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La pausa non significava che Aucoin stesse aspettando una risposta, ma che doveva semplicemente coordinare le idee prima di continuare. Mersereau comunque lo fermò prima che riprendesse.

— Ormai ha aspettato troppo a lungo e Barlennan avrà pensato che il discorso era finito — disse. — Meglio attendere. Probabilmente comincerà a parlare prima che qualsiasi cosa lei voglia aggiungere arrivi a destinazione.

L’amministratore attese ubbidiente: dopotutto, una convenzione andava rispettata. Preparò comunque il suo migliore sarcasmo, pronto a usarlo contro Mersereau se quanto aveva detto non si fosse rivelato realtà. Ma pochi attimi più tardi, la voce del comandante mesclinita risuonò chiara attraverso gli amplificatori: troppo chiara e troppo velocemente, si dissero più tardi Ib e Easy.

— Ho pensato molto da quando la signora Hoffman mi ha detto di Kabremm — disse — e credo che l’unica spiegazione possibile sia di questo tipo: tutti noi ci siamo sempre chiesti se Dhrawn non ospitasse una specie intelligente. Molti vostri scienziati ne erano convinti anche prima dell’inizio del progetto, per via dell’ossigeno contenuto nell’atmosfera del pianeta. Per quel che ne so io, i ricognitori non hanno trovato nulla se non batteri e piante molto semplici, ma la Esket stava esplorando una zona molto lontana di Alfa Inferiore e le condizioni in quell’area sono diverse: siamo certi che la temperatura sia molto più elevata, e non sappiamo quanti altri fattori diversi possano esistere.

“Fino a questo momento l’ipotesi che la scomparsa dell’equipaggio della Esket fosse dovuta all’azione di qualche forma di vita intelligente faceva parte del novero delle possibilità, senza mai acquistare abbastanza peso da distinguersi nettamente. In ogni caso, come subito ci avete fatto notare, l’equipaggio non sarebbe mai riuscito a sopravvivere privo com’era di sistema biorigenerativo e senza di esso nessuno avrebbe potuto coprire la distanza che separa la Esket dal ricognitore di Dondragmer. A questo punto, non risulta più azzardato pensare che la Esket sia stata assalita dai nativi di Dhrawn e che il suo equipaggio sia stato fatto prigioniero. Non ho idea di cosa ci facesse Kabremm nelle vicinanze della Kwembly; forse è scappato, ma potrebbero anche averlo rilasciato apposta per stabilire un contatto. Vi chiedo di riferire questa mia idea a Dondragmer e di chiedergli cosa ne pensa assieme all’ordine di interrogare Kabremm, sempre che si tratti proprio di lui. A proposito, non mi avete detto dove si trova adesso. Si trova ancora con la spedizione di ricerca? Attendo risposta.”

Molti tasselli assunsero la loro posizione nel mosaico mentale di Ib Hoffman. Il suo applauso silenzioso rimase un segreto anche per Easy.

13

Fatti inattendibili

Fantasie convincenti

Barlennan era molto compiaciuto con sé stesso per la capacità di convincimento dimostrata. Non aveva detto una singola bugia; al massimo, poteva venir accusato di fantasia troppo spigliata. Non vi era motivo per cui gli umani dovessero tacere la sua teoria a Dondragmer, a meno che fra di loro non circolassero già dei sospetti, e sapeva di poter contare in pieno sulla capacità del capitano della Kwembly di far sì che la faccenda assumesse un aspetto convincente anche in seguito. Il vero tocco di classe era stato, comunque, azzardare che Kabremm non fosse disponibile al momento per un interrogatorio. Peccato però giocare tanto in anticipo la carta della minaccia dei nativi: il piano prevedeva che fossero gli umani a tirar fuori l’argomento per primi, ma se un piano non poteva venir modificato a seconda delle circostanze non era un buon piano.

Aucoin venne preso totalmente alla sprovvista. Dentro di sé non aveva esitato un secondo a giudicare un clamoroso abbaglio il riconoscimento di Kabremm, dato che da molto tempo la Esket non faceva più parte dei suoi pensieri. Ma Barlennan aveva creduto Easy senza esitazioni e quello era stato un duro colpo per il suo orgoglio. Aucoin sapeva benissimo che Easy era la persona alla stazione che più conosceva i mescliniti, ma non si sarebbe mai aspettato che anche Barlennan ne fosse al corrente. Si rimproverò mentalmente per non aver prestato la necessaria attenzione ai quotidiani contatti tra la stazione spaziale e gli esploratori su Dhrawn, specialmente quando Easy ne era coinvolta. Gli eventi lo stavano scavalcando, un peccato mortale per un amministratore.

In ogni caso non vide motivo di rifiutare la richiesta di Barlennan. Si diede un’occhiata intorno. Easy e Mersereau attendevano con impazienza il suo commento, la donna con la mano sull’interruttore del microfono pronta a chiamare Dondragmer. Ib Hoffman lo guardava con un mezzo sorrisetto che lo lasciò per un attimo perplesso, ma quando i loro occhi si incontrarono Ib annuì come a dire che aveva valutato attentamente la cosa e trovava accettabile la teoria di Barlennan. Aucoin esitò ancora per un attimo, poi parlò nel suo microfono. — Contatteremo Dondragmer immediatamente, comandante — disse, rivolgendosi a Easy con un cenno. La donna attivò immediatamente il microfono e iniziò a parlare. Proprio in quel momento Benj entrò nel salone con l’espressione di chi non vede l’ora di riferire ciò che sa. Riuscì comunque a dominarsi quando notò che la Kwembly era già in linea. Suo padre lo osservò mentre Easy riferiva l’ipotesi di Barlennan a Dondragmer e riuscì a stento a trattenere un moto d’ilarità: Benj seguiva tutto a bocca aperta e chiaramente non aveva difficoltà ad accettare quell’ipotesi. “È giovane”, si disse il padre “e non vedo perché dovrebbe rifiutarla quando tanti adulti più esperti di lui l’accettano senza obbiettare”.

— Barlennan vuole sapere che ne pensa di questa ipotesi — terminò Easy — e ci ha chiesto di riferirgli quanto prima le informazioni ottenute da Kabremm. Questo è tutto… anzi, aspetti — aggiunse guardando finalmente Benj. — Mio figlio è tornato dal laboratorio di aerologia e sembra ansioso di riferirle i risultati delle simulazioni.

— Il dottor McDevitt ha eseguito una prima serie di simulazioni inserendo i nuovi dati sulle precedenti informazioni e sta eseguendo un secondo giro alterando alcune variabili — disse Benj senza preamboli. — Questa prima serie di simulazioni conferma la sua teoria sulle cause che hanno provocato lo scioglimento della neve e la successiva gelata improvvisa, oltre alla natura delle nuvole avvistate da Stakendee. Vi sono molte possibilità che la densità di queste ultime aumenti, generando quindi un aumento di portata del ruscello che scorre vicino alla Kwembly. Mi ha raccomandato di riferirvi di prendere attentamente nota del momento in cui le nuvole passeranno sopra di voi. Il computer ha confermato che si tratta di nebbia in evaporazione per via del calore adiabatico generato dal vento che soffia lungo la naturale pendenza dell’altopiano. McDevitt è convinto che più il loro passaggio sopra di voi viene ritardato e più il ruscello ingrosserà quando si faranno vedere. Personalmente non ho capito il motivo, ma sia lui sia il computer ne sono assolutamente certi. Mi ha poi detto di ricordarvi che questi sono solo dei tentativi, corretti o sbagliati esattamente come tutti gli altri eseguiti in precedenza. Infine, ha concluso con un lungo discorso sul perché non possiamo mai essere sicuri delle condizioni atmosferiche su Dhrawn, ma immagino che lei l’abbia già sentito.

Dondragmer cominciò a rispondere prima ancora che Benj terminasse di parlare; trascorsero a malapena trenta secondi prima che la sua voce risuonasse nel salone.