Queste novizie andavano in giro in famiglie, e molte delle Aes Sedai cercavano di ignorarle. Alcune lo facevano per abitudine: chi prestava attenzione alle novizie? Ma altre lo facevano per disprezzo. Secondo loro, donne tanto vecchie da essere madri e nonne — in effetti, molte erano davvero madri e nonne — non sarebbero dovute essere iscritte nel libro delle novizie. Ma cosa potevano fard? Egwene al’Vere, l’Amyrlin Seat, aveva dichiarato che così doveva essere. Siuan poteva ancora percepire sconcerto in alcune delle Aes Sedai che superava. Avevano creduto di poter avere pieno controllo su Egwene. Cos’era andato storto? Quando l’Amyrlin era sfuggita loro di mano? Siuan avrebbe tratto un piacere più tronfio da quelle occhiate se lei stessa non fosse stata in ansia per la prolungata prigionia di Egwene nella Torre Bianca. Quello sì che era un velo di pesce leone. C’erano le potenzialità per un grandioso successo, ma anche per un enorme disastro. Si affrettò dietro Lelaine.
«A che punto sono i negoziati?» chiese Lelaine, senza degnare Siuan nemmeno di un’occhiata.
Potresti andare di persona a una delle sessioni e scoprirlo, pensò Siuan. Ma Lelaine voleva essere vista a sovrintendere, non ad avere un ruolo attivo. E anche chiedere a Siuan, qui all’aperto, era una mossa calcolata. Siuan era nota per essere una delle confidenti di Egwene e in più godeva di una certa notorietà per essere stata lei stessa Amyrlin. Le cose che Siuan diceva a Lelaine non erano importanti; essere vista a dirle, però, aumentava l’influenza della donna all’interno dell’accampamento.
«Non vanno bene, Lelaine» rispose Siuan. «Le emissarie di Elaida non promettono nulla e sembrano indignate ogni volta che solleviamo argomenti importanti come ripristinare l’Ajah Azzurra. Dubito che abbiano una qualche reale autorità conferita da Elaida di stipulare accordi vincolanti.»
«Uhm» disse Lelaine pensierosa, annuendo a un gruppo di novizie. Quelle si profusero in riverenze. Con una decisione scaltra, Lelaine aveva iniziato a parlare in tono tollerante delle nuove novizie.
Il disprezzo di Romanda nei loro confronti era ben noto; ora che Egwene non c’era piu’, Romanda aveva iniziato a sottintendere che, una volta raggiunta la riconciliazione, ci si sarebbe occupate rapidamente di questa ‘idiozia’ delle novizie attempate. Comunque, sempre più Sorelle si stavano rendendo conto della saggezza di Egwene. C’era grande forza fra le nuove novizie, e non poche sarebbero state elevate ad Ammesse una volta ottenuta la Torre Bianca. Di recente, offrendo tacita accettazione di queste donne, Lelaine aveva attribuito a se stessa un altro legame con Egwene.
Siuan squadrò la famiglia di novizie che si allontanava. Avevano offerto la riverenza a Lelaine quasi con la stessa velocità e deferenza che avrebbero usato per l’Amyrlin. Stava diventando chiaro che, dopo mesi di stallo, Lelaine stava vincendo la contesa per la superiorità contro Romanda.
E quello era un problema davvero grosso.
Siuan non disprezzava Lelaine. Era capace, determinata e decisa. Una volta erano state amiche, anche se la loro relazione era mutata in modo drastico quando la posizione di Siuan era cambiata.
Sì, si poteva dire che Lelaine le piaceva. Ma non si fidava di quella donna, e in particolare non voleva vederla come Amyrlin. In un’altra epoca, Lelaine sarebbe stata adatta a quella posizione. Ma questo mondo aveva bisogno di Egwene e — amicizia o no — Siuan non poteva permettere che questa donna prendesse il posto della legittima Amyrlin. E doveva assicurarsi che Lelaine non stesse prendendo delle misure per impedire il ritorno di Egwene.
«Bene,» disse Lelaine «dovremo discutere dei negoziati nel Consiglio. L’Amyrlin vuole che continuino, perciò non possiamo certo lasciare che si interrompano. Tuttavia dev’esserci un modo per renderli efficaci. Si deve provvedere ai desideri dell’Amyrlin, non diresti?»
«Senza dubbio» replicò Siuan in tono piatto.
Lelaine la squadrò e Siuan si maledisse per aver lasciato trasparire le proprie emozioni. Era necessario che Lelaine credesse che Siuan era dalla sua parte. «Sono spiacente, Lelaine. Quella donna mi fa infuriare. Perche Elaida mantiene i negoziati se non ha intenzione di cedere su nessun punto?»
Lelaine annuì. «Già. Ma chi può dire perché Elaida fa ciò che fa? I rapporti dell’Amyrlin indicano che il comando di Elaida sulla Torre è stato… a dir poco eccentrico.»
Siuan si limitò ad annuire. Per fortuna, Lelaine non pareva sospettare la sua slealtà. Oppure non le importava. Era notevole quanto le donne pensassero che Siuan fosse innocua, ora che il suo potere era stato ridotto così tanto.
Essere debole era un’esperienza nuova. Fin dai suoi primi anni nella Torre Bianca, le Sorelle avevano notato la sua forza e il suo acume. Quasi immediatamente si era iniziato a mormorare che lei sarebbe diventata Amyrlin: a volte pareva che il Disegno stesso avesse spinto direttamente Siuan sul seggio. Nonostante la sua rapida ascesa ad Amyrlin pur così giovane avesse colto molte di sorpresa, lei stessa non ne era rimasta sconcertata. Quando pescavi con seppioline come esche, dovevi rimanere sorpreso di prendere un pesce zannuto. Se volevi prendere delle anguille, dovevi usare qualcosa di completamente diverso.
Non appena era stata Guarita, il fatto che il suo Potere fosse diminuito era stato una delusione. Ma questo stava cambiando. Sì, era irritante essere inferiore a così tante, essere priva del rispetto di quelle attorno a lei. Comunque, dato che era più debole nel Potere, molte parevano supporre che anche la sua abilità politica si fosse indebolita! Le persone dimenticavano davvero così in fretta? Siuan stava scoprendo che la sua nuova condizione fra le Aes Sedai era molto liberatoria.
«Sì,» disse Lelaine annuendo verso un altro gruppo di novizio «credo che sia tempo di inviare degli emissari ai regni che al’Thor non ha conquistato. Potremmo non detenere la Torre Bianca stessa, ma questo non è un motivo per abbandonare la nostra gestione politica del mondo.»
«Sì, Lelaine» disse Siuan. «Ma sei certa che Romanda non solleverà obiezioni al riguardo?»
«E perché dovrebbe?» replicò Lelaine con noncuranza.
«Non avrebbe senso.»
«Poco di quello che Romanda fa ha senso» disse Siuan. «Penso che dissenta solo per ripicca nei tuoi confronti. Ma questa settimana l’ho vista chiacchierare con Maralenda.»
Lelaine si accigliò. Maralenda era una lontana cugina della famiglia Trakand.
Siuan nascose un sorriso. Era sorprendente quello che si riusciva a fare quando la gente non ti teneva in considerazione. Quante donne lei stessa aveva ignorato in quanto erano prive di apparente potere? Quanto spesso lei era stata manipolata proprio come stava manipolando ora Lelaine?
«Approfondirò la questione» disse Lelaine. Non aveva importanza quello che avrebbe scoperto; finche veniva tenuta impegnata a preoccuparsi di Romancia, non sarebbe stata in grado di utilizzare così tanto tempo per sottrarre potere a Egwene.
Egwene. Era necessario che l’Amyrlin si sbrigasse a finire il suo complotto nella Torre Bianca. A cosa sarebbe servito indebolire Elaida se le Aes Sedai all’esterno fossero andate in pezzi mentre Egwene non stava guardando? Siuan poteva mantenere distratte Romanda e Lelaine solo fino a un certo punto, in particolare ora che Lelaine godeva di un vantaggio così marcato. Luce! Certi giorni le sembrava di destreggiarsi con un luccio vivo e imburrato.
Siuan controllò la posizione del sole dietro quel cielo da capitano di porto. Era tardo pomeriggio. «Interiora di pesce» borbottò. «Devo andare, Lelaine.»
Lelaine le scoccò un’occhiata. «Devi fare il bucato, suppongo. Per quel tuo ruffiano di un generale?»
«Lui non è un ruffiano» sbottò Siuan, poi si maledisse. Avrebbe perso molto del suo vantaggio se avesse continuato a sbottare con quelle che si ritenevano superiori a lei.