Nynaeve si fermò sul confine fra i Saldeani e il nuovo accampamento aiel. Dei soldati che portavano lance si inchinarono a lei per rispetto. Aiel in marrone e verde si aggiravano rapidi per il prato, muovendosi fluidi come acqua. Donne in azzurro e verde portavano il bucato dal torrente accanto al maniero. Gli aghi dei pini fremevano al vento. L’accampamento era affaccendato come il prato del villaggio a Bel Tine. Da che parte era andata Cadsuane?
Nynaeve percepì qualcuno incanalare a nordest. Sorrise, avviandosi con passo determinato e la gonna gialla che frusciava. Doveva trattarsi di una Aes Sedai o di una Sapiente. E infatti presto vide una grande tenda aiel eretta a un angolo del prato. Avanzò verso di essa con la schiena dritta, con i suoi sguardi — o forse la sua reputazione — che incoraggiavano i soldati Saldeani a togliersi di mezzo. Le Fanciulle a guardia dell’entrata non cercarono di fermarla. Dentro c’era Rand, vestilo di rosso e nero, intento a sfogliare mappe su un robusto tavolo di legno, col braccio sinistro tenuto dietro la schiena. Bashere era in piedi al suo fianco, annuendo fra se e studiando una piccola mappa che teneva lì davanti.
Rand alzò gli occhi quando Nynaeve entrò. Quando aveva iniziato a sembrare così simile a un Custode, con quel rapido sguardo di valutazione? Quegli occhi scorgevano ogni minaccia, e il corpo era teso come se si aspettasse un attacco da un momento all’altro. Non avrei mai dovuto lasciare che quella donna lo portasse via dai Fiumi Gemelli, pensò. Guarda cosa gli ha fatto. Nynaeve si accigliò all’istante per la sua stessa idiozia. Se Rand fosse rimasto nei Fiumi Gemelli, sarebbe impazzito e forse li avrebbe distrutti tutti… supponendo, naturalmente, che i Trolloc, i Fade o i Reietti stessi non portassero a termine quel compito per primi. Se Moiraine non fosse venuta a prendere Rand, a quest’ora lui sarebbe morto. E con lui sarebbero scomparse la luce e la speranza per il mondo. Era proprio difficile per Nynaeve abbandonare i propri vecchi pregiudizi.
«Ah, Nynaeve» disse Rand, rilassandosi e voltandosi di nuovo verso le sue mappe. Fece cenno a Bashere di esaminarne una, poi si girò ancora verso di lei. «Stavo per mandarti a chiamare. Rhuarc e Bael sono qui.»
Nynaeve sollevò un sopracciglio, incrociando le braccia. «Ah sì?» chiese infine. «E io che avevo pensato che tutti gli Aiel nell’accampamento volessero dire che eravamo stati attaccati dagli Shaido.»
Il volto di Rand si indurì a quel tono, e gli occhi divennero… pericolosi. Ma poi si rilassò, scuotendo la testa, quasi come per schiarirsi le idee. Qualcosa del vecchio Rand — il Rand che era stato un pastore innocente — parve tornare. «Sì, ma certo che devi averlo notato» disse.
«Sono lieto che tu sia qui. inizieremo non appena i capiclan saranno tornati. Ho insistito che provvedessero a far sistemare la loro gente prima di cominciare.»
Le fece cenno di sedere; c’erano cuscini sul pavimento, ma niente sedie. Gli Aiel le disprezzavano, e Rand voleva che fossero a loro agio. Nynaeve lo squadrò, sorpresa di quanto i suoi stessi nervi fossero tesi. Era solo un paesano zuccone, non aveva importanza quanta influenza avesse ottenuto. Solo un paesano.
Ma Nynaeve non poteva togliersi dalla mente quell’espressione nei suoi occhi, quel guizzo di rabbia. Si diceva che una corona cambiasse molti uomini in peggio. Lei intendeva fare in modo che questo non accadesse a Rand al’Thor, ma in che modo avrebbe potuto farlo se lui all’improvviso avesse deciso di farla imprigionare? Non l’avrebbe fatto, vero? Non Rand. Semirhage ha detto che è pazzo, pensò Nynaeve. Ha detto che… sente voci dalla sua vita passata. È questo che succede quando inclina la testa? Come se sentisse cose che nessun altro può udire?
Rabbrividì. Min era lì nella tenda, naturalmente, seduta in un angolo a leggere un libro, All’indomani della Frattura. Min guardava le pagine con aria fin troppo assorta; aveva ascoltato lo scambio fra Rand e Nynaeve. Cosa pensava dei cambiamenti in lui? Era più vicina a Rand di chiunque altro… Tanto vicina che, se fossero stati tutti quanti a Emond’s Field, Nynaeve avrebbe fatto a entrambi una ramanzina tanto energica da fargli girare la testa. Perfino quando erano a Emond’s Field e lei non era più Sapiente, si era assicurata che Rand fosse al corrente del suo disappunto. La risposta di lui era stata semplice. «Se la sposo, la mia morte le causerà ancora più dolore.»
Un’altra idiozia, naturalmente. Se avevi intenzione di metterti in una situazione di pericolo, non era che una ragione in più per sposarti. Ovviamente. Nynaeve si sedette sul pavimento, sistemando le sue gonne e non pensando di proposito a Lan. Aveva così tanta distanza da coprire e…
E lei doveva accertarsi che le venisse passato il suo legame prima che Lan raggiungesse la Macchia. Per qualunque evenienza.
All’improvviso si mise a sedere dritta. Cadsuane. La donna non era lì; a parte le guardie, la tenda conteneva solo Rand, Nynaeve, Min e Bashere. Era via a pianificare qualcosa che Nynaeve…
Cadsuane entrò. La Aes Sedai dai capelli grigi indossava un semplice abito marrone. Faceva affidamento sulla sua presenza, non sull’abbigliamento, per attirare l’attenzione, e naturalmente la sua chioma scintillava grazie agli ornamenti dorati. Corele entrò dietro di lei. Cadsuane intesse un flusso contro orecchie indiscrete e Rand non obiettò. Avrebbe dovuto farsi valere di piu’: quella donna l’aveva praticamente soggiogato, ed era inquietante tutto quello che lui le lasciava passare. Come interrogare Semirhage. I Reietti erano troppo potenti e pericolosi per essere trattati alla leggera. Avrebbero dovuto quietare Semirhage nel momento stesso in cui l’avevano catturata… anche se l’opinione di Nynaeve a quel riguardo era connessa direttamente alla sua stessa esperienza nel tenere prigioniera Moghedien.
Corele rivolse un sorriso a Nynaeve; tendeva a dispensarli a chiunque. Cadsuane, come al solito, ignorò Nynaeve. Non era un problema. Nynaeve non aveva bisogno della sua approvazione. Cadsuane pensava di poter dare ordini a chiunque perché aveva vissuto più di qualunque altra Aes Sedai. Be’, Nynaeve sapeva per certo che l’età aveva poco a che fare con la saggezza. Cenn Buie era vecchio quanto la pioggia, ma aveva tanto buonsenso quanto un cumulo di pietre.
Molti fra gli altri capi dell’accampamento e Aes Sedai si riversarono dentro la tenda nei minuti successivi; forse Rand aveva davvero inviato dei messaggeri e avrebbe mandato a chiamare Nynaeve. I nuovi arrivati includevano Merise e i suoi Custodi, uno dei quali era l’Asha’man Jahar Narishma, con campanelli che tintinnavano in fondo alle sue trecce. Giunsero anche Damer Flinn, Elza Penfell e alcuni degli ufficiali di Bashere. Rand alzò lo sguardo quando ognuno di loro entrò, cauto e in allerta, ma si affrettò a tornare alle sue mappe. Stava diventando paranoico? Alcuni pazzi diventavano sospettosi verso chiunque.
Alla fine Rhuarc e Bael fecero la loro comparsa, assieme a diversi altri Aie!. Passarono attraverso l’ampio ingresso della tenda come felini in caccia. Strano a dirsi, fra il gruppo c’erano anche alcune Sapienti, che Nynaeve era stata in grado di percepire quando si erano fatte più vicine. Spesso, fra gli Aie!, un avvenimento era considerato una faccenda del capoclan o della Sapiente, in modo molto simile a come accadeva nei Fiumi Gemelli con il Consiglio del Villaggio e la Cerchia delle Donne. Era stato Rand a chiedere a tutti loro di partecipare oppure avevano deciso di venire assieme per le proprie ragioni?
Nynaeve era stata in errore su dove si trovasse Aviendha: rimase sconcertata nel vedere l’alta donna dai capelli rossi mantenersi sul fondo del gruppo delle Sapienti. Quando aveva lasciato Caemlyn? E perché stava portando quel vestito logoro con un orlo consunto?