Troppo lento, pensò. Troppo lento…
Elayne si ritrovò a terra, con il volto preoccupato di Birgitte sospeso sopra di lei.
«Oh, Luce» borbottò Elayne. «Sono caduta?»
«Ti abbiamo preso in tempo» disse Birgitte. «Ti sei afflosciata nelle nostre braccia. Andiamo, stiamo ripiegando.»
«Io…»
Birgitte la guardò sollevando un sopracciglio, attendendo l’obiezione.
Era difficile avanzarne una, stesa sulla schiena solo a pochi passi dal fronte. Saidar le era sfuggito e probabilmente non sarebbe riuscita ad afferrarlo di nuovo nemmeno se da questo fosse dipesa la sua vita. «Sì» disse. «Dovrei… controllare Bashere.»
«Molto saggio» disse Birgitte, facendo cenno alla scorta di aiutare Elayne a rimontare in sella. Allora esitò. «Hai agito bene qui, Elayne. Sanno come hai combattuto. È stato un bene che lo vedessero.»
Iniziarono un viaggio in tutta fretta tra le retrovie. Quelle erano poco numerose: la maggior parte dei soldati erano impegnati in combattimento. Avevano bisogno di vincere prima che quel secondo esercito di Trolloc arrivasse, e quello voleva dire usare ciò che avevano contro questo.
Tuttavia Elayne fu sorpresa per quelle riserve esaurite, il numero esiguo che poteva essere utilizzato per fare da rotazione al fronte e riposare. Quanto tempo era passato?
Le nuvole avevano avviluppato il cielo aperto che l’accompagnava spesso. Quello pareva un brutto segno. «Dannazione a quelle nuvole» borbottò. «Che ora è?»
«Mancano forse due ore al tramonto» disse Birgitte.
«Luce! Avresti dovuto farmi tornare al campo ore fa, Birgitte!»
La donna le scoccò un’occhiataccia ed Elayne si ricordò vagamente dei tentativi in proposito. Be’, non aveva senso discuterne ora. Elayne stava recuperando parte della sua forza e si costrinse a sedere a schiena dritta sul suo cavallo mentre veniva condotta alla piccola valle tra le colline vicino a Cairhien dove Bashere impartiva ordini di battaglia.
Cavalcò fino al posto di comando, non confidando che le sue gambe potessero sostenerla se avesse camminato, e rimase in sella mentre si rivolgeva a Bashere. «Sta funzionando?»
Il generale alzò lo sguardo verso di lei. «Suppongo di non poter più contare su di te al fronte?»
«Sono troppo debole per incanalare, per ora. Mi dispiace.»
«Sei durata più di quanto avresti dovuto.» Scrisse un’annotazione sulle sue mappe. «Ottimo. Pensavo quasi che fossi Tunica cosa che impediva che il fianco orientale collassasse. Dovrò mandare più sostegno in quella direzione.»
«Sta funzionando?»
«Va’ a dare un’occhiata» disse Bashere, indicando con un cenno del capo il fianco della collina.
Elayne strinse i denti, ma fece avanzare Ombra di Luna fino al punto in cui riuscì a trovare una visuale dall’alto. Sollevò il suo cannocchiale con dita che tremavano molto più di quanto avrebbe preferito.
L’armata dei Trolloc aveva colpito la loro linea incurvata di difensori. Il risultato naturale di questo era stato un ripiego della fanteria, con l’incavo che si invertiva mentre i Trolloc spingevano in avanti. Questo aveva dato alla Progenie dell’Ombra l’impressione di aver ottenuto il vantaggio, cosicché non si erano resi conto della verità.
Mentre spingevano in avanti, la linea di fanteria si era avvolta attorno ai fianchi dei Trolloc, circondandoli. Elayne aveva perso il momento più importante, quando Bashere aveva ordinato agli Aiel di attaccare. La loro rapida spazzata per colpire i Trolloc da dietro aveva funzionato come sperato.
Le forze di Elayne avevano circondato completamente i Trolloc. Un cerchio enorme di Progenie dell’Ombra che si contorceva combatteva contro Tarmata che l’accerchiava, premendo assieme i Trolloc per limitare i loro movimenti e la loro capacità di combattere.
Stava funzionando. Luce, stava funzionando davvero. Gli Aiel aggredivano i fianchi posteriori dei Trolloc, massacrandoli. Il cappio era stato teso.
Quale di loro stava suonando quei corni? Quelli erano corni trolloc.
Elayne cercò tra la Progenie dell’Ombra, ma non riuscì a trovare quelli che li suonavano. Però notò alcuni Myrddraal morti vicino alle file degli Aiel. Uno dei Draghi di Aludra — attaccato al proprio carretto e trainato da una pariglia di cavalli — era con i cavalieri della Banda. Avevano posizionato i carretti su diverse alture per sparare giù fra i Trolloc.
«Elayne…» disse Birgitte.
«Oh, spiacente» disse Elayne, abbassando il cannocchiale e porgendolo alla sua Custode. «Dà un’occhiata. Sta andando bene.»
«Elayne!»
Con un sussulto, si rese conto di quanto era preoccupata la sua Custode. Elayne ruotò, seguendo lo sguardo della donna verso sud, molto oltre le mura cittadine. Quei corni che suonavano… erano stati tanto bassi che Elayne non si era resa conto che provenivano da dietro.
«Oh, no…» disse Elayne, affrettandosi ad alzare il cannocchiale.
Lì, come sudiciume nero all’orizzonte, si avvicinava la seconda armata di Trolloc.
«Bashere non aveva detto che non sarebbero dovuti arrivare qui fino a domani?» disse Birgitte. «Come minimo?»
«Non importa» disse Elayne. «In un modo o nell’altro, sono qui. Dobbiamo prepararci a voltare quei Draghi dall’altra parte! Invia l’ordine a Talmanes e trovate Lord Tam al’Thor! Voglio che gli uomini dei Fiumi Gemelli siano armati e pronti. Luce! Anche i balestrieri. Dobbiamo rallentare quel secondo esercito in ogni modo possibile.»
Bashere, pensò. Devo dirlo a Bashere.
Fece ruotare Ombra di Luna, muovendosi così rapidamente che le venne un capogiro. Cercò di abbracciare la Fonte, ma non venne. Era così stanca che aveva problemi ad afferrare le redini.
In qualche modo riuscì a scendere dalla collina senza cadere giù. Birgitte se n’era andata per trasmettere i suoi ordini. Brava donna. Elayne entrò nel campo e trovò una discussione in corso.
«…non ho intenzione di ascoltare questo!» urlava Bashere. «Non me ne starò qui a farmi insultare nel mio stesso campo!»
L’oggetto del suo sdegno altri non era che Tam al’Thor. Il solido uomo dei Fiumi Gemelli lanciò un’occhiata a Elayne a sgranò gli occhi, come se fosse sorpreso di vederla lì.
«Maestà,» disse Tam «mi è stato detto che eri ancora sul campo di battaglia.» Si voltò di nuovo verso Bashere, che si fece rosso in viso.
«Non voglio che tu vada da lei con…»
«Basta!» disse Elayne, facendo avanzare Ombra di Luna in mezzo a loro. Perché proprio Tam stava discutendo con Bashere? «Bashere, il secondo esercito di Trolloc è quasi su di noi.»
«Sì» disse Bashere, respirando a fondo. «Ho appena ricevuto la notizia. Luce, questo è un disastro, Elayne. Dobbiamo ritirarci attraverso passaggi.»
«Abbiamo spossato le donne della Famiglia per arrivare rapidamente qui, Bashere» disse Elayne. «Molte di loro adesso riescono a stento a incanalare quanto basta per riscaldare una tazza di tè, tanto meno creare un passaggio.» Luce, e io non riuscirei a riscaldare il tè. Costrinse la propria voce a rimanere ferma. «Quello era parte del piano.»
«Io… È così» disse Bashere. Guardò la mappa. «Lasciami pensare. La città. Ci ritireremo dentro la città.»
«E dare alla Progenie dell’Ombra tempo per riposare, radunarsi e assalirci?» chiese Egwene. «Probabilmente è quello che stanno cercando di costringerci a fare.»
«Non vedo altra scelta» disse Bashere. «La città è la nostra unica speranza.»
«La città?» disse Talmanes, accorrendo col fiatone. «Non starete dicendo di ripiegare dentro la città.»
«Perché no?» chiese Elayne.
«Maestà, la nostra fanteria è appena riuscita a circondare un esercito di Trolloc! Si stanno battendo con le unghie e con i denti! Non abbiamo riserve e la nostra cavalleria è esausta. Non riusciremmo mai a disimpegnare da quello scontro senza subire perdite pesanti. E poi i nostri sopravvissuti sarebbero rintanati nella città, intrappolati tra due eserciti dell’Ombra.»