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Erano bravi uomini. Forse troppo bravi. Mentre cavalcavano, Rajar accostò il suo destriero a quello di Gawyn. Solo pochi mesi fa, Rajar era stato un giovane. Ma ora Gawyn non poteva pensare a lui se non come a un soldato. Un veterano. Alcuni uomini accumulavano esperienza attraverso gli anni passati a vivere. Altri nel corso di mesi passati a guardare i loro amici morire.

Lanciando un’occhiata verso l’alto, Gawyn non vide le stelle. Gli nascondevano le loro facce dietro quelle nubi. Come Aiel dietro veli neri. «Dove abbiamo sbagliato, Rajar?» chiese Gawyn mentre cavalcavano.

«Sbagliato, lord Gawyn?» domandò Rajar. «Non so se abbiamo fatto qualcosa di sbagliato. Non avremmo potuto sapere quali villaggi quella pattuglia avrebbe scelto di ispezionare, o che non avrebbero svoltato lungo la vecchia strada carrettiera, come tu speravi. Alcuni degli uomini possono essere confusi, ma è stato giusto ritirarsi.»

«Non stavo parlando della scorreria» disse Gawyn, scuotendo il capo. «Sto parlando di tutta questa maledetta situazione. Tu non avresti dovuto partecipare a razzie di cibo o passare il tuo tempo a uccidere esploratori. A quest’ora saresti dovuto diventare un Custode per una nuova Aes Sedai.» E io dovrei essere di nuovo a Caemlyn, con Elayne.

«La Ruota tesse come vuole» replicò l’uomo più basso.

«Be’, la Ruota ha intessuto noi in un buco» borbottò Gawyn, lanciando un’occhiata ancora una volta al cielo coperto. «Ed Elaida non sembra propensa a tirarcene fuori.»

Rajar guardò Gawyn con aria di rimprovero. «I metodi della Torre Bianca sono solo i suoi, lord Gawyn, così come le sue motivazioni. Non spetta a noi metterli in discussione. A cosa serve un Custode che contesta gli ordini della sua Aes Sedai? È un ottimo modo per farli uccidere entrambi, ecco cos’è.»

Tu non sei un Custode, Rajar. Questo è il problema! Gawyn non disse nulla. Nessuno degli altri Cuccioli pareva tormentato da queste domande. Per loro il mondo era molto più semplice. Facevi quello che la Torre Bianca e l’Amyrlin Seat comandavano. E non aveva importanza se quegli ordini parevano fatti apposta per farti ammazzare.

Trecento giovani contro una forza di oltre cinquantamila veterani, comandati da Gareth Bryne in persona? Che fosse la volontà dell’Amyrlin o no, quella era una trappola mortale. L’unica ragione per cui i Cuccioli erano sopravvissuti così a lungo era per via della familiarità di Gawyn con i comportamenti del suo insegnante. Lui sapeva dove Bryne avrebbe mandato pattuglie ed esploratori in avanscoperta, e sapeva come evitare i suoi schemi di ricerca.

Era comunque uno sforzo inutile. Gawyn non aveva nemmeno lontanamente le truppe necessarie per esercitare una vera forza di disturbo, in particolare con Bryne trincerato nel suo assedio. Oltre a quello, c’era il considerevole problema della completa mancanza di una linea di approvvigionamento per quell’esercito. Dove si procuravano il cibo? Compravano provviste dai villaggi circostanti, ma nemmeno il necessario per sfamare loro stessi. Come potevano mai aver portato tutto il necessario mentre si muovevano ancora tanto rapidamente da essere comparsi, senza preavviso, nel mezzo dell’inverno?

Gli attacchi di Gawyn erano quasi insignificanti. Era abbastanza per far pensare che l’Amyrlin non volesse altro che lui e gli altri Cuccioli stessero fuori dai piedi. Prima dei Pozzi di Dumai, Gawyn aveva sospettato che fosse così. Ora ne stava diventando certo. Eppure continuo a seguire i suoi ordini, pensò fra se.

Scosse il capo. Gli esploratori di Bryne si stavano avvicinando pericolosamente alla sua base delle operazioni, e Gawyn non poteva rischiare di ucciderne altri senza farsi scoprire. Era tempo di tornare a Dorian. Forse le Aes Sedai lì avrebbero avuto un suggerimento su come procedere.

Si rannicchiò sul suo baio e continuò a cavalcare nella notte. Per la Luce, come vorrei poter vedere le stelle, pensò.

5

Una storia di sangue

Rand attraversò il prato calpestato del maniero, con gli stendardi che sventolavano davanti a lui, le tende che lo circondavano, cavalli che nitrivano ai loro picchetti lontano sul lato ovest. Nell’aria aleggiavano gli odori di un accampamento militare efficiente: il fumo e l’aroma dei pentoloni erano molto più forti dell’occasionale zaffata di letame di cavallo o di un corpo non lavato.

Gli uomini di Bashere mantenevano un campo ordinato, affaccendati con le centinaia di piccoli compiti che consentivano a un esercito di funzionare: affilare spade, oliare cuoio, rammendare selle, andare a prendere acqua al torrente. Alcuni si esercitavano nelle cariche sulla sinistra, verso il lato più lontano del prato, nello spazio fra le file di tende e gli alberi storti che crescevano lungo il torrente. Gli uomini reggevano lance scintillanti parallele al terreno mentre i loro cavalli calpestavano un lungo tratto di terreno fangoso. Quelle manovre non solo mantenevano affinate le loro capacità , ma esercitavano anche i cavalli.

Come sempre, Rand era contornato da frotte di attendenti. Le Fanciulle erano le sue guardie, e le Aiel osservavano i Saldeani con circospezione. Accanto a lui c’erano diverse Aes Sedai. Gli stavano sempre attorno, adesso. Il Disegno non aveva posto per la sua insistenza di un tempo sul fatto che tutte le Aes Sedai venissero tenute a debita distanza. Tesseva come voleva, e l’esperienza aveva dimostrato che Rand aveva bisogno di queste Aes Sedai. Quello che lui voleva non aveva più importanza. Ora lo capiva.

Era un piccolo sollievo che molte di queste Aes Sedai nel suo accampamento gli avessero giurato fedeltà. Tutti sapevano che le Aes Sedai seguivano i loro giuramenti a loro modo, e sarebbero state loro a decidere cosa la loro ‘fedeltà’ a lui avrebbe richiesto.

Elza Penfell — che lo accompagnava quest’oggi — era una di quelle che si erano votate a lui. Apparteneva all’Ajah Verde, e aveva un viso che poteva essere considerato grazioso, se uno non avesse riconosciuto l’aspetto senza età che la contrassegnava come Aes Sedai. Era piacevole, per essere una Aes Sedai, malgrado il fatto che aveva contribuito a rapire Rand e a rinchiuderlo in una cassa per giorni, solo per tirarlo fuori di tanto in tanto per picchiarlo.

In fondo alla sua mente, Lews Therin mugugnò.

Era tutto passato. Elza aveva giurato. Questo era sufficiente per permettere a Rand di servirsene. L’altra donna che lo accompagnava oggi era meno prevedibile; era un membro del seguito di Cadsuane. Corele Hovian — una Gialla magra con occhi azzurri, capelli scuri incolti e sempre sorridente — non era vincolata in alcun giuramento di fare come lui ordinava. Malgrado questo, Rand provava la tentazione di fidarsi di lei, dal momento che una volta aveva cercato di salvargli la vita. Era solo grazie a lei, Samitsu e Damer Flinn che Rand era sopravvissuto. Una delle due ferite inguaribili sul fianco di Rand — un dono del pugnale maledetto di Padan Fain — rimaneva come ricordo di quel giorno. Il costante dolore di quel male purulento sovrastava l’eguale dolore di una ferita più vecchia al di sotto, quella che era stata inferta a Rand durante il combattimento contro Ishamael così tanto tempo fa.

Presto una di quelle ferite avrebbe versato il sangue di Rand sulle rocce di Shayol Ghul… o forse entrambe. Non era certo se sarebbero state quelle a ucciderlo; col numero e la varietà di diversi fattori che competevano per togliere la vita a Rand, perfino Mat non avrebbe saputo su quale scommettere.

Non appena Rand pensò a Mat, i colori turbinarono nella sua visuale, formando l’immagine di un uomo dal fisico asciutto e gli occhi castani che indossava un cappello a tesa larga e gettava i dadi davanti a una piccola folla di soldati. Mat stava sogghignando e pareva fare il gradasso, cosa non insolita, anche se pareva che non ci fossero monete che cambiavano di mano per i suoi lanci.

Le visioni giungevano ogni volta che pensava a Mat o a Perrin, e Rand aveva smesso di scacciarle. Non sapeva cosa provocasse la comparsa delle immagini; probabilmente la sua natura di ta’veren interagiva con gli altri due ta’veren del suo villaggio natale. Qualunque cosa fosse, la sfruttava. Solo un altro strumento. Pareva che Mat fosse ancora con la Banda, ma non era più accampato in una terra boscosa. Era difficile da distinguere dall’angolazione, ma pareva essere fuori da una città da qualche parte. Perlomeno c’era un’ampia strada poco lontano. Era da qualche tempo che Rand non vedeva più la donna piccola e dalla carnagione scura che stava assieme a Mat. Chi era? Dov’era andata?