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Uno urlò ai suoi uomini di ripiegare, spronandoli a muoversi e ritardando solo il tempo sufficiente ad afferrare un uomo ferito sotto il braccio e aiutarlo ad allontanarsi. Non mise più in discussione l’ordine di ritirarsi dalle Alture. Era il miglior dannatissimo ordine che un uomo avesse mai dato!

Logain Ablar lasciò andare l’Unico Potere. Era in piedi accanto al Mora, sotto le Alture, e percepiva gli attacchi su in alto.

Lasciar andare l’Unico Potere era una delle cose più difficili che avesse mai fatto. Più difficile della decisione di nominarsi Drago, più difficile che trattenersi dallo strangolare Taim durante i loro primi giorni assieme alla Torre Nera.

Il Potere scivolò via da lui, come se le sue vene fossero state aperte e si stesse dissanguando sul terreno. Prese un respiro profondo. Trattenere così tanto Unico Potere — quello di trentanove persone in un circolo — era stato inebriante. Lasciarlo andare gli ricordò quando era stato domato, quando il Potere gli era stato sottratto. Quando ogni respiro lo aveva incoraggiato a trovare un coltello e a tagliarsi la gola.

Sospettava che fosse questa la sua follia: il terrore che lasciar andare l’Unico Potere gliel’avesse fatto perdere per sempre.

«Logain?» chiese Androl.

Logain voltò la testa verso l’uomo più basso e i suoi compagni. Erano leali. Logain non sapeva perché, ma erano leali. Tutti quanti. Sciocchi. Sciocchi fedeli.

«Riesci a percepirlo?» chiese Androl. Gli altri — Canler, Emarin, Jonneth — stavano fissando le Alture. Il Potere rilasciato lì… era straordinario.

«Demandred» disse Emarin. «Dev’essere lui.»

Logain annuì lentamente. Un tale potere… Perfino uno dei Reietti non poteva essere così forte. Doveva avere con sé un sa’angreal dalla potenza immensa.

Con uno strumento del genere, sussurravano i suoi pensieri, nessun uomo o donna potrebbe sottrarti mai più il Potere.

Taim l’aveva fatto, durante la prigionia di Logain. Lo aveva tenuto prigioniero, schermato, incapace di toccare l’Unico Potere. I tentativi di Convertirlo erano stati dolorosi, devastanti. Ma essere senza saidin

Forza, pensò, osservando quell’incanalare così potente. Il desiderio di essere forte quasi soffocava il suo odio per Taim.

«Per ora non lo affronteremo» disse Logain. «Dividetevi nelle squadre preordinate.» Quelle comprendevano una donna e cinque o sei uomini ciascuna. La donna e due uomini potevano formare un circolo, mentre gli altri fornivano supporto. «Daremo la caccia ai traditori della Torre Nera.»

Pevara, in piedi al fianco di Androl, sollevò un sopracciglio. «Intendi andare già a dare la caccia a Taim? Cauthon non ti voleva qui per aiutare a muovere gli uomini?»

«L’ho messo in chiaro con Cauthon» disse Logain. «Non passerò questa battaglia a spostare soldati per il campo. Per quanto riguarda gli ordini, abbiamo una direttiva dal Drago Rinato in persona.»

Rand al’Thor li aveva definiti i suoi ‘ultimi’ ordini per loro, un messaggio recapitato con un piccolo angreal di un uomo che impugnava una spada. L’Ombra ha rubato i sigilli della prigione del Tenebroso. Trovateli. Se potete, vi prego, trovateli.

Durante la prigionia, Androl aveva sentito quello che pensava fosse Taim vantarsi dei sigilli. Era la loro unica pista. Logain guardò in lontananza. Le loro forze si stavano ritirando dalle Alture. Logain non poteva vedere lo schieramento di Draghi da dove si trovava, ma le dense colonne di fumo non promettevano bene per la loro sicurezza.

È comunque lui a dare gli ordini, pensò Logain. Sono ancora intenzionato a obbedirvi?

Per la possibilità di una vendetta contro Taim? Sì, avrebbe seguito gli ordini di Rand al’Thor. Una volta non lo avrebbe messo in discussione così tanto. Quello era stato prima della prigionia e della tortura.

«Andate» disse Logain ai suoi Asha’man. «Avete letto ciò che ha scritto il Lord Drago. Dobbiamo recuperare i sigilli a tutti i costi. Non c’è nulla di più importante. Dobbiamo sperare che sia davvero Taim ad averli. Badate a segni di uomini che incanalano, date loro la caccia e uccideteli.»

Non aveva importanza se quegli uomini che incanalavano fossero stati Sharani. Gli Asha’man avrebbero aiutato comunque in questa battaglia eliminando gli incanalatori nemici. Avevano discusso quella tattica in precedenza. Quando avessero percepito uomini incanalare, potevano usare dei balzi con passaggi per individuarne la posizione, poi cercare di sorprenderli e attaccarli.

«Se vedete uno degli uomini di Taim,» disse Logain «cercate di catturarlo in modo da potergli cavare dove Taim ha situato la sua base.» Fece una pausa. «Se siamo fortunati, il M’Hael in persona sarà qui. Badate che potrebbe portare con sé i sigilli; non sarebbe bene distruggerli con un attacco. Se lo vedete, tornate e riferitemi dove si trova.»

Le squadre di Logain si allontanarono. Lo lasciarono con Gabrelle, Arei Malevin e Karldin Manfor. Era un bene che almeno alcuni dei suoi uomini più abili fossero stati assenti dalla Torre durante il tradimento di Taim.

Gabrelle guardò Logain con occhi impassibili. «E Toveine?» chiese.

«La uccideremo se la troviamo.»

«È così semplice per te?»

«Sì.»

«Gabrelle, se fossi in lei preferiresti vivere? Vivere e servire lui

La donna chiuse la bocca, le labbra serrate in una linea. Aveva ancora paura di lui; Logain poteva percepirlo. Bene.

Era questo che desideravi, sussurrò la sua mente, quando innalzasti lo stendardo del Drago? Quando cercasti di salvare l’umanità? Lo facesti per essere temuto? Odiato?

Ignorò quella voce. Le uniche volte che aveva realizzato qualcosa nella vita erano state quando era stato temuto. Era l’unico vantaggio che aveva avuto contro Siuan e Leane. Il Logain primordiale, quel qualcosa dentro di lui che lo spingeva a vivere, aveva bisogno che la gente lo temesse.

«Riesci a percepirla?» chiese Gabrelle.

«Ho sciolto il vincolo.»

La sua invidia fu brusca e immediata. Lo sconcertò. Logain aveva pensato che il loro ruolo assieme stesse cominciando a piacerle, o almeno che lo sopportasse.

Ma, naturalmente, era tutta una recita per provare a manipolarlo. Era così che agivano le Aes Sedai. Sì, aveva percepito lussuria da lei in precedenza, forse perfino affetto. Non era certo di potersi fidare di ciò che pensava di percepire. Pareva che, nonostante tutto ciò che aveva fatto per essere forte e libero, avessero tirato i suoi fili fin da quando era un giovincello.

Incanalando, Demandred irradiava forza. Un tale potere.

Un boato fragoroso risuonò dalle Alture. Logain rise, gettando la testa all’indietro. Corpi furono scaraventati in aria come foglie dalle Alture.

«Collegatevi a me!» ordinò a quelli rimasti con lui. «Unitevi a me in un circolo e diamo la caccia al M’Hael e ai suoi uomini. Volesse la Luce che riuscissi a trovarlo: il mio desco merita solo la carne migliore, il capobranco in persona!»

Dopodiché… Chi lo sapeva? Aveva sempre voluto mettersi alla prova contro uno dei Reietti. Logain afferrò di nuovo la Fonte, trattenendo saidin che si dibatteva come un serpente che stesse cercando di morderlo. Usò il suo angreal per attingerne altro, e poi il Potere dagli altri fluì dentro di lui. Rise più forte.

Gawyn si sentiva stanco. Una settimana di preparativi di norma sarebbe stata un riposo, ma quel giorno si sentiva come se avesse camminato per decine di leghe.

Non c’era modo di evitarlo. Concentrò la propria attenzione verso il passaggio sul tavolo di fronte a lui, che dava sul campo di battaglia. «Sei certa che non riescano a vederlo?» chiese a Yukiri.

«Ne sono certa» ribatté lei. «È stato provato in modo approfondito.»