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— Molto bene. Per favore, riferite a Barlennan che la sua idea mi sembra ragionevole e che contribuisce non poco a spiegare la scomparsa dei miei due piloti. Purtroppo non ho ancora potuto interrogare Kabremm, sempre naturalmente che si tratti proprio di lui, perché non l’ho ancora visto. Lo farò appena tornerà alla Kwembly. Voi potete dire meglio di me se si trova ancora con Stakendee e il gruppo a cui ho ordinato di risalire il fiume. Prenderò comunque le mie precauzioni in caso l’idea di Barlennan si provi corretta: certo che se l’avessi saputo prima non mi sarei mai sognato di ordinare all’equipaggio di portare fuori le colture dal ricognitore, né di costruire una base provvisoria su un lato della valle.

“In ogni caso ormai è troppo tardi. Tra l’altro non vedo proprio come fare per liberare alla svelta il ricognitore e se il dottor McDevitt pensa che stia per verificarsi un’altra inondazione non ci resta altro da fare che abbandonare la Kwembly mentre si trova ancora in posizione sicura. Se la forza della corrente equivarrà anche solo alla metà di quella che ci ha trascinato fin qui, potete scommettere che ritroveremo pezzi di scafo per milioni di cavi più a valle. Non appena i miei marinai saranno di ritorno porteremo via un altro carico e abbandoneremo momentaneamente il ricognitore. Termineremo di installare tutto sull’orlo della valle e non appena rimesso insieme il sistema di biorigenerazione torneremo qui per cercare di liberare la Kwembly, naturalmente se l’inondazione non è ancora avvenuta. Mi sembra un buon piano, almeno in generale; esaminerò più tardi con voi i dettagli per fare in modo che il lavoro dell’equipaggio si svolga in modo pratico e veloce, e se la teoria di Barlennan implica qualche provvedimento speciale sarò ben lieto di obbedire, ma non ho tempo di discutere questa impostazione. Vedo delle luci in avvicinamento da nord; immagino si tratti del mio equipaggio che sta tornando indietro. Sistemerò il prendimmagini in modo che anche voi possiate seguire.”

L’immagine sullo schermo iniziò a vibrare per poi muoversi a scatti quando il capitano spostò goffamente l’apparecchio di centoventi gradi. Ne risultò un evidente peggioramento, almeno dal punto di vista degli osservatori umani: la zona illuminata che circondava la Kwembly, che risultava tanto chiara da fornire una serie di dettagli estremamente utili per l’analisi della situazione, lasciò il posto a un’oscurità quasi totale in cui si poteva a malapena distinguere una fila di piccole luci che procedevano da nord. Fu necessario osservarle per svariati minuti prima di asserire con certezza che si stavano muovendo. Easy stava per chiedere a Dondragmer di riportare l’apparecchio nella posizione precedente quando Benj cominciò a parlare.

— Sta dicendo che ha intenzione di rinunciare a cercare Beetchermarlf, Takoorch e i due piloti e che abbandonerà la Kwembly lasciandoli morire dove si trovano? Capisco benissimo che in questo momento si sente responsabile della vita di un centinaio dei suoi, ma mi sembra che questo argomento ora costituisca solo una scusa per giustificare le proprie azioni!

Easy fu colpita ed estremamente sorpresa dall’arroganza contenuta nelle parole del ragazzo e provò allo stesso momento una vampata d’ira e un grande imbarazzo verso Dondragmer. Esitò comunque a rimproverare Benj, nel tentativo di farlo senza dimenticare i propri principi. Inoltre, qualcosa in lei si sentiva molto vicino ai sentimenti espressi da Benj. Per fortuna Aucoin e Mersereau non avevano seguito lo scambio di battute appena occorso in quanto erano ancora impegnati con Barlennan sull’altra consolle e Benj aveva parlato in stennita. Forse Ib aveva sentito ma la sua espressione rimase imperturbabile, alterata solo da un vago sorrisetto divertito. In quel momento entrò McDevitt, troppo tardi per qualsiasi cosa tranne che per notare il volto adirato di Easy.

La pausa si prolungò un po’ troppo e quindi non rimase altro da fare che aspettare la risposta di Dondragmer. Quando arrivò, le sue parole non rivelarono la minima traccia di rabbia o anche solo seccatura. Easy lo guardò per cercare di percepirne l’umore dall’atteggiamento corporeo.

— Non ho alcuna intenzione di lasciarli morire così, Benj. Stakendee e i suoi possono benissimo cercare anche i piloti, mentre per quanto riguarda i due sotto lo scafo sappia che per sistemarci in modo definitivo sui lati della valle avremo bisogno anche dei generatori installati sotto lo scafo e quindi dovrò inviare là sotto una squadra di operai: avevo pensato di ordinare loro di cercare eventuali tracce dei due dispersi anche nelle pareti, assegnando a qualcuno il compito di tirarli fuori in caso dovessero trovarli completamente avviluppati nel ghiaccio. In ogni caso, le chiarisco subito che non ho alcuna intenzione di distrarre l’equipaggio al completo da compiti più importanti, necessari alla nostra sopravvivenza. Dopotutto è sempre possibile che il ghiaccio si sia formato in modo irregolare, avviluppando i due mentre cercavano una via d’uscita da qualche altra parte della pozza.

Benj, rosso in volto, annuì. Easy intervenne per risparmiargli l’umiliazione di doversi scusare.

— Grazie, capitano — disse. — Approviamo in pieno. Benj non stava veramente accusandola di nulla; è giovane e ha scelto male le parole. Piuttosto, le darebbe fastidio rimettere la telecamera dove stava prima? Non riusciamo a vedere nulla così come è puntata.

— Inoltre — si intromise McDevitt senza lasciare che la pausa divenisse troppo lunga — se pensate di evacuare la Kwembly potete lasciare un generatore a bordo per tenere in funzione le luci e fissare la telecamera sul ponte in posizione tale da inquadrare la zona illuminata dai riflettori? Questo ci consentirebbe non solo di osservare l’ondata di piena se arriverà, e secondo me succederà tra le prossime tre e le prossime quindici ore, ma anche di sapere se vale la pena di recuperare la Kwembly dopo e forse addirittura dove cercarla. So che questo vi lascerebbe con solo due telecamere, ma direi che ne vale decisamente la pena.

Di nuovo, Dondragmer decise sul momento senza indugi. La sua risposta echeggiò dai microfoni quasi immediatamente dopo lo scadere dei sessantaquattro secondi.

— Va bene, faremo come dice lei. Avevo già pensato di lasciare un generatore per le luci per i marinai che dovranno tornare a liberare la Kwembly. Inoltre credo che ci tornerà utile poter comunicare tra noi continuamente e quindi non ho difficoltà ad accettare il suo suggerimento. Ho già risistemato il prendimmagini nella posizione precedente, come senza dubbio vedete dai vostri schermi. Ora debbo lasciare il ponte: l’equipaggio sarà qui in pochi minuti e voglio scendere di sotto e ripartire subito i compiti in modo da vederli al lavoro il più velocemente possibile.

Di nuovo, Benj cominciò a parlare senza consultare nessuno.

— Capitano, se è ancora in ascolto quando questo messaggio arriverà vuole farmi un segnale particolare se per caso ritrovate Beetchermarlf vivo? Non so, potremmo concordare qualcosa… che ne pensa di un gesto ripetuto tre volte? So che è troppo impegnato per tornare sul ponte solo per questo e vorrei essere informato subito.

Non ci fu risposta. Presumibilmente Dondragmer aveva abbandonato il ponte non appena terminato di parlare. Non si poteva far altro che aspettare.

Intanto Aucoin, con l’assistenza di Easy, riferì la risposta di Dondragmer alla colonia mesclinita ricevendo la conferma di Barlennan. Il comandante chiese di venir aggiornato il più tempestivamente possibile sugli sviluppi della situazione e soprattutto della faccenda di Kabremm. Aucoin rispose positivamente e chiese a Easy dì riferire la richiesta al capitano, ricevendo come risposta che sarebbe stato fatto non appena possibile.

— Bene — esclamò soddisfatto il responsabile — perlomeno nessuno ha parlato di inviare una missione di soccorso e non ne parleremo certo noi per primi.

— Personalmente — ribatté Easy — avrei inviato il Kallif o la Hoorsh qualche ora fa, quando la pozza è improvvisamente gelata.