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«Dovranno attendere ancora un po’. Quelle Rosse sono abbastanza potenti da occuparsi di qualunque Trolloc faccia irruzione attraverso la formazione di picche.» Almeno sperava. Un’altra esplosione spianò una tenda nelle vicinanze. «E gli squadroni di arcieri lassù?» Bryne scalciò via un’alabarda caduta.

«Alcuni sono quasi a corto di frecce, mio Signore.»

Be’, non c’era molto che poteva fare per quello. Lanciò un’occhiata verso il guado, ma era davvero un caos totale. Gli bruciava essere così vicino al combattimento e non sapere come stavano andando le cose per le sue truppe.

«Qualcuno ha delle informazioni su cosa sta succedendo al guado?» urlò, voltandosi verso i suoi aiutanti. «Non riesco a vedere uno stramaledetto niente, solo un rimestare di corpi e quelle palle di fuoco che volano avanti e indietro, accecandoci tutti!»

Holcom impallidì. «Quelle donne seanchan stanno incanalando come se avessero dei ferri incandescenti su per il… Voglio dire, stanno dando del filo da torcere agli Sharani, mio Signore. Il nostro fianco sinistro ha subito parecchie perdite, ma pare che adesso stiano combattendo in modo ammirevole.»

«Non ho messo Joni al comando dei lanceri lì?»

«Il capitano Shagrin è morto, mio Signore» disse un altro messaggero, venendo avanti. Aveva un taglio recente sullo scalpo. «Sono appena arrivato da lì.»

Che io sia folgorato. Be’, Joni aveva sempre voluto cadere in battaglia. Bryne tenne a bada le proprie emozioni. «Chi è al comando ora?»

«Uno Nomesta» disse il messaggero. «Ci ha riunito dopo che Joni è caduto, ma avverte che sono sotto pesante attacco.»

«Luce, Nomesta non è nemmeno un ufficiale!» Tuttavia aveva addestrato la cavalleria pesante per anni e probabilmente in sella non c’era nessuno migliore di lui. «D’accordo, torna lì e digli che gli manderò alcuni rinforzi.»

Bryne si voltò di nuovo verso Holcom. «Recati dal capitano Denhold e fagli mandare il suo squadrone di cavalleria di riserva al di là del guado per rinforzare il nostro fianco sinistro. Vediamo cosa sanno fare quegli Illianesi! Non possiamo perdere questo fiume!»

Il messaggero si precipitò via. Dovrò fare qualcosa per togliere la pressione su quelle Aes Sedai al più presto. Gridò: «Annah, dove sei?»

Due soldati che stavano parlando lì vicino furono spintonati da parte quando una giovane donna corpulenta — già guardia di un mercante e ora fante e messaggera al servizio del generale Bryne — si fece strada sgomitando. «Mio Signore?»

«Annah, va’ a implorare quel mostro imperiale di sovrana seanchan perché sia così gentile da prestarci un po’ della sua dannata cavalleria.»

«Devo chiederglielo esattamente con quelle parole?» domandò Annah, rivolgendogli il saluto con un sorriso sulle labbra.

«Se lo farai, ragazza, ti getterò giù da un dirupo e lascerò che Yukiri Sedai provi alcuni dei suoi nuovi flussi di caduta su di te. Vai!»

La messaggera sogghignò, poi schizzò via verso il terreno di Viaggio per un passaggio.

Siuan fissò Bryne. «Stai diventando irascibile.»

«Hai una buona influenza su di me» sbottò lui, lanciando uno sguardo in alto quando un’ombra passò lì sopra. Allungò una mano verso la spada, aspettandosi di vedere un altro stormo di Draghkar. Invece era soltanto una di quelle bestie volanti dei Seanchan. Si rilassò.

Una palla di fuoco fece precipitare la creatura dal cielo. Roteò, sbattendo ali in fiamme. Bryne imprecò, balzando all’indietro mentre l’animale mostruoso si schiantava contro il sentiero davanti a lui, dove stava correndo la messaggera Annah. La carcassa dell’animale rotolò su di lei e poi fece crollare una delle tende dei rifornimenti, che era piena di soldati e furieri. Il cavaliere del raken finì a terra un istante dopo.

Bryne tornò in sé e si precipitò in avanti, abbassandosi sotto un pezzo di stoffa caduto e aste di tenda che coprivano il sentiero. Due delle sue guardie trovarono un soldato mezzo bloccato dalle ali della bestia morta e lo liberarono, mentre Siuan si inginocchiava e si toglieva l’angreal dal borsello per eseguire la Guarigione.

Bryne si diresse dove Annah era caduta. La trovò schiacciata dove la bestia era rotolata. «Maledizione!» Mise da parte i pensieri per i morti per riflettere su cosa fare dopo. «Mi serve qualcuno che vada dai Seanchan!»

Del suo seguito, restavano solo due guardie e un funzionario nell’accampamento. Aveva bisogno che i Seanchan gli fornissero altra cavalleria; stava cominciando ad avere l’impressione che parecchio dipendesse dal tenere al sicuro quelle Aes Sedai sulle colline. Dopotutto, l’Amyrlin era lassù con loro.

«Pare che andremo noi stessi» disse Bryne, lasciando il cadavere di Annah. «Siuan, sei abbastanza forte da creare un passaggio con quell’angreal?»

Lei si alzò, nascondendo la sua spossatezza, ma lui poteva vederla. «Posso, anche se sarà così piccolo che dovremo strisciarci attraverso. Non conosco abbastanza bene questa zona. Dovremo tornare al centro dell’accampamento.»

«Che io sia folgorato!» esclamò Bryne, voltandosi quando una serie di esplosioni risuonò dal fiume. «Non abbiamo tempo per questo.»

«Posso andare a cercare altri messaggeri» disse una guardia. L’altra stava aiutando il soldato che Siuan aveva Guarito. L’uomo si era alzato su piedi traballanti.

«Non so se ci siano altri messaggeri disponibili» disse Bryne. «Andremo…»

«Andrò io.»

Bryne vide Min Farshaw alzarsi in piedi lì vicino e togliersi la polvere di dosso. Si era quasi dimenticato di averla messa ad aiutare come funzionario per uno dei reggimenti delle provviste.

«Pare che non potrò più far molto qui nel prossimo futuro» disse Min, esaminando la tenda dei rifornimenti caduta. «Posso correre quanto qualunque dei tuoi messaggeri. Cosa vuoi che faccia?»

«Trova l’imperatrice seanchan» disse Bryne. «Il suo accampamento è a poche miglia a nord di qui sul lato arafelliano. Va’ al terreno di Viaggio; sapranno dove mandarti. Riferisci all’imperatrice che è necessario che mi mandi delle unità di cavalleria. Le nostre riserve sono esaurite.»

«Lo farò» disse Min.

Lei non era un soldato. Be’, pareva che metà dei membri del suo esercito non fossero stati soldati fino a poche settimane prima. «Vai» disse lui, poi sorrise. «Scalerò la giornata di lavoro da quello che mi devi.»

Min arrossì. Credeva che lui avrebbe permesso a una donna di dimenticare il suo giuramento? Per Bryne non aveva importanza chi frequentava Min. Un giuramento era un giuramento.

Min correva tra le retrovie dell’esercito. L’accampamento aveva più tende e carretti — portati dai depositi a Tar Valon o Tear — per rimpiazzare gli altri perduti durante l’assalto iniziale degli Sharani. Quelli si rivelarono degli ostacoli attorno a cui zigzagare mentre cercava il terreno di Viaggio.

Il terreno era una serie di riquadri delimitati da corde, numerati con assi colorate conficcate nel suolo. Un quartetto di donne con scialli grigi parlavano assieme con voci sommesse mentre una di loro teneva aperto un passaggio per un carro di rifornimenti carico di frecce. I placidi buoi non alzarono lo sguardo quando una palla di fuoco simile a una cometa colpì il terreno vicino, scagliando in aria rocce rosso lucente che finirono su una pila di giacigli, i quali iniziarono a fumare.

«Ho bisogno di andare dall’esercito seanchan» disse Min alle Grigie. «Ordini di Lord Bryne.»

Una delle sorelle Grigie, Ashmanaille, la guardò. Notò le brache e i riccioli di Min, poi si accigliò. «Elmindreda? Dolcezza, cosa ci fai tu qui?»