comunque voi siete aperti fino alle nove.

— Senta, signore — dice l’impiegato. Ha sollevato un angolo della bocca, ma non in un sorriso e nemmeno in un mezzo sorriso. — Gliel’ho detto: è arrivato troppo tardi. Anche se volessimo metterle gomme nuove alle ruote, dovremmo trattenerci qui fino a dopo le nove. E scommetto che lei non si trattiene fino a tardi solo per finire un lavoro che qualche idiota le ha appiccicato all’ultimo momento.

Apro la bocca per dire che io ho davvero fatto tardi al lavoro ed è per questo che sono arrivato tardi qui, ma Danny ha fatto un passo avanti. L’uomo dietro il bancone di colpo si raddrizza e pare allarmato; comunque Danny sta guardando l’uomo accanto alla porta.

— Ciao, Fred — dice con voce lieta, come se avesse incontrato un amico. Ma in sottofondo c’è uno strano filo di acciaio nella sua voce. — Come te la passi di questi tempi?

— Ah… bene, signor Bryce. Mi mantengo pulito.

A me non pare. Ha macchie nere sulle mani e le unghie sporche; anche i suoi calzoni e la camicia sono macchiati.

— Bravo Fred, bravo. Guarda, a questo mio amico hanno vandalizzato la macchina ieri notte. E ha dovuto far tardi al lavoro perché era arrivato tardi stamattina. Io speravo proprio che tu potessi dargli una mano.

L’uomo alla porta guarda quello dietro il bancone e le loro sopracciglia vanno su e giù. Poi l’uomo dietro il bancone si stringe nelle spalle. — Dovrai chiudere tu — dice; poi si rivolge a me. — Suppongo lei sappia che genere di gomme vuole.

Certo che lo so. Ho comprato gomme qui solo pochi mesi fa, perciò so cosa dire.

Sono le 21.17 quando io e Danny ce ne andiamo con due ruote rimesse a nuovo. Fred le fa rotolare fuori e le mette nel portabagagli della sua macchina. Io mi sento stanchissimo. Non so perché Danny mi stia aiutando. Non mi piace l’idea della sua ruota di scorta sulla mia macchina; è una cosa sbagliata, come un pezzo di pesce in uno spezzatino di carne. Quando arriviamo a casa lui mi aiuta a montare le gomme nuove al posto delle ruote anteriori della mia auto e a mettere le due ruote ancora sgonfie nel portabagagli. Solo allora mi rendo conto che domani mattina potrò andare in macchina al lavoro e a mezzogiorno potrò sostituire tutt’e due le gomme tagliate.

— Grazie tante — dico. — Adesso posso usare l’auto.

— Certo che puoi — dice Danny e sorride, un sorriso autentico stavolta. — Ascolta un suggerimento: cambia posto alla tua macchina. Mettila verso il retro del parcheggio.

— Buona idea — dico. Sono talmente stanco che mi costa molto dirlo.

— Por nada - risponde Danny, mi fa un cenno di saluto ed entra in casa.

Salgo in macchina. L’aria è un poco stantia, ma il sedile è a posto. Sto tremando un poco. Accendo il motore e poi la musica… la mia musica… e lentamente faccio marcia indietro, giro di fianco alle altre macchine e vado a fermarmi al posto che Danny mi ha indicato. È vicino alla sua auto.