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Aviendha aveva sentito ufficiali tairenesi commentare che per una volta era bello non preoccuparsi che le loro sentinelle si appisolassero mentre erano in servizio. Con i fulmini, i tamburi trolloc poco distanti, l’occasionale scorreria da parte di Progenie dell’Ombra che cercava di intrufolarsi nell’accampamento... I soldati sapevano di dover essere guardinghi. L’aria gelida odorava di fumo, con effluvi putridi che soffiavano dagli accampamenti dei Trolloc.

Alla fine lasciò perdere la caccia e tornò da dove era venuta, trovando Cadsuane che parlava con un gruppo di soldati. Aviendha stava per avvicinarsi quando i suoi occhi passarono su una chiazza di oscurità lì vicino e i suoi sensi scattarono in allerta. Quella macchia di oscurità sta incanalando.

Aviendha iniziò immediatamente a tessere uno schermo. L’incanalatore nel buio intessé Fuoco e Aria verso Cadsuane. Aviendha lasciò cadere il flusso e sferzò invece all’infuori con Spirito, tagliando il flusso nemico proprio mentre veniva rilasciato.

Aviendha udì un’imprecazione e un rapido flusso di Fuoco sbocciò nella sua direzione. Aviendha si tuffò mentre le passava sopra, sibilando nell’aria fredda. L’ondata di calore passò. La sua nemica si tuffò fuori dalle ombre — qualunque flusso avesse usato per nascondersi era venuto meno — rivelando la donna che Aviendha aveva combattuto prima. Quella con la faccia orrenda quasi quanto quella di un Trolloc.

La donna si precipitò dietro un gruppo di tende appena prima che il terreno si squarciasse alle sue spalle, un flusso che non era stato causato da Aviendha. Un secondo più tardi la donna si piegò di nuovo, come aveva fatto prima. Scomparendo.

Aviendha rimase lì cauta. Si voltò verso Cadsuane, che le si avvicinò. «Grazie» disse la donna malvolentieri. «Per aver disgregato quel flusso.»

«Suppongo che siamo pari, allora» disse Aviendha.

«Pari? No, non per diverse centinaia di anni, bambina. Ammetto di esserti grata per il tuo intervento.» Si accigliò. «È scomparsa.»

«L’ha già fatto in precedenza.»

«Un metodo di Viaggiare che non conosciamo» disse Cadsuane, con aria turbata. «Non vedo flussi. Un ter’angreal, forse? E...»

Un fascio di luce rossa si levò dalle prime linee dell’esercito. I Trolloc stavano attaccando. Allo stesso tempo, Aviendha percepì incanalare in diversi punti dell’accampamento. Uno, due, tre... Ruotò, cercando di individuare ognuna delle posizioni. Ne contò cinque.

«Incanalatori» disse Cadsuane bruscamente. «A dozzine.»

«Dozzine? Io ne percepisco cinque.»

«Molti sono uomini, sciocca bambina» disse Cadsuane agitando una mano. «Va’, raduna gli altri!»

Aviendha schizzò via, gridando l’allarme. Più tardi avrebbe scambiato due parole con Cadsuane per averle dato ordini a quel modo. Forse. Dopo aver ‘scambiato due parole’ con Cadsuane spesso ci si ritrovava a sentirsi dei completi sciocchi. Aviendha corse nel settore aiel dell’accampamento in tempo per vedere Amys e Sorilea che si mettevano i loro scialli, controllando il cielo. Flinn si precipitò fuori da una tenda vicina, sbattendo palpebre su occhi assonnati. «Uomini?» disse. «Che incanalano? Sono arrivati altri Asha’man?»

«Improbabile» disse Aviendha. «Amys, Sorilea, mi serve un circolo.»

Quelle sollevarono un sopracciglio nella sua direzione. Adesso poteva essere una di loro e avere il comando su autorità del Car’a’carn, ma, se l’avesse ricordato a Sorilea, Aviendha sarebbe finita seppellita fino al collo nella sabbia. «Se vi compiace» si affrettò ad aggiungere.

«Se lo dici tu, Aviendha» disse Sorilea. «Andrò a parlare con le altre e le manderò da te, cosicché tu possa avere il tuo circolo. Ne faremo due, penso, come hai suggerito prima. Sarebbe meglio.»

Quella è testarda quanto Cadsuane, pensò Aviendha. Le due potevano dare lezioni sulla pazienza agli alberi. Tuttavia, Sorilea non era forte nel Potere — in effetti riusciva a stento a incanalare — perciò sarebbe stato saggio usare altre come suggeriva lei.

Sorilea iniziò a chiamare le altre Sapienti e Aes Sedai. Aviendha sopportò il ritardo con ansia; poteva già sentire urla ed esplosioni nella valle. Fiotti di fuoco descrivevano archi nell’aria, poi cadevano.

«Sorilea,» disse Aviendha piano alla Sapiente più anziana mentre le donne cominciavano a formare i circoli «sono stata appena attaccata nell’accampamento da tre Aiel maschi. La battaglia che stiamo per combattere probabilmente coinvolgerà altri Aiel che lottano per l’Ombra.»

Sorilea si voltò bruscamente, incontrando gli occhi di Aviendha. «Spiega.»

«Ritengo che debba trattarsi degli uomini che abbiamo mandato a uccidere l’Accecatore» disse Aviendha.

Sorilea sibilò piano. «Se è vero, bambina, allora stanotte segnerà grande toh per noi tutti. Toh verso il Car’a’carn, toh verso la terra stessa.»

«Lo so.»

«Fammi sapere» disse Sorilea. «Organizzerò un terzo circolo; forse facendo unire alcune di quelle Cercavento fuori servizio.»

Aviendha annuì, poi accettò il controllo del circolo quando le venne passato. Aveva tre Aes Sedai che si erano votate a Rand e due Sapienti. Su suo ordine, Flinn non si unì al circolo. Voleva che lui stesse in guardia, in cerca di segnali di uomini che incanalassero, pronto a indicare la direzione, ed essere in un circolo avrebbe potuto renderglielo impossibile.

Si avviarono come una squadra di sorelle di lancia. Superarono capannelli di Difensori tairenesi che si mettevano corazze brunite sopra uniformi con ampie maniche a strisce. In un gruppo, trovò Re Darlin che urlava ordini.

«Un momento» disse alle altre, affrettandosi verso il Tairenese.

«...tutti quanti!» diceva Darlin ai suoi comandanti. «Non lasciate che le prime linee si indeboliscano! Non possiamo permettere che quei mostri dilaghino nella valle!» Pareva che fosse stato svegliato dall’attacco, poiché era vestito solo con i pantaloni e una maglia bianca. Un servitore scarmigliato gli porse la giacca, ma il Re, distratto da un messaggero, si voltò dall’altra parte.

Quando Darlin vide Aviendha, le fece cenno con urgenza di avvicinarsi. Il servitore sospirò, abbassando la giacca.

«Non avrei immaginato che avrebbero attaccato stanotte» disse Darlin, poi lanciò un’occhiata al cielo. «O meglio stamattina. I rapporti degli esploratori sono così confusi che mi sembra di essere stato gettato in un pollaio pieno di galline impazzite e che mi sia stato detto di acchiappare quella con un’unica penna nera.»

«Quei rapporti,» disse Aviendha «menzionano gli Aiel maschi che combattono per l’Ombra? Potenzialmente in grado di incanalare?»

Darlin si voltò bruscamente. «È vero?»

«Sì.»

«E i Trolloc stanno spingendo con tutto quello che hanno per entrare a forza nella valle» disse Darlin. «Se quei Signori del Terrore aiel iniziano ad attaccare le nostre truppe, non avremo la minima possibilità a meno che voi non siate lì a tenerli a bada.»

«Ci stiamo muovendo» disse Aviendha. «Manda a chiamare Amys e Cadsuane per creare passaggi. Ma ti avverto. Ho trovato un Signore del Terrore che si era intrufolato vicino alla tua tenda...»

Darlin impallidì. «Come Ituralde... Luce, non mi hanno toccato. Lo giuro. Io...» Si portò una mano alla testa. «Di chi possiamo fidarci se non possiamo fidarci delle nostre stesse menti?»

«Dobbiamo rendere la danza delle lance il più semplice possibile» disse Aviendha. «Va’ da Rhuarc, raduna i condottieri. Pianifica come affronterete l’Ombra assieme, non lasciare che un uomo solo controlli la battaglia... E metti in atto i tuoi piani; non lasciare che vengano cambiati.»

«Questo potrebbe condurre al disastro» disse Darlin. «Se non abbiamo flessibilità...»

«Cosa dev’essere cambiato?» chiese Aviendha in tono cupo. «Teniamo la posizione. La teniamo con tutto ciò che abbiamo. Non retrocediamo. Non tentiamo nulla di scaltro. Difendiamo e basta.»