Gawyn balzò in avanti, tagliando la sella di Demandred. Così veloce. Questi anelli gli permettevano di reagire mentre Demandred lo stava ancora fissando in preda alla confusione.
La sella si staccò e Gawyn conficcò il coltello nel fianco del cavallo. L’animale urlò e si imbizzarrì, gettando Demandred all’indietro, con sella e tutto quanto.
Gawyn balzò, il coltello insanguinato proteso, mentre il cavallo schizzava via e gli arcieri sharani urlavano. Fu sopra Demandred, il coltello sollevato a due mani.
Il corpo del Reietto sussultò all’improvviso e l’uomo fu spinto di lato. Aria soffiò per il terreno annerito, depositandolo in piedi con un tintinnio, la spada sfoderata. Il Reietto si accucciò e lasciò andare un altro flusso: Gawyn percepì l’aria roteare accanto a lui, come se fili fatti con essa avessero cercato di afferrarlo. Ma era troppo veloce ed era evidente che a Demandred risultava difficile colpirlo a causa degli anelli.
Gawyn indietreggiò e passò il coltello alla mano sinistra, sfoderando la spada con la destra.
«Dunque,» disse Demandred «un sicario. E Lews Therin ha sempre parlato dell’‘onore’ di affrontare un uomo faccia a faccia.»
«Non sono stato mandato dal Drago Rinato.»
«Con l’Ombra della Notte che ti circonda, un flusso che nessuno di quest’Epoca ricorda? Sai che ciò che Lews Therin ti ha fatto ti spillerà la vita? Sei morto, omiciattolo.»
«Allora puoi unirti a me nella tomba» disse Gawyn.
Demandred si mise in piedi, prendendo la spada a due mani in una posa da battaglia che Gawyn non conosceva. Pareva in grado di individuarlo in qualche modo, malgrado gli anelli, ma le sue reazioni erano un pelo più lente di quanto sarebbero dovute essere.
‘Boccioli di melo al vento’, con tre rapidi colpi, costrinse Demandred a indietreggiare. Diversi Sharani vennero avanti con le spade, ma Demandred sollevò una mano guantata per tenerli lontani. Non sorrise a Gawyn — pareva che quest’uomo non sorridesse mai — ma eseguì qualcosa di simile a ‘fulmine con tre punte’. Gawyn rispose con ‘il cinghiale si precipita dalla montagna’.
Demandred era abile. Con il vantaggio fornito dagli anelli, Gawyn sfuggì a malapena alla risposta di Demandred. I due danzarono per un piccolo cerchio di terreno con gli Sharani lì ad assistere. Boati distanti lanciavano sfere di ferro contro il fianco della collina, facendo tremare la terra. C’erano solo pochi Draghi che ancora sparavano, ma parevano concentrati su questa posizione.
Gawyn grugnì, gettandosi in ‘la tempesta scuote il ramo’, cercando di spingersi all’interno della guardia di Demandred. Gli sarebbe servito arrivare vicino e conficcare la spada nell’ascella oppure tra le giunture dell’armatura di monete.
Demandred rispondeva con abilità ed eleganza. Presto Gawyn si ritrovò a sudare sotto la cotta di maglia. Si sentiva più veloce di quanto fosse mai stato, le sue reazioni come i movimenti guizzanti di un colibrì. Eppure, per quanto tentasse, non riusciva a portare a segno un colpo.
«Chi sei, omiciattolo?» ringhiò Demandred, indietreggiando con la spada sollevata al suo fianco. «Combatti bene.»
«Gawyn Trakand.»
«Il fratellino della Regina» disse Demandred. «Ti rendi conto di chi sono io.»
«Un assassino.»
«E il tuo Drago non ha mai assassinato nessuno?» disse Demandred. «Tua sorella non ha mai ucciso per mantenere, o meglio per conquistare, il trono?»
«È diverso.»
«Così dicono tutti.» Demandred venne avanti. Le sue forme di spada erano flessuose, la schiena sempre dritta ma rilassata, e usava gli ampi movimenti di un ballerino. Aveva il dominio assoluto della sua arma; Galad non aveva sentito che Demandred fosse noto per la sua maestria con la spada, ma era abile come qualunque altro Gawyn avesse mai affrontato. Meglio, per la verità.
Gawyn eseguì ‘il gatto danza sul muro’, una forma della spada bellissima e ampia, adatta a quella di Demandred. Poi si tuffò in avanti con ‘la lingua del serpente danza’, sperando che la forma precedente avesse indotto Demandred a lasciar passare un affondo.
Qualcosa andò a sbattere contro Gawyn, gettandolo a terra. Rotolò, rimettendosi in posizione accucciata. Il suo respiro divenne affannoso. Non provava dolore grazie agli anelli, ma probabilmente aveva una costola rotta.
Una roccia, pensò Gawyn. Ha incanalato e mi ha colpito con una roccia. Demandred aveva problemi a colpire Gawyn con dei flussi a causa delle ombre, ma qualcosa di grosso poteva essere lanciato verso le ombre e centrarlo comunque.
«Tu imbrogli» disse Gawyn con un sogghigno.
«Imbrogliare?» chiese Demandred. «Esistono regole, piccolo spadaccino? A quanto ricordo, tu hai cercato di pugnalare me alle spalle mentre eri nascosto in un manto d’oscurità.»
Gawyn inspirò ed espirò, tenendosi il fianco. La sfera di ferro di un Drago cadde con un tonfo sul terreno a poca distanza, poi esplose. Lo scoppio fece a pezzi alcuni Sharani e il loro corpo fece da scudo a Gawyn e Demandred per la parte peggiore della detonazione. Piovve terra come uno schizzo di spuma sul ponte di una nave. Almeno uno dei Draghi funzionava ancora.
«Mi hai definito un assassino,» disse Demandred «e lo sono. Sono anche il tuo salvatore, che tu lo voglia o no.»
«Tu sei pazzo.»
«Non credo proprio.» Demandred gli girò attorno, tagliando l’aria con alcuni fendenti della spada. «Quell’uomo che segui, Lews Therin Telamon, lui è pazzo. Pensa di poter sconfiggere il Sommo Signore. Non può. Questo è un semplice fatto.»
«Vorresti che ci unissimo all’Ombra, invece?»
«Sì.» Gli occhi di Demandred erano freddi. «Se uccido Lews Therin, nella vittoria mi sarà dato il diritto di ricreare il mondo come desidero. Al Sommo Signore non importa nulla del dominio. L’unico modo per proteggere questo mondo è distruggerlo e mettere al riparo la sua gente. Non è quello che il tuo Drago afferma di poter fare?»
«Perché continui a chiamarlo il mio Drago?» disse Gawyn, poi sputò sangue da un lato. Gli anelli… lo spingevano in avanti. I suoi arti pulsavano con forza, energia. Combatti! Uccidi!
«Tu lo segui» disse Demandred.
«Non è così.»
«Menzogne» disse Demandred. «O forse sei stato semplicemente abbindolato. So che Lews Therin comanda questo esercito. Sulle prime non ne ero certo, ma ora sì. Quel flusso attorno a te ne è la prova, ma ne ho una migliore. Nessun generale mortale ha un’abilità tale come questo giorno ha mostrato; sto affrontando un vero maestro del campo di battaglia. Forse Lews Therin indossa la Maschera degli Specchi, o forse comanda inviando messaggi a questo Cauthon tramite l’Unico Potere. Non ha importanza, io vedo la verità. Quest’oggi gioco a dadi con Lews Therin.
«Sono sempre stato io il generale migliore. Lo dimostrerò qui. Te lo farei riferire a Lews Therin, ma non vivrai abbastanza, piccolo spadaccino. Preparati.» Demandred sollevò la spada.
Gawyn si mise dritto, lasciando cadere il pugnale e impugnando la spada a due mani. Demandred avanzò a grandi passi verso di lui, usando forme che erano diverse da quelle che Gawyn conosceva. Erano ancora abbastanza familiari perché potesse controbattere, ma nonostante la sua velocità superiore, Demandred intercettò la sua spada più e più volte e la deviò di lato senza il minimo danno.
L’uomo non colpì. Si limitò a muoversi, i piedi divaricati, la spada impugnata a due mani, deflettendo tutti gli attacchi che Gawyn gli scagliava contro. ‘La colomba prende il volo’, ‘la foglia cadente’, ‘carezza del leopardo’. Gawyn digrignò i denti, ringhiando attraverso di essi. Gli anelli sarebbero dovuti bastare. Perché non erano sufficienti?
Gawyn indietreggiò, poi si tuffò all’indietro quando un’altra pietra fu scagliata verso di lui. Lo mancò di pochi pollici. Grazie alla Luce ho questi anelli, pensò.
«Combatti con abilità» disse Demandred «per uno di quest’Epoca. Ma impugni ancora la tua spada, omiciattolo.»