Lelaine aveva la sensazione che la Torre Nera fosse vitale per i piani della Torre Bianca. Be’, Lyrelle non apparteneva a Lelaine. Era una persona a sé, e un’Adunante, per giunta. Se poteva trovare un modo per portare la Torre Nera sotto la sua diretta autorità, allora forse poteva districarsi dal gioco di Lelaine.
Per ottenere quello, valeva la pena vincolare gli Asha’man. Luce, quanto non l’avrebbe apprezzato. In qualche modo, avevano bisogno che tutti questi uomini fossero sotto controllo. A quest’ora il Drago sarebbe stato pazzo, inaffidabile, corrotto dal tocco del Tenebroso su saidin. Forse potevano manipolarlo e convincerlo a lasciar vincolare il resto degli uomini?
Non avere il controllo attraverso il legame… quello sarà pericoloso. Si immaginò di andare in battaglia con file di due o tre dozzine di Asha’man, vincolati e costretti a eseguire la sua volontà. Come poteva farlo accadere?
Raggiunsero una fila di uomini in giubba scura che attendevano al limitare del villaggio. Lyrelle e le altre si avvicinarono, e lei fece un rapido conteggio. Quarantasette uomini, incluso quello di fronte a loro. Quale imbroglio stavano tentando di far scattare?
Quello di fronte venne avanti. Era un uomo robusto, di mezz’età, e pareva che di recente se la fosse vista brutta. Aveva borse sotto gli occhi e la pelle cerea. Però il suo passo era deciso e lo sguardo fermo quando incontrò gli occhi di Lyrelle e poi si inchinò a lei.
«Benvenuta, Aes Sedai» disse.
«E tu sei?»
«Androl Genhald» disse l’uomo. «Sono stato messo al comando dei tuoi quarantasette finché non saranno stati vincolati.»
«I miei quarantasette? Vedo che hai già dimenticato i termini. Ci deve essere dato qualunque soldato e Dedicato desideriamo, e loro non possono rifiutarsi.»
«Sì, giusto» disse Androl. «Questo è vero. Purtroppo, tutti gli uomini nella Torre Nera a parte questi o sono Asha’man completi, oppure sono stati convocati altrove per affari urgenti. Gli altri, naturalmente, eseguirebbero gli ordini del Drago, se fossero qui. Ci siamo assicurati di tenerne quarantasette per voi. Quarantasei, in effetti. Io sono già stato vincolato da Pevara Sedai, vedi.»
«Attenderemo fino al ritorno degli altri» disse Lyrelle con freddezza.
«Ahimè,» replicò Androl «non penso che torneranno presto. Se intendete unirvi all’Ultima Battaglia, dovrete fare rapidamente la vostra scelta.»
Lyrelle lo osservò con occhi stretti, poi guardò Pevara, che scrollò le spalle.
«Questo è un trucco» disse Lyrelle ad Androl. «E infantile, per giunta.»
«Io lo ritenevo astuto» replicò Androl con voce fredda. «Degno di una Aes Sedai, si potrebbe dire. Vi è stato promesso che qualunque membro della Torre Nera, eccetto gli Asha’man completi, avrebbe risposto alla vostra richiesta. Lo faranno. Qualunque di loro a cui potete fare la richiesta.»
«Senza dubbio, hai scelto per me i più deboli tra voi.»
«In realtà,» disse Androl «abbiamo preso quelli che si sono offerti volontari. Sono bravi uomini, tutti quanti. Sono quelli che volevano essere Custodi.»
«Il Drago Rinato sarà informato di questo.»
«Da quanto ho sentito,» disse Androl «si dirigerà a Shayol Ghul da un momento all’altro. Hai intenzione di unirti a lui lì semplicemente per avanzare la tua lamentela?»
Lyrelle contrasse le labbra in una linea.
«Le cose stanno così, Aes Sedai» disse Androl. «Il Drago Rinato ci ha mandato un messaggio poco fa. Ci ha ordinato di imparare un’ultima lezione: che non dobbiamo pensare a noi stessi come armi, ma come uomini. Be’, gli uomini possono scegliere il loro destino, e le armi no. Qui ci sono i tuoi uomini, Aes Sedai. Rispettali.»
Androl si inchinò di nuovo e si allontanò. Pevara esitò, poi voltò il suo cavallo, seguendolo. Lyrelle vide qualcosa sul volto della donna mentre guardava l’uomo.
Allora si tratta di questo, pensò Lyrelle. Non è meglio di una Verde, quella. Mi sarei aspettata di più da una della sua età.
Lyrelle era tentata di rifiutare questa manipolazione, di andare dall’Amyrlin e protestare per quello che era accaduto. Solo che… le notizie dal fronte dell’Amyrlin erano confuse. Qualcosa sulla comparsa di un esercito inatteso; non erano disponibili dettagli.
Di sicuro l’Amyrlin non sarebbe stata lieta di ascoltare lamentele a questo punto. E di sicuro, Lyrelle ammise fra sé, voleva anche che la questione con la Torre Nera fosse chiusa.
«Ciascuna di voi ne prenderà due» disse Lyrelle alle sue compagne. «Alcune di noi ne prenderanno solo uno. Faolain e Theodrin, voi siete tra queste ultime. Fate in fretta, tutte quante. Voglio andarmene da questo posto il prima possibile.»
Pevara raggiunse Androl mentre lui stava entrando in una delle capanne.
«Luce» disse lei. «Mi ero dimenticata quanto alcune di noi possono essere fredde.»
«Oh, non lo so» replicò Androl. «Ho sentito che alcune di voi non sono così male.»
«Stai attento a loro, Androl» disse lei, guardando fuori. «Molte vi vedranno solo come una minaccia o uno strumento da usare.»
«Abbiamo convinto te» disse Androl, entrando in una stanza dove Canler, Jonneth ed Emarin attendevano con tazze di tè caldo. Tutti e tre stavano iniziando a ristabilirsi dal combattimento, Jonneth più rapidamente. Emarin portava le cicatrici peggiori, molte delle quali emotive. Lui, come Logain, era stato sottoposto al procedimento di Conversione. Pevara notò che fissava il vuoto, a volte, il volto inciso dalla paura come se ricordasse qualcosa di orribile.
«Voi tre non dovreste essere qui» disse Pevara, le mani sui fianchi, fronteggiando Emarin e gli altri due. «So che Logain vi ha promesso una promozione, ma portate ancora soltanto la spada sui vostri colletti. Se qualcuna di quelle donne dovesse vedervi, potrebbero prendervi come Custodi.»
«Non ci vedranno» disse Jonneth con una risata. «Androl ci farebbe attraversare un passaggio prima che avessimo il tempo di imprecare!»
«Dunque cosa facciamo ora?» chiese Canler.
«Qualunque cosa Logain vuole da noi» disse Androl.
Logain era… cambiato da quell’ordalia. Androl le sussurrava che adesso era più cupo. Parlava di meno. Pareva ancora determinato ad andare all’Ultima Battaglia, ma per ora radunava gli uomini e meditava su cose che avevano trovato nelle stanze di Taim. Pevara era preoccupata che la Conversione l’avesse spezzato dentro.
«Pensa che possa esserci qualcosa in quelle mappe militari che ha trovato nelle stanze di Taim» disse Emarin.
«Andremo dove Logain decide che possiamo essere di maggior utilità» replicò Androl. Una risposta diretta, ma che in realtà non diceva molto.
«E il Lord Drago?» chiese Pevara con cautela.
Percepì l’incertezza di Androl. L’Asha’man Naeff era venuto da loro, portando notizie e istruzioni… e con esse, alcune implicazioni. Il Drago Rinato aveva saputo che non andava tutto bene alla Torre Nera.
«Ci ha lasciato soli di proposito» disse Androl.
«Sarebbe venuto se avesse potuto!» disse Jonneth. «Te lo garantisco.»
«Ci ha lasciato perché fuggissimo per conto nostro» disse Emarin «o cadessimo per conto nostro. È diventato un uomo duro. Forse insensibile.»
«Non importa» disse Androl. «La Torre Nera ha imparato a sopravvivere senza di lui. Luce! È sempre sopravvissuta senza di lui. Ha avuto a malapena qualcosa a che fare con noi. È stato Logain a darci la speranza. È a Logain che andrà la mia fedeltà.»
Gli altri annuirono. Pevara percepì che in quel momento stava accadendo qualcosa di importante. Non avrebbero comunque potuto appoggiarsi a lui per sempre, pensò. Il Drago Rinato morirà nell’Ultima Battaglia. Che fosse stata sua intenzione o no, aveva dato loro la possibilità di diventare uomini indipendenti.