«Sì, beh, esaminiamo per gradi questa situazione», suggerì il Presidente con un tono destinato a placare gli animi esagitati.
«Non è possibile esaminarla per gradi, signor Presidente!» esclamò il generale, esterrefatto. «C’è in ballo la sicurezza degli Stati Uniti.»
«Secondo me non esiste alcuna prova che il fatto che gli inglesi siano intenti a chiacchierare con quella cometa ci possa arrecare il minimo danno», precisò il Segretario per il Commercio con il naso sempre chiuso.
«Perché, allora, lo fanno servendosi di un cifrario indecifrabile?» chiese il generale con la voce rombante di un vulcano alla vigilia di un’eruzione mentre espelleva dalla bocca una grande nube di fumo nella speranza di soffocare la signora con un parossismo di tosse.
«Ha detto indecifrabile, generale?» chiese il Segretario di Stato in tono volutamente retorico. Ora, dopo aver liberato le sue carte dalla cenere, si fece di nuovo attento. «Pensavo che il Pentagono riuscisse a decifrare qualsiasi cosa.»
«Tutti sanno che esistono i codici indecifrabili, e questo è da annoverarsi in tale categoria. Il che dimostra molto bene che cosa bolle in pentola», replicò il generale, convinto di aver messo a segno un buon punto.
«Sembra strano, davvero strano», convenne il Presidente. «E’ difficile spiegarsi perché un codice indecifrabile dovrebbe essere usato, a meno che non si tratti di una cosa molto importante.»
«Esattamente, signor Presidente», incalzò il generale. «E’ ben difficile che lo facciano per scambiarsi baci, gli inglesi e la cometa.»
«L’idea eccita la mia fantasia», disse il Segretario per il Commercio soffiandosi rumorosamente il naso in un fazzolettino di carta.
Il generale diede il via a una nuova poderosa eruzione di fumo che indusse il Segretario di Stato ad appoggiarsi allo schienale della poltrona e a domandarsi se l’infernale sigaro e le micidiali nubi potessero rivelarsi efficaci contro la più sottile astuzia del Segretario per il Commercio che stava diffondendo sicuramente milioni di particelle virali nell’atmosfera. Mentre faceva questa riflessione, bevve un sorso d’acqua notando con disgusto che minuscole particelle di cenere stavano galleggiando nel bicchiere. Non gli restava altro che far scendere le particelle virali dalla gola nello stomaco dove, trattandosi di virus del raffreddore, non potevano combinare molti guai. Da una tasca interna della giacca estrasse un taccuino annotando che doveva fissare un appuntamento con il medico. Una visita di controllo non poteva fargli male; il Segretario per il Commercio si soffiò di nuovo il naso in un fazzolettino di carta, ma più discretamente di prima.
«Se invece di procedere a tentoni, lei ci raccontasse come stanno le cose e quali sono i suoi progetti?» suggerì il Presidente guardando il direttore della CIA.
Questi aveva una grande zazzera bianca e vivaci occhi azzurri. Tutti a Washington nutrivano per lui molta stima, a cominciare dal Presidente, per l’abilità con la quale aveva accaparrato vari anni prima il mercato mondiale del pepe, estromettendo da Zurigo un’organizzazione multinazionale messa in piedi da un uomo che si faceva passare per Kaufman Saint John, uno pseudonimo quanto mai buffo.
«La posizione britannica è insieme forte e debole», cominciò il direttore della CIA con voce incisiva.
«Come può essere nello stesso tempo forte e debole? Parlando di sé, lei direbbe forse di essere nello stesso tempo alto e piccolo?» chiese il Segretario per il Commercio in tono caustico con la voce femminile stranamente alterata dal raffreddore di testa.
Prendendo mentalmente nota del fatto che la dichiarazione dei redditi della signora doveva essere esaminata in maniera più che esauriente, il direttore della CIA continuò: «La posizione è forte perché la conoscenza del sistema di cifratura usato per comunicare con la cometa di Halley è limitata a pochissimi individui in un luogo unico».
«Dove?» chiese il Presidente.
«Al Cavendish Laboratory a Cambridge, in Inghilterra.»
«E gli individui?»
«Sono il professore che occupa la cattedra, alcuni suoi diretti collaboratori, e un tedesco che lavora a Ginevra. Ho le fotografie di tutti», replicò il direttore della CIA, consegnando al Presidente una busta. Questi ne esaminò con indifferenza il contenuto finché non si vide davanti una foto di Frances Haroldsen, al che esclamò: «Per tutti i diavoli! Conosco questa donna. Non aveva affatto l’aria di un’esperta di cifrari. Sembrava più una giornalista».
«Senza dubbio, signor Presidente», annuì il direttore della CIA, «ma ci sono alcuni piccoli particolari interessanti a proposito di questa giovane donna che probabilmente le farebbe piacere sapere. E’ la figlia dell’ex capo del Servizio Informazioni della Marina inglese. Prima scoperta. Di recente è stata assunta provvisoriamente al Goddard Space Flight Center. Seconda scoperta. Lo stesso giorno in cui il generale qui presente prese in mano le redini del Programma Cometa Halley — ricorderò che è stato lei, signor Presidente, a ordinarlo — la giovane signora lasciò il Goddard senza farsi viva con l’amministrazione. Abbiamo cominciato a provare una certa curiosità per lei non appena questo fatto ci è stato riferito, per cui abbiamo preso immediatamente le misure per scoprire come ha fatto a uscire dagli Stati Uniti. Lo ha fatto da vera professionista. Terza scoperta, signor Presidente.»
Il generale a cinque stelle calò un pugno sul tavolo con violenza, chiedendo a voce alta, mentre la cenere si sparpagliava in tutte le direzioni: «Che cosa è riuscita a portarsi via?»
«In realtà non lo sappiamo, generale. Abbiamo intercettato un nastro del Goddard Center nella valigia diplomatica britannica.»
«Allora lo sapete», insisté il generale spegnendo rabbiosamente il sigaro sulle carte appartenenti al Segretario di Stato.
«No, non lo sappiamo, generale», ripeté il direttore della CIA, «perché il nastro era privo di registrazioni.»
««Aha»!» gracidò il Segretario per il Commercio sparpagliando altre particelle virali in prossimità del Segretario di Stato.
«Questo è grave, molto grave», disse il Presidente con un’espressione seria sul volto.
«Perché è grave, signor Presidente?» chiese il Segretario per il Commercio tirando su con il naso. «Pensavo che il nastro privo di registrazioni non fosse affatto una cosa grave.»
Tutto questo minacciava di provocare un travaso di bile nel Segretario di Stato. Visto che l’economia degli Stati Uniti andava a gonfie vele, il Segretario per il Commercio poteva permettersi il lusso di essere irriguardosa, persino parlando con il Presidente, che non poteva rischiare un suo licenziamento in vista delle imminenti elezioni. La situazione nella quale versava la Segreteria di Stato era invece completamente diversa, con tutti i disastri che succedevano nel mondo ogni mese se non ogni settimana. Il Segretario di Stato bevve un altro sorso d’acqua, badando anche stavolta a sciacquare bene la gola, in maniera da far finire nello stomaco le particelle virali.
«Perché era una pista falsa», spiegò il direttore della CIA al Segretario per il Commercio come se fosse una bambina.
«Beh, questo significa per lo meno che possiamo procedere senza tanti scrupoli, con la coscienza pulita. Che cosa propone lei?» chiese il Presidente.
«Ho detto che la posizione era insieme forte e debole.»
«Perché debole?»
«Perché il Cavendish Laboratory di Cambridge è molto esposto.»
«Niente reticolati ad alta tensione tutt’intorno?» chiese il generale.
«No, niente reticolati.»
«In che cosa consiste allora il problema?»
«Eccolo. Circa tre settimane fa il laboratorio ha subito un attentato, è esplosa una bomba. Qualcuno ha cercato di portarsi via il cifrario, ma è fallito nell’impresa. Ne siamo abbastanza sicuri.»
«Chi è stato, i nostri bestiali amici simili a orsi?» chiese il Presidente.