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Si udì bussare alla porta e il rettore balzò di nuovo in piedi. «Ah!» fece con voce tonante. «Ecco Newton Brutte Notizie. Che cos’è andato storto oggi, se mi è concesso di chiederlo?»

«Nulla, per quanto io sappia, rettore. Ah, buongiorno, Cancelliere», salutò Isaac Newton.

«Ho pensato di fare colazione con voi due. Noi tre da soli e basta», spiegò il rettore, «perché il Cancelliere ha certe preoccupazioni di cui vorrebbe parlare. Vogliamo lasciare il caffè e passare allo sherry?»

«Secco per me, rettore», precisò Isaac Newton. «Di quali preoccupazioni si tratta, se posso chiederlo?»

«Oh, niente! Solo che trovo seccante questo crescendo di smentite proveniente dagli Stati Uniti», disse il Cancelliere.

«Di che cosa si tratta?» chiese il rettore immediatamente.

«C’è una specie di campagna orchestrata secondo la quale la NASA non ha trovato nulla, nessun segnale proveniente dalle comete. Ne parla la rivista «Nature» di questa settimana nella rubrica ’Notizie e Opinioni’ — naturalmente senza firma. Inoltre, sembra, c’è gente che organizza seminari in giro negli Stati Uniti», spiegò Isaac Newton.

«Ma io credevo che lei mi avesse detto…» cominciò il rettore.

«… che la NASA aveva scoperto circa un mese fa segnali provenienti dalla cometa di Halley? Li ha effettivamente scoperti. Noi conosciamo la lunghezza d’onda dei segnali della cometa di Halley che loro hanno captato e anche il sistema delle pulsazioni. Entrambi sono un tantino diversi da quelli che abbiamo scoperto nel caso della cometa di Boswell. Comunque, la notizia ci ha fatto molto piacere.»

«Non l’avete fraintesa, per caso?» chiese, sempre cauto, il Cancelliere.

«Non c’è la minima possibilità. Secondo Kurt Waldheim esiste la prova convincente che i segnali provenivano effettivamente dalla cometa di Halley. Inoltre, l’informazione è stata da noi ottenuta direttamente dal centro dell’organizzazione NASA», rispose Isaac Newton con sicurezza.

«Ma perché dovrebbero fingere ora che le cose sono andate diversamente?» domandò il rettore.

«Perché recentemente la NASA ha dovuto cedere il programma ai militari. I militari devono aver pensato che bisognava anzitutto bloccare ogni cosa, e devo dire che non hanno perso tempo.»

«Potrebbe spiegarmi come hanno fatto a muovere tante pedine?» chiese il Cancelliere.

«Se interrompessimo per un attimo la discussione?» interloquì il rettore. «Ho ricevuto il segnale che la colazione è pronta. Perché non andiamo in sala da pranzo a scoprire che cosa hanno combinato in cucina?»

A un’estremità della lunga tavola nella sala da pranzo erano stati preparati tre posti con molte posate e tre tipi di bicchieri per vino, tanto per essere in sintonia con la reputazione del rettore considerato un «bon viveur». Un cameriere servì il primo dei tre vini mentre gli ospiti cominciavano a mangiare la prima portata, un piatto di bianchetti.

«Ho chiesto alla mia segretaria di raccogliere le segnalazioni riguardanti la faccenda», continuò Isaac Newton rispondendo al Cancelliere. «Per prima cosa ho notato che non c’è stata alcuna dichiarazione ufficiale della NASA. Tutto consiste in allusioni, quasi tutte prive di firma, oppure in notiziole passate ai giornalisti. In linea di massima, qualsiasi organizzazione provvista di fondi illimitati riesce a smuovere molte pedine.»

«Perché mai degli scienziati si prestano a fare cose del genere?» chiese il rettore, deponendo il bicchiere e facendo segno a un cameriere di riempirlo.

«Perché mettono troppa carne al fuoco. Le università incoraggiano la propria gente ad assicurarsi finanziamenti per le ricerche e contratti. Poi vengono formati i gruppi di ricerca con segretarie e tecnici, molti con moglie e famiglia. Quando la pressione aumenta, il capo di un simile gruppo non è in grado di resistere.»

«Qual è la soluzione?» volle sapere il rettore.

«Restare poveri, ma onesti. Nella scienza sperimentale, il guaio consiste nel fatto che i poveri hanno tutte le probabilità di restare sconosciuti.»

«Sapevo che lei era piuttosto critico nei confronti del finanziamento della scienza», annuì il Cancelliere, «e ora comincio a capire perché. La lingua batte dove il dente duole… Se le venisse chiesto di smentire tutte queste segnalazioni, sarebbe in grado di farlo?»

«Certo, con facilità. Ecco, vede, noi siamo in possesso non solo di informazioni provenienti dalla NASA, ma anche delle registrazioni dei segnali che la NASA ha ricevuto, o almeno di una parte di essi.»

«Come…» cominciò il rettore.

«Non mi chieda come abbiamo fatto, rettore», rispose Isaac Newton, scuotendo la testa.

«Fra tre settimane avremo una riunione al vertice. Sono certo che al Primo Ministro farebbero comodo le sue smentite. Non per servirsene, ma per esserne in possesso», continuò il Cancelliere.

«Sì, e fra sei settimane avverrà il nostro lancio.»

«Anche così ne varrebbe la pena», annuì il Cancelliere.

«Sono un po’ seccato con la rivista «Nature» per avere pubblicato simili sciocchezze, ma, come ha detto Alan Bristow, una metà dei loro abbonati si trova negli Stati Uniti. E il bello è che parlava dei perniciosi effetti delle voci. Le chiamava ’voci vigorose’», osservò Isaac Newton.

«’Aprite le orecchie’», tuonò il rettore, «’poiché chi di voi chiuderà le vie dell’udito quando son voci vigorose che parlano? Io, facendo del vento il mio messaggero, comincio a dispiegare da oriente a occidente le gesta compiute su questa sfera terrena; la mia lingua continua a pronunciare calunnie che esprimo in ogni idioma, colmando di false notizie le orecchie degli uomini.’ Ma perché voci vigorose dovrebbero esprimersi in quel senso? Ammettiamo pure che esista una certa tensione tra la NASA e i militari degli Stati Uniti, ma ai militari che cosa importa di questa faccenda?»

Isaac Newton rifletté per un attimo e poi rispose, parlando più lentamente del solito: «Beh, immagino che in ogni professione si reagisca istintivamente. Il suo istinto, rettore, la induce a citare Shakespeare. Il mio mi spinge a chiedere fatti sperimentali. Quello del Cancelliere è di domandarsi quale sarà l’effetto sulla gente. I militari riflettono per istinto in termini di capacità distruttive. E la capacità distruttiva del solo frammento di una cometa, se dovesse colpire la Terra, supererebbe quella delle bombe H da un milione di megaton. In un’evenienza del genere sarebbe molto importante, per i militari americani, che l’impatto si verificasse nell’Unione Sovietica, mentre per i militari sovietici sarebbe altrettanto importante che esso avvenisse negli Stati Uniti».

33

Gli uomini del servizio di sicurezza, dislocati nei punti strategici lungo la strada da Saint Moritz fino al Passo del Maloja e poi attraverso la Val Bregaglia fino a Chiavenna, e da qui fino alla stretta rotabile tra le montagne e il Lago di Como, sarebbero saltati all’occhio di qualche osservatore esperto, ma non della gente di passaggio. Né la gente di passaggio aveva motivo di preoccuparsi di cose simili, visto che avrebbe potuto apprendere dai mass media tutto ciò che stava bollendo in pentola. La riunione al vertice aveva luogo in una villa situata in una splendida posizione sulla sponda orientale del Lago di Como, nei pressi di Varenna. La riunione presentava un aspetto un tantino insolito riguardo alla sua composizione. Non era una riunione ufficiale della NATO perché da un convegno della NATO sarebbe rimasta esclusa la Francia, ma non era nemmeno una riunione ufficiale della Comunità Europea perché in tal caso ne sarebbero rimasti esclusi gli Stati Uniti.

Ogni ministero degli esteri europeo, come pure le massicce torme di dipendenti del governo a Washington, si era opposto strenuamente all’organizzazione del vertice in un posto simile. Le motivazioni da tutti addotte, messe per iscritto, avrebbero riempito lo scaffale di una biblioteca. C’era comunque un motivo più importante di ogni altro che obbligava qualunque burocrate con il cervello a posto a opporsi a questa riunione con un urlo degno di un allarme aereo: lo spazio tra le montagne e il Lago di Como è così ridotto che i paesi sono piccoli e privi delle ampie strutture alberghiere necessarie per alloggiare le varie migliaia di funzionari che normalmente partecipano a questi convegni. Peggiore ancora, dal punto di vista dei funzionari, era il sospetto, o addirittura la certezza, che quella località era stata scelta di proposito dagli uomini politici per ridurre il numero dei burocrati che avrebbero potuto partecipare al vertice, consentendo in tal modo che almeno qualche lavoretto venisse portato a termine.