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«‘Memnoch’,disse Dio. ‘Hai agito bene. Hai portato da Sheol anime degne del paradiso; hai accresciuto la gioia e la bea­titudine del mio regno; hai agito bene.’

«Proruppi in un ringraziamento che in realtà era un inno di adorazione, ripetendo un’owietà, cioè che Dio aveva creato tut­te quelle anime e che, nella sua misericordia, aveva concesso loro di venire a Lui.

«‘Questo ti rende molto felice, vero?’ chiese.

«‘Solo se rende felice te, Signore’,risposi, il che era in parte una menzogna.

«‘Unisciti agli angeli, Memnoch’,disse. ‘Sei perdonato per es­sere divenuto carne e sangue senza la mia autorizzazione, e sei perdonato per aver giaciuto con le figlie degli uomini. Sei con­fortato nelle tue speranze per le anime di Sheol. Adesso lasciami e fa’ ciò che desideri, ma non interferire più con la natura, o con l’umanità, visto che ti ostini a sostenere che essa non fa parte del­la natura, e in questo ti sbagli.’

«‘Signore...’ cominciai a dire timidamente.

«‘Sì?’

«‘Signore, le anime che ti ho portato da Sheol sono meno di un centesimo di quelle che si trovano là; forse sono meno di un centesimo delle anime che si sono disintegrate o sono svanite dall’inizio del mondo. Signore, Sheol è colma di confusione e malintesi. Questi erano soltanto gli eletti.’

«‘Dovrei esserne sorpreso? Come potrei non saperlo?’ do­mandò Dio.

«‘Signore, mi lascerai di certo tornare a Sheol per cercare di far progredire le anime che non hanno ancora raggiunto il livello del paradiso. Mi lascerai di certo tentare di purificarle, emendandole da ciò che le rende indegne della beatitudine celeste.’

«‘Perché?’

«‘Signore, ci sono vari milioni di anime perdute per ogni mi­lione di anime salvate.’

«‘Sai che lo so, vero?’

«‘Signore, abbi pietà di loro! Abbi pietà degli umani della terra che cercano, tramite innumerevoli rituali, di raggiungerti, conoscerti e compiacerti.’

«‘Perché?’

«Non risposi. Ero sbalordito. Dopo aver riflettuto, chiesi: ‘Si­gnore, non t’importa delle anime che stanno andando alla deri­va, vittime della confusione? Che soffrono nell’oscurità?’

«‘Perché dovrebbe?’ domandò.

«Ancora una volta indugiai. Era essenziale che la mia risposta avesse un certo peso.

«Ma nel frattempo lui parlò. ‘Memnoch, puoi contarmi tutte le stelle? Conosci i loro nomi, le loro orbite, il loro destino nella natura? Memnoch, puoi fornirmi una stima approssimativa del numero di granelli di sabbia nel mare?’

«‘No, Signore, non posso.’

«‘In tutto il mondo ci sono creature la cui progenie è nell’or­dine delle migliaia, di cui solo una minuscola parte sopravvive... pesci del mare, tartarughe, insetti alati. Centinaia di migliaia, addirittura milioni di membri di una specie possono nascere sotto l’arco descritto dal sole in un unico giorno, e solo una manciata di loro sopravvive e si riproduce. Non lo sai?’

«‘Sì, Signore, lo so. Lo scoprii in epoche passate, quando gli animali compirono la loro evoluzione. Lo so.’

«‘Quindi, cosa m’importa se solo una manciata di anime giunge alle porte del paradiso? Forse ti rimanderò a Sheol, col passare del tempo. Preferisco non dirtelo.’

«‘Signore, l’umanità è sensibile e sofferente!’

«‘Dobbiamo discutere nuovamente della natura? L’umanità è una mia creazione, Memnoch, e il suo sviluppo, che tu lo sappia o no, segue le mie leggi.’

«‘Ma, Signore, ogni cosa sotto il sole alla fine muore, e queste anime hanno il potenziale per vivere in eterno! Sono al di fuori del ciclo! Sono fatte di volontà e conoscenza invisibili. Signore, sicuramente le tue leggi prevedevano che venissero in paradiso, come potrebbe essere altrimenti? Te lo sto chiedendo, Signore, ti sto chiedendo di dirmelo, perché, per quanto io ti ami, non rie­sco a capire.’

«‘Memnoch, l’invisibile e l’intenzionale sono incarnati nei miei angeli e loro obbediscono alle mie leggi.’

«‘Sì, Signore, ma loro non muoiono. E tu parli con noi, ti ri­veli a noi, ci ami, e ci permetti di vedere le cose.’

«‘Non credi che la bellezza del creato riveli la mia luce all’u­manità? Non credi che queste anime, che tu stesso hai condotto qui, si siano sviluppate da una percezione della gloria di tutto ciò che è stato creato?’

«‘Molte altre potrebbero venire qui, Signore, soltanto con un piccolo aiuto. Adesso sono così poche, qui. Signore, gli animali meno evoluti che cosa riescono a immaginare senza poi poterlo avere? Voglio dire che il leone immagina la carne della gazzella e la ottiene, vero? Le anime umane hanno immaginato Dio Onni­potente e lo desiderano con tutto il cuore.’

«‘Me l’hai già dimostrato’,disse. ‘Lo hai dimostrato al paradi­so intero.’

«‘Ma queste erano pochissime! Signore, se Tu fossi solo carne e sangue, se Tu soltanto fossi sceso laggiù come ho fatto io...’

«‘Attento, Memnoch.’

«‘No, Signore, perdonami, ma non posso negarti i miei sforzi migliori, e i miei sforzi migliori per arrivare alla logica mi dicono che, se Tu scendessi laggiù e diventassi carne e sangue come ho fatto io, conosceresti meglio queste creature che pensi erronea­mente di conoscere!’

«Nessuna risposta.

«‘Signore, la tua luce non penetra nella carne umana. La scambia per carne animale e lo ha sempre fatto! Signore, puoi anche sapere tutto ma non conosci ogni minima cosa! Non puoi conoscerla, altrimenti non potresti lasciare queste anime a lan­guire nell’agonia a Sheol. E non potresti permettere che le soffe­renze di uomini e donne sulla terra non trovino una ragione in un contesto. Non posso crederlo! Non posso credere che lo fare­sti! Non posso.’

«‘Memnoch, a me basta dire qualcosa una volta sola.’

«Non risposi.

«‘Mi sto dimostrando gentile con te’,dichiarò.

«‘Sì, lo sei, ma puoi sbagliare, e anche in quello ti sbagli per­ché sentiresti gli inni in tua lode cantati incessantemente e in eterno. E, Signore, queste anime potrebbero venire a te e cantare quegli inni.’

«‘Non ho bisogno degli inni, Memnoch.’

«‘Allora perché cantiamo?’

«‘Di tutti i miei angeli sei tu l’unico che mi accusa! Che non confida in me. Le anime che hai portato da Sheol confidano in me come tu non riesci a fare! È stato questo il criterio in base al quale le hai scelte! Il fatto che confidassero nella saggezza di Dio.’

«Mi ostinai a rispondere. ‘Quando ero carne e sangue, Signo­re, ho scoperto qualcosa che ha rafforzato tutti i sospetti che ave­vo nutrito fino ad allora e che conferma tutto ciò che ho visto da quel momento in poi. Cosa posso fare, Signore, raccontarti bu­gie? Dire con la mia lingua cose che non sono altro che menzo­gne? Signore, con l’umanità hai creato qualcosa che nemmeno tu comprendi sino in fondo! Non può esserci altra spiegazione, perché, se c’è, allora non esiste nessuna natura e non esistono leggi.’

«‘Scompari dalla mia vista, Memnoch. Scendi sulla terra e al­lontanati da me e non interferire con niente, mi hai sentito?’

«‘Metti alla prova ciò che dico, Signore. Diventa carne e san­gue come ho fatto io. Tu che puoi fare qualunque cosa, rivestiti di carne...’

«‘Silenzio, Memnoch.’

«‘Oppure, se non osi fare una cosa simile, se non è degno del Creatore comprendere la sua creazione fino all’ultima cellula, al­lora zittisci tutti gli inni degli angeli e degli uomini! Zittiscili, visto che dici di non averne bisogno, e poi guarda cosa significa per Te la tua creazione!’

«‘Ti bandisco, Memnoch!’ tuonò Dio e, in un attimo, l’intero paradiso riapparve intorno a me, l’intero bene ha elohim, e con esso i milioni di anime salvate. Michele e Raffaele erano in piedi davanti a me, osservando orripilati mentre venivo spinto all’indietro, fuori delle porte, nella tromba d’aria.