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Lelaine sorrise, gli occhi che scintillavano come se sapesse qualcosa di speciale. Donna insopportabile. Amica o no, Siuan aveva una mezza idea di darle una bella…

No. «Le mie scuse, Lelaine» si costrinse a dire Siuan. «Mi da sui nervi pensare a ciò che quell’uomo pretende da me.»

«Sì,» disse Lelaine, smorzando il suo sorriso «ci ho riflettuto, Siuan. L’Amyrlin può aver tollerato che Bryne angariasse una Sorella, ma io non lo permetterò. Tu sei una delle mie attendenti ora.»

Una delle tue attendenti?, pensò Siuan. Credevo di dover soltanto assisterti fino al ritorno di Egwene.

«Sì,» meditò Lelaine «penso proprio che sia tempo di mettere fine alla tua servitù verso Bryne. Ripagherò il tuo debito, Siuan.»

«Ripagare il mio debito?» disse Siuan, provando un attimo di panico. «È saggio? Non che mi dispiacerebbe essere libera da quell’uomo, naturalmente, ma la mia posizione mi offre opportunità piuttosto vantaggiose per origliare i suoi piani.»

«Piani?» domandò Lelaine accigliandosi.

Siuan fremette dentro di se. l’ultima cosa che voleva era sottintendere delle trasgressioni da parte di Bryne. Per la Luce, quell’uomo era così ligio da far sembrare i Custodi trascurati nell’adempiere ai loro giuramenti.

Avrebbe dovuto limitarsi a lasciare che Lelaine ponesse fine a questa sciocca servitù, ma il pensiero le faceva rivoltare lo stomaco. Bryne era già deluso che Siuan avesse infranto il suo giuramento verso di lui mesi prima. Be’, lei non aveva infranto quel giuramento… aveva solo rinviato il suo periodo di servizio. Ma provare a farlo capire a quel testardo idiota era un’impresa!

Se lei avesse accettato quella semplice via d’uscita ora, cosa avrebbe pensato Bryne? Avrebbe pensato di aver vinto, che Siuan si era dimostrata incapace di mantenere la sua parola. Lei non l’avrebbe mai permesso.

Inoltre non aveva intenzione di lasciare che fosse Lelaine a liberarla. Questo non avrebbe fatto altro che trasferire il suo debito da Bryne a Lelaine. La Aes Sedai lo avrebbe esatto in maniera molto più sottile, ma ogni moneta sarebbe stata ripagata in un modo o nell’altro, magari attraverso pretese di lealtà.

«Lelaine,» disse piano Siuan «non sospetto il buon generale di nulla. Comunque, lui controlla le nostre armate. Ci si può davvero fidare che faccia come richiesto senza alcuna supervisione?»

Lelaine tirò su col naso. «Non sono certa che ci si possa fidare di nessun uomo senza supervisione.»

«Odio fargli il bucato» disse Siuan. Be’, lo odiava davvero. Perfino se non avrebbe permesso che le venisse impedito di farlo per tutto l’oro di Tar Valon. «Ma se il dovere mi tiene vicino, con un orecchio in ascolto…»

«Sì» disse Lelaine, annuendo lentamente. «Sì, capisco che hai ragione. Non dimenticherò il tuo sacrificio, Siuan. Molto bene, sei congedata.»

Lelaine si voltò, abbassando lo sguardo verso la propria mano come se agognasse qualcosa. Probabilmente attendeva il giorno in cui, come Amyrlin, avrebbe potuto offrire il suo anello col Gran Serpente da baciare quando si separava da un’altra Sorella. Luce, c’era davvero bisogno che Egwene tornasse presto. Luccio imburrato! Maledetto luccio imburrato!

Siuan si diresse verso il margine dell’accampamento delle Aes Sedai. L’esercito di Bryne circondava il campo delle Aes Sedai in un ampio anello, ma lei era dal lato opposto rispetto a Bryne. Le sarebbe occorsa una buona mezz’ora per arrivare al suo posto di comando. Per fortuna trovò un carrettiere che stava portando all’esercito un carico di provviste, giunto attraverso un passaggio. Il basso uomo brizzolato acconsentì immediatamente a lasciarla salire assieme alle rape, anche se parve perplesso che lei non prendesse un cavallo, come si addiceva al rango di una Aes Sedai. Be’, non era poi così lontano, e viaggiare con dei vegetali era un destino molto meno indecoroso che non essere costretta a ballonzolare sulla groppa di un cavallo. Se Bryne avesse voluto lamentarsi del suo ritardo, si sarebbe sorbito una bella sgridata, oh sì!

Siuan appoggiò la schiena contro un sacco bitorzoluto di rape, con le gambe avvolte dalla gonna marrone che penzolavano giù dal fondo del carro. Mentre il veicolo procedeva su per un lieve pendio, pote rimirare l’accampamento delle Aes Sedai, con le sue tende bianche e la sua organizzazione così simile a una città. A circondarlo c’erano i soldati, con tende più piccole in file dritte e ordinate, e attorno a loro un crescente accampamento di civili al seguito.

Al di là di tutto, il paesaggio era bruno, con le nevi invernali sciolte, ma i germogli primaverili scarsi. La campagna era nascosta da piccole macchie di arbusti; ombre nella vallata e fili sinuosi di fumo dai camini indicavano villaggi distanti. Era sorprendente la sensazione familiare e accogliente che davano queste praterie. La prima volta che era giunta alla Torre Bianca, era stata certa che non sarebbe mai arrivata ad amare questa campagna senza sbocchi sul mare.

Ora aveva vissuto più a lungo a Tar Valon che non a Tear. A volte era difficile ricordare quella ragazza che aveva cucito reti ed era uscita a pesca di buon mattino con suo padre. Era diventata qualcos’altro: una donna che commerciava segreti invece che pesce.

Segreti, quei potenti, soggioganti segreti. Erano diventati la sua vita. Nessun amore tranne qualche cotta giovanile. Nessun tempo per coinvolgimenti sentimentali o troppo spazio per le amicizie. Si era concentrata su una cosa sola: trovare il Drago Rinato. Aiutarlo, guidarlo, magari controllarlo.

Moiraine era morta seguendo quella stessa missione, ma almeno era stata in grado di andare in giro per il mondo. Siuan era diventata vecchia — in spirito, se non nel corpo — rinchiusa nella Torre, tirando i suoi fili e dando dei colpetti al mondo. Aveva fatto del bene. Il tempo avrebbe detto se quegli sforzi erano stati sufficienti.

Non rimpiangeva la propria vita. Eppure, in questo momento, mentre passava davanti alle tende dell’esercito — con buche e solchi nel sentiero che facevano sobbalzare il carretto, sbatacchiandolo come lische di pesce secche in un bricco — invidiò Moiraine. Quante volte Siuan si era preoccupata di guardar fuori dalla sua finestra verso lo stupendo panorama verde prima che tutto quanto iniziasse a diventare malsano? Lei e Moiraine avevano lottato con così tanta foga per salvare questo mondo, ma erano rimaste senza nulla da godere in esso.

Forse Siuan aveva commesso un errore a rimanere nell’Azzurra, a differenza di Leane, che aveva colto l’opportunità dell’essere stata quietata e poi Guarita per passare all’Ajah Verde. No, pensò Siuan, col carro che sbatacchiava e odorava di rape amare. No, il mio obiettivo è ancora quello di salvare questo dannato mondo.

Non ci sarebbe stato nessun passaggio alla Verde per lei. Anche se, pensando a Bryne, desiderava che l’Azzurra fosse più simile alla Verde per certi versi.

Siuan l’Amyrlin non aveva avuto tempo per coinvolgimenti sentimentali, ma Siuan l’attendente? indirizzare le persone con sottili manipolazioni richiedeva molla più abilità che intimidirle col potere dell’Amyrlin Seat, e si stava rivelando più appagante. Ma la lasciava anche senza l’opprimente peso di responsabilità che aveva avvertito nei suoi anni alla guida della Torre Bianca. Nella sua vita c’era forse spazio per qualche altro cambiamento?

Il carretto raggiunse il lato opposto dell’accampamento dell’esercito e lei scosse la testa per la propria idiozia balzando giu’, poi rivolse un cenno di ringraziamento col capo al carrettiere. Era forse una ragazza, grande a malapena per il suo primo giorno interna pesca di branzini? Non serviva a nulla pensa rea Bryne a quel modo. Perlomeno non ora. C’era troppo da fare. Camminò lungo il perimetro del campo, con le tende dell’esercito alla sua sinistra. Si stava facendo buio e lanterne che bruciavano olio prezioso illuminavano tende e baracche disorganizzate alla sua destra. Davanti a lei una piccola palizzata circolare sorgeva dal lato dell’esercito. Non racchiudeva l’intera armata… in effetti era grande solo quanto bastava per diverse dozzine di tende degli ufficiali e alcune di comando più grandi. Doveva fungere da fortificazione in caso di emergenza, ma sempre come centro di operazioni: Bryne apprezzava avere una barriera fisica che separava l’accampamento più vasto dal luogo dove teneva consiglio con i suoi ufficiali. Con la confusione del campo dei civili e con un limite così lungo da pattugliare, sarebbe stato fin troppo semplice per delle spie avvicinarsi alle sue tende.