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«Il vecchio capitano disse: ‘Iconografia tipica del giardino dell’Eden’,e sottolineò che era molto comune. Ma due libri pie­ni? No, era un caso particolare. Dovevo decifrare quei volumi, ottenere una traduzione perfettamente chiara di ogni parola. E allora il vecchio capitano fece per me la cosa più gentile che aves­se mai fatto, la cosa che avrebbe potuto trasformarmi in un gran­de leader religioso e che ancora potrebbe rendere tale Dora, benché il suo sia un credo totalmente diverso.»

«Ti regalò i libri.»

«Sì! Me li regalò. E ti dirò di più. Quell’estate mi portò in gi­ro per tutto il Paese a esaminare manoscritti medievali. Andam­mo alla Huntington Library di Pasadena e alla Newbury Library di Chicago. Andammo a New York. Avrebbe voluto accompa­gnarmi in Inghilterra, ma mia madre non lo permise. Vidi volumi medievali di ogni genere! E arrivai alla conclusione che quelli di Wynken erano diversi da qualunque altro. Erano blasfemi e pro­fani. E nessuno, in nessuna di quelle biblioteche, aveva un libro di Wynken de Wilde, anche se il suo nome era conosciuto! Il ca­pitano mi lasciò tenere i volumi! E io cominciai subito a tradurli. Il vecchio morì nella stanza sul davanti della casa, durante la pri­ma settimana del mio ultimo anno di liceo. Non iniziai nemmeno la scuola finché non venne sepolto. Mi rifiutai di lasciarlo. Rimasi seduto accanto a lui. Scivolò nel coma. Dopo tre giorni non avre­sti saputo dire chi fosse, tanto il suo viso era cambiato. Non chiu­se più gli occhi e non sapeva che erano aperti, e la sua bocca era solo un ovale allentato e il suo respiro una serie di rantoli regola­ri. Rimasi seduto là. Te l’ho già detto.»

«Ti credo.»

«Sì, be’,avevo diciassette anni, mia madre era molto malata, non c’erano soldi per il college, cosa di cui stavano parlando tutti gli altri maturandi alla scuola dei gesuiti, e io stavo sognando di figli dei fiori nel quartiere californiano di Haight Ashbury, ascol­tando le canzoni di Joan Baez e progettando di andare a San Francisco col messaggio di Wynken de Wilde per fondare una setta. Ecco cosa sapevo all’epoca, grazie alla traduzione. E in questo ero stato aiutato per un certo periodo da un vecchio prete della scuola dei gesuiti, uno di quei brillanti latinisti che devono passare metà della loro giornata a imporre la disciplina ai ragaz­zi. Era stato più che felice di tradurmi i libri; naturalmente, ciò richiedeva l’impegno della mia vicinanza e intimità, la possibilità che lui e io restassimo soli e fianco a fianco per ore.»

«Quindi ti stavi vendendo di nuovo, ancor prima che il vec­chio capitano morisse?»

«No. Non proprio. Non nel modo che pensi. Be’,più o meno. Solo che questo prete era davvero dedito all’astinenza; irlandese, un tipo di prete quasi incomprensibile ai giorni nostri. Quelli co­me lui non facevano mai niente a nessuno. Dubito addirittura che si masturbassero. Si limitavano a restare vicino ai ragazzi e ogni tanto a respirare affannosamente o roba simile. Oggigiorno la vita religiosa non attrae quel particolare tipo d’individuo vigo­roso e totalmente represso. Un uomo del genere sarebbe incapa­ce di molestare un bambino proprio come sarebbe incapace di salire sull’altare durante la messa e cominciare a urlare.»

«Non sapeva di essere attratto da te, non si rendeva conto di concederti privilegi speciali.»

«Precisamente, e così passava ore e ore con me a tradurre Wynken. Fu lui a impedirmi d’impazzire. Passava sempre a tro­vare il vecchio capitano. Se quest’ultimo fosse stato cattolico, padre Kevin gli avrebbe dato l’estrema unzione. Cerca di capire, ti prego. Non puoi giudicare uomini come il vecchio capitano e pa­dre Kevin.»

«No. E neanche ragazzi come te.»

«Inoltre, quell’ultimo anno mia madre aveva un nuovo fidan­zato davvero disastroso, un falso gentiluomo molto melenso, uno di quei tipi che parlano bene, hanno occhi brillanti, ma sono marci dentro e provengono da un background per nulla convin­cente. C’erano troppe rughe sul suo viso giovanile; sembravano crepe. Fumava sigarette du Maurier. Credo progettasse di sposa­re mia madre per accaparrarsi la casa. Mi segui?»

«Sì. Quindi, dopo la morte del vecchio capitano, ti restava so­lo il prete.»

«Esatto. Ora sì che hai capito. Padre Kevin e io lavoravamo spesso nella pensione, gli piaceva. Arrivava in macchina, par­cheggiava in Philip Street e faceva il giro, poi salivamo nella mia stanza. Secondo piano, la camera sul davanti. Godevo di una perfetta visuale sulle parate del Mardi Gras. Sono cresciuto rite­nendo del tutto normale che, ogni anno, un’intera città impazzis­se per due settimane. Comunque, salimmo lassù durante una delle parate notturne, ignorandola come può fare chi è nato a New Orleans, sai, dopo che hai visto abbastanza carri di cartape­sta e gingilli e fiaccole...»

«Orribili fiaccole sgargianti.»

«Sì, davvero.» S’interruppe. Il drink era arrivato e lui lo stava fissando.

«Cosa c’è? Guardami, Roger. Non cominciare a svanire, con­tinua a parlare. Cos’ha rivelato la traduzione dei libri? Erano pro­fani? Roger, dimmi qualcosa!» Ero allarmato perché lo era lui.

Lui mise fine alla sua glaciale e assorta immobilità. Sollevò il drink e ne tracannò metà. «Disgustoso, eppure lo adoro. Il Southern Comfort è stato il primo liquore che ho bevuto da ragazzo.» Mi guardò dritto negli occhi. «Non sto svanendo», mi assicurò poi. «È solo che ho rivisto la casa e ne ho risentito l’o­dore. Capisci? L’odore tipico delle stanze dei vecchi, quelle in cui la gente muore. Eppure era così gradevole. Cosa stavo dicen­do? Ah, sì, fu durante la Proteus, una delle parate notturne, che padre Kevin fece l’incredibile e decisiva scoperta che entrambi quei libri erano stati dedicati da Wynken de Wilde a Blanche de Wilde, la sua mecenate, moglie del buon fratello di Wynken, Damien. Tutto ciò si deduceva dai disegni nelle prime pagine. E questo gettava una luce completamente nuova sui salmi. Erano pieni d’inviti lascivi e proposte, e forse, addirittura, di codici se­greti riguardanti convegni clandestini. Comparivano più e più volte raffigurazioni dello stesso piccolo giardino... ricorda che stiamo parlando di miniature...»

«Ne ho visti parecchi esemplari.»

«E in queste minuscole rappresentazioni del giardino c’erano sempre un uomo nudo e cinque donne che danzavano intorno a una fontana all’interno delle mura di un castello medievale, o almeno così sembrava. Ingrandito di cinque volte, era semplice­mente perfetto. E padre Kevin cominciò a ridere e a ridere. ‘Non mi stupisce che non ci sia un solo santo o una sola scena biblica in tutto il libro! Il tuo Wynken de Wilde era un eretico convinto! Uno stregone o un satanista. Ed era innamorato di questa donna, Blanche’,dichiarò, ridendo. Non sembrava tanto scioccato, quanto divertito. ‘Sai, Roger, se tu contattassi una casa d’aste, molto probabilmente il ricavato della vendita di questi libri ti permetterebbe di frequentare l’università di Loyola o quella di Tulane. Non pensare neanche di venderli da queste parti; prendi piuttosto in considerazione New York: la Butterfield & Butterfield, oppure Sotheby’s’,mi consigliò. Negli ultimi due anni ave­va ricopiato a mano, per me, circa trentacinque diverse composi­zioni, traducendole direttamente in inglese, secondo la tecnica più efficace — la poesia latina volta in prosa, chiara e semplice —, e finalmente li esaminammo, seguendo le tracce di ripetizioni e metafore. Ben presto cominciò a emergere una storia. La prima cosa che capimmo fu che in origine i libri erano stati parecchi e quelli in nostro possesso erano il primo e il terzo. Nel terzo or­mai i salmi non riflettevano soltanto la mera adorazione per Blanche, ripetutamente paragonata alla Vergine Maria per la sua purezza e luminosità, ma rappresentavano anche le risposte di uno scambio epistolare imperniato su quanto la signora stava soffrendo per opera del marito. Era davvero geniale. Devi asso­lutamente leggerlo. Devi tornare nell’appartamento in cui mi hai ucciso e prendere quei libri.»