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«Ora» disse Rand, respirando a fondo e cercando di scacciare l’orrore di ciò che aveva visto. «Ora io mostrerò a te cosa accadrà.»

Bryne si inchinò. «Gli uomini sono in posizione, Madre.»

Egwene prese un respiro profondo. Mat aveva mandato le forze della Torre Bianca oltre il letto del fiume asciutto sotto il guado e attorno al lato occidentale degli acquitrini; era tempo che Egwene si unisse a loro. Lei esitò per un istante, guardando attraverso il passaggio verso il centro di comando di Mat. Egwene incontrò gli occhi della donna seanchan dall’altra parte del tavolo, dove sedeva imperiosa sul trono.

Non ho ancora finito con te, pensò Egwene.

«Andiamo» disse, voltandosi e facendo cenno a Yukiri di chiudere il passaggio per l’edificio di Mat. Tastò il sa’angreal di Vora con una mano mentre usciva a grandi passi dalla sua tenda.

Esitò quando vide qualcosa lì. Qualcosa di lieve, sul terreno. Un reticolo di minuscole fratture sulle rocce. Si chinò.

«Ce ne sono sempre di più in giro, Madre» disse Yukiri, abbassandosi accanto a lei. «Pensiamo che, quando i Signori del Terrore incanalano, le fratture possano diffondersi. In particolare se viene usato il Fuoco Malefico…»

Egwene le percepiva. Anche se al tocco parevano normali crepe, davano su un puro nulla. Un nero fin troppo intenso per essere generato da semplici fratture con ombre della luce.

Egwene intessé. Tutti e cinque i Poteri assieme, per saggiare le crepe. Sì…

Non era del tutto certa di ciò che faceva, ma il flusso in formazione coprì le crepe come una benda. L’oscurità svanì, lasciandosi dietro solo fratture normali… e una sottile pellicola di cristalli.

«Interessante» disse Yukiri. «Cos’era quel flusso?»

«Non lo so» rispose Egwene. «Ho percepito che era quello giusto. Gawyn, hai…» Si interruppe.

Gawyn.

Egwene si mise dritta con un sussulto. Si ricordava vagamente che aveva lasciato la tenda di comando per prendere una boccata d’aria. Quanto tempo era passato? Si voltò lentamente, percependo dove si trovava. Il legame le permetteva di individuare la direzione. Si fermò quando era puntata verso di lui.

Stava guardando verso il letto del fiume, poco più su rispetto al guado, dove Mat aveva posizionato le forze di Elayne.

Oh, Luce

«Cosa?» domandò Silviana.

«Gawyn è andato a combattere» disse Egwene, mantenendo la voce calma con un certo sforzo. Quello zuccone idiota! Non poteva aspettare un’ora o due finché le sue armate non fossero state in posizione? Egwene sapeva che era impaziente di combattere, ma avrebbe almeno dovuto chiederglielo!

Bryne gemette piano.

«Mandate qualcuno a prenderlo» disse Egwene. Adesso la sua voce era fredda, arrabbiata. Non poteva renderla diversa. «A quanto pare si è unito alle armate andorane.»

«Lo farò io» disse Bryne, una mano sulla spada e l’altro braccio sollevato verso uno degli stallieri. «Non mi può essere affidato il comando degli eserciti, ma almeno questo posso farlo.»

Aveva senso. «Porta con te Yukiri» disse lei. «Una volta trovato il mio sciocco Custode, Viaggiate da noi a ovest degli acquitrini.»

Bryne si inchinò, poi si ritirò. Siuan lo osservò, esitante.

«Puoi andare con lui» disse Egwene.

«È lì che hai bisogno di me?» chiese Siuan.

«In effetti…» Egwene abbassò la voce. «Voglio che qualcuno si unisca a Mat e all’imperatrice seanchan e ascolti con orecchie abituate a udire ciò che non viene detto.»

Siuan annuì, e nella sua espressione c’era approvazione… Perfino rispetto. Egwene era Amyrlin; non aveva bisogno di nessuna delle due cose da Siuan, eppure ciò alleviò un poco della sua fatica devastante.

«Sembri divertita» disse Egwene.

«Quando Moiraine e io abbiamo deciso di trovare il ragazzo,» disse Siuan «non avevo idea che il Disegno ci avrebbe mandato anche te.»

«Il tuo rimpiazzo?» disse Egwene.

«Quando una Regina invecchia,» disse Siuan «comincia a pensare alla sua eredità. Luce, ogni donna di una certa età probabilmente inizia a pensare le stesse cose. Avrà una erede che possa mantenere ciò che ha creato? Più una donna cresce in saggezza, più si rende conto che ciò che può realizzare da sola impallidisce a paragone di ciò che può realizzare il suo retaggio.

«Ebbene, suppongo di poterti reclamare del tutto come mia e non ero esattamente lieta che qualcuno mi succedesse. Ma è… rassicurante sapere che ho avuto una parte nel plasmare ciò che verrà. E se una donna deve desiderare un retaggio, non potrebbe sognarne uno migliore di te. Grazie. Sorveglierò questa donna seanchan per te e forse aiuterò Min a sfuggire alla rete per pesa zannuti in cui si è ritrovata.»

Siuan si allontanò, chiedendo a Yukiri di crearle un passaggio prima di andare con Bryne. Egwene sorrise, osservandola dare un bacio al generale. Siuan. Che badava un uomo davanti a tutti.

Silviana incanalò ed Egwene montò in sella a Dashar mentre un passaggio si apriva per loro. Abbracciò la Fonte, tenendo il sa’angreal di Vora davanti a sé, e si avviò al trotto dietro un gruppo di Guardie della Torre. Venne assalita immediatamente dalla puzza di fumo.

L’Alto Capitano Chubain la attendeva dall’altra parte. L’uomo dai capelli scuri le aveva sempre dato l’impressione di essere troppo giovane per il suo ruolo, ma Egwene immaginava che non tutti i comandanti dovessero essere brizzolati come Bryne. Dopotutto, stavano affidando questa battaglia a un uomo che aveva solo qualche anno più di lei, ed Egwene stessa era l’Amyrlin più giovane che ci fosse mai stata.

Egwene si voltò verso le Alture e scoprì di poterle vedere a malapena attraverso i fuochi che ardevano lungo il pendio e il margine orientale degli acquitrini.

«Cos’è successo?» chiese.

«Frecce infuocate» disse Chubain «tirate dalle nostre forze al fiume. Sulle prime pensavo che Cauthon fosse pazzo, ma ora posso vedere come ragiona. Ha fatto tirare contro i Trolloc per incendiare i campi lì sulle Alture e alla base per darci copertura. Il sottobosco laggiù è secco e friabile come legna secca. I fuochi hanno indotto i Trolloc e la cavalleria sharana a risalire il pendio per adesso. E penso che Cauthon conti sul fatto che il fumo offuscherà i nostri movimenti per gli acquitrini.»

L’Ombra avrebbe saputo che qualcuno si stava muovendo qui, ma quante truppe e in quale configurazione… Si sarebbero dovuti affidare a esploratori, invece che al punto elevato in cima alle Alture.

«I nostri ordini?» chiese Chubain.

«Non te l’ha detto?» domandò Egwene.

Lui scosse il capo. «Ci ha fatto mettere semplicemente in posizione qui.»

«Noi proseguiamo su per il lato occidentale dell’acquitrino e cogliamo gli Sharani da dietro» disse lei.

Chubain grugnì. «Questo significa frammentare parecchio le forze. E li assale sulle Alture dopo avergliele lasciate?»

Egwene non aveva una risposta a quella obiezione. Be’, era stata lei — a tutti gli effetti — a mettere Mat al comando. Lanciò un’altra occhiata verso gli acquitrini, nella direzione da cui percepiva Gawyn. Doveva essere impegnato a combattere al…

Egwene esitò. La sua posizione precedente le aveva permesso di percepire Gawyn in direzione del fiume, ma dopo aver attraversato il passaggio aveva una percezione migliore della sua posizione. Lui non era al fiume con gli eserciti di Elayne.

Gawyn era sulle Alture stesse, dove l’Ombra aveva concentrato le forze.

Oh, Luce!, pensò. Gawyn… Cosa stai facendo?

Gawyn avanzò a grandi passi attraverso il fiume. Viticci neri si arricciavano attorno a lui e il calore dell’erba fumante gli riscaldava gli stivali, ma il fuoco si era quasi estinto in cima alle Alture, lasciando il terreno scuro di cenere.

Corpi e alcuni Draghi rotti giacevano anneriti, come cumuli di scorie di ferro o carbone. Gawyn sapeva che a volte, per rinnovare un campo, i contadini bruciavano le erbacce dell’anno precedente. Il mondo stesso era in fiamme ora. Mentre scivolava attraverso il mulinante fumo nero — con il fazzoletto inumidito e legato sulla faccia — pregò per un rinnovamento.