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Lyrelle aveva mandato molte delle sue donne a combattere al fianco di Lan Mandragoran su insistenza dell’Amyrlin. Era rimasta indietro con poche sorelle per controllare la Torre Nera. E ora… ora questo. Cosa pensare?

«Posso assicurarti» disse il giovane Asha’man «che il pericolo è passato. Abbiamo costretto il M’Hael e gli altri che si sono convertiti all’Ombra a fuggire. Il resto di noi cammina nella Luce.»

Lyrelle si voltò verso le sue compagne. Una rappresentante per ciascuna Ajah, assieme a un rinforzo — richiesto disperatamente stamattina non appena l’Asha’man si era avvicinato a lei — nella forma di altre trenta sorelle. Quelle accettavano che Lyrelle fosse al comando qui, seppur con riluttanza.

«Ne discuteremo» disse lei, congedando il giovane Asha’man con un cenno del capo.

«Cosa facciamo?» chiese Myrelle. La Verde era stata con Lyrelle fin dall’inizio, una delle poche che lei non aveva mandato via, in parte perché voleva aver vicino i Custodi di quella donna. «Se alcuni dei loro membri stanno combattendo per l’Ombra…»

«Si possono creare di nuovo passaggi» disse Seaine. «È cambiato qualcosa in questo posto dai giorni in cui abbiamo percepito incanalare all’interno.»

«Non mi fido» disse Myrelle.

«Dobbiamo saperlo con sicurezza» disse Seaine. «Non possiamo lasciare la Torre Nera non sorvegliata proprio durante l’Ultima Battaglia. Dobbiamo occuparci di questi uomini, in un modo o nell’altro.» Gli uomini della Torre Nera affermavano che solo pochi di loro si erano uniti all’Ombra e che quell’incanalare era stato il risultato di un attacco da parte dell’Ajah Nera.

La irritava sentirli usare quelle parole. Ajah Nera. Per secoli, la Torre Bianca aveva negato l’esistenza di Amici delle Tenebre tra le Aes Sedai. Purtroppo la verità era stata rivelata. Ciò non voleva dire che Lyrelle gradisse udire degli uomini usare quelle parole con tanta noncuranza. In particolare uomini come questi.

«Se avessero voluto attaccarci,» disse Lyrelle come ipotesi «l’avrebbero fatto quando non potevamo fuggire con i passaggi. Per ora, supporrò che abbiano ripulito i…. problemi tra le loro file. Come è stato richiesto alla stessa Torre Bianca.»

«Allora entriamo?» chiese Myrelle.

«Sì. Vincoliamo gli uomini che ci sono stati promessi e tiriamo fuori la verità da loro, nel caso fosse offuscata.» Lyrelle era turbata dal fatto che il Drago Rinato avesse rifiutato loro gli Asha’man più alti in grado, ma non appena giunta lì lei aveva elaborato un piano. Poteva funzionare ancora. Prima avrebbe chiesto che gli uomini incanalassero a titolo dimostrativo e avrebbe vincolato quello che le sembrava il più forte. Poi avrebbe fatto dire a quello quali erano i più talentuosi tra gli apprendisti, perché le sue sorelle potessero vincolarli.

Da lì… be’, sperava che ciò avrebbe contenuto la maggioranza di questi uomini. Luce, che confusione. Uomini in grado di incanalare, che se ne andavano in giro senza vergogna! Lei non accettava questa favola della Fonte che fosse stata ripulita. Naturalmente questi… uomini… avrebbero affermato una cosa del genere.

«A volte,» borbottò Lyrelle «vorrei poter tornare indietro e schiaffeggiarmi per aver accettato questo incarico.»

Myrelle rise. Lei non prendeva mai le cose seriamente quanto avrebbe dovuto. Lyrelle era irritata per aver perduto le occasioni che c’erano state alla Torre Bianca durante la sua lunga assenza. Riunificazione, scontro con i Seanchan… Questi erano tempi in cui si poteva dar prova della propria capacità di comando, e una donna poteva guadagnarsi una reputazione di forza.

Si presentavano opportunità nei momenti di subbuglio. Opportunità che lei aveva perso. Luce, quanto odiava quel pensiero.

«Noi entreremo» disse a gran voce verso le mura che incorniciavano il cancello davanti a lei. Poi, più piano, continuò rivolta alle sue donne: «Trattenete l’Unico Potere e state attente. Non sappiamo cosa potrebbe accadere qui.» Le sue donne sarebbero state all’altezza di affrontare un numero più vasto di Asha’man non addestrati, se si fosse arrivati a quello. Non sarebbe dovuto accadere, logicamente. Certo, era probabile che gli uomini fossero pazzi. Perciò presupporre logica da parte loro era imprudente.

I grandi cancelli si aprirono per lasciarle entrare. Il fatto che avessero scelto di finire le mura attorno ai loro terreni prima di costruire la torre vera e propria diceva qualcosa su questi uomini della Torre Nera.

Diede di sprone al suo cavallo, e Myrelle e le altre la seguirono con uno scalpitio di zoccoli. Lyrelle abbracciò la Fonte e usò il nuovo flusso, che le avrebbe detto se un uomo stava incanalando nei paraggi. Non si trattava del giovane che era venuto a incontrarsi con loro poco tempo prima ai cancelli, però.

«Cosa c’è?» chiese Lyrelle quando a lei si unì Pevara Tazanovni. Lyrelle conosceva quella Adunante Rossa, anche se non bene.

«Mi è stato chiesto di accompagnarvi» disse Pevara in tono allegro. «Logain pensava che un volto familiare potesse mettervi più a vostro agio.»

Lyrelle trattenne un sogghigno. Le Aes Sedai non dovevano essere allegre. Le Aes Sedai dovevano essere calme, misurate e — semmai — severe. Un uomo doveva guardare una Aes Sedai e domandarsi immediatamente cosa aveva fatto di male e come poteva porvi riparo.

Pevara le si accostò mentre procedevano sui terreni della Torre Nera. «Logain, che è al comando ora, manda i suoi saluti» continuò Pevara. «È stato ferito gravemente negli attacchi e non si è ancora ristabilito del tutto.»

«Starà bene?»

«Oh, certo. Dovrebbe essere di nuovo in piedi in un altro giorno o due. Sarà necessario per guidare gli Asha’man quando si uniranno all’Ultima Battaglia, sospetto.»

Peccato, pensò Lyrelle. La Torre Nera sarebbe stata controllata più facilmente senza un Falso Drago alla sua guida. Sarebbe stato meglio se fosse morto.

«Sono certa che il suo aiuto sarà utile» disse Lyrelle. «A suo ruolo di comando, però… Be’, vedremo. Dimmi, Pevara. Mi è stato riferito che vincolare un uomo in grado di incanalare è diverso da vincolare un uomo normale. Tu l’hai fatto?»

«Sì» disse Pevara.

«È vero, dunque?» chiese Lyrelle. «Gli uomini normali possono essere costretti a obbedire con il legame, ma questi Asha’man no?»

Pevara sorrise, sembrando pensierosa. «Ah, e quello come sarebbe? No, il legame non può costringere gli Asha’man. Devi usare metodi più creativi.»

Quello non era un bene. «Quanto sono obbedienti?» chiese Aledrin dall’altro lato.

«Dipende dall’uomo, sospetto» disse Pevara.

«Se non possono essere costretti,» disse Lyrelle «obbediranno alle loro Aes Sedai in battaglia?»

«Probabilmente» affermò Pevara, anche se c’era qualcosa di ambiguo nel modo in cui lo diceva. «Devo dire qualcosa, a tutte voi. La missione per cui sono stata inviata, e quella che perseguite anche voi, non è che una pia illusione.»

«Davvero?» chiese Lyrelle in tono uniforme. Non aveva certo intenzione di fidarsi di una Rossa dopo quello che avevano fatto a Siuan. «E perché mai?»

«Una volta ero nella vostra posizione» disse Pevara. «Pronta a vincolare tutti gli Asha’man per tentare di controllarli. Ma tu entreresti in un’altra città e sceglieresti cinquanta uomini lì, per un capriccio, e li vincoleresti come Custodi? Vincolare gli Asha’man solo per vincolarli è stupido. Ciò non li controllerà. Sì, penso che alcuni Asha’man saranno dei Custodi eccellenti, ma — come molti uomini — altri no. Vi suggerisco di abbandonare il vostro proposito di vincolarne esattamente quarantasette e prendere quelli che sono più favorevoli. Otterrete Custodi migliori.»

«Consiglio interessante» disse Lyrelle. «Ma, come hai menzionato, gli Asha’man saranno necessari al fronte. Non c’è tempo. Prenderemo i quarantasette più potenti.»

Pevara sospirò, ma non disse altro mentre superavano diversi uomini in giubbe nere con due spille sull’alto colletto. Lyrelle si sentì accapponare la pelle, come se degli insetti vi stessero strisciando sotto. Uomini in grado di incanalare.