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«Presto rimasero solo due di noi a sapere. Moiraine e io. Non avremmo dovuto udire la Predizione. Tiravamo solo Ammesse, presenti in quella stanza per puro caso. Credo che in qualche modo Tamra sia stata in grado di nascondere i nostri nomi alle Nere poiche, se non l’avesse fatto, di sicuro saremmo state assassinate come le altre.

«Ciò lasciava noi due. Le uniche due in tutto il mondo a sapere cosa stava per giungere. Perlomeno, le uniche due che servivano la Luce. E perciò feci quello che dovevo fare, Gareth Bryne. Dedicai la mia vita ai preparativi per la venuta del Drago. Giurai che sarei stata d’aiuto a superare l’Ultima Battaglia. Di fare qualunque cosa fosse necessaria — qualunque cosa — per portare il fardello che mi era stato dato. C’era solo una persona di cui sapevo di potermi fidare, e ora è morta.»

Siuan si voltò, incontrando i suoi occhi dall’altra parte della tenda. Una brezza increspò le pareti e fece tremolare la candela, ma Bryne sedette immobile, osservandola.

«Dunque capisci, Gareth Bryne» riprese lei. «Dovevo ritardare l’adempimento del mio giuramento a te per via di altri giuramenti. Giurai di occuparmi di questo fino alla fine, e il Drago non ha ancora incontrato il suo destino a Shayol Ghul. I giuramenti di una persona devono seguire il loro ordine di importanza. Quando giurai a te, non promisi di servirti immediatamente. Fui cauta di proposito su quel punto. Puoi chiamarle sottigliezze da Aes Sedai. Io userei un’altra definizione.»

«Ossia?» chiese lui.

«Fare quello che era necessario per proteggere te, le tue terre e la tua gente, Gareth Bryne. Tu mi incolpi per la perdita di un granaio e alcune vacche. Bene, allora ti suggerisco di riflettere sul prezzo per la tua gente, se il Drago Rinato dovesse fallire. A volte c’è uno scotto da pagare in modo da poter servire un compito più importante. Mi aspetterei che un soldato lo comprendesse.»

«Avresti dovuto dirmelo» replicò lui, ancora incontrando i suoi occhi. «Avresti dovuto spiegarmi chi eri.»

«Cosa?» domandò Siuan. «Mi avresti creduto?» Lui esitò.

«Inoltre,» disse lei con franchezza «non mi fidavo di te. Il nostro incontro precedente non era stato particolarmente… amichevole, a quanto ricordo. Avrei potuto correre quel rischio, Gareth Bryne, con un uomo che non conoscevo? Avrei potuto dargli il controllo dei segreti che io sola conosco e che dovevano essere trasmessi alla nuova Amyrlin Seat? Avrei dovuto trovare un solo momento quando il mondo intero aveva il cappio al collo?»

Sostenne quegli occhi, esigendo una risposta.

«No» ammise infine lui. «Che io sia folgorato, Siuan, ma no. Tu non avresti dovuto aspettare. Non avresti nemmeno dovuto contrarre quel giuramento!»

«Tu saresti dovuto essere stato più attento ad ascoltare» disse lei, interrompendo infine il contatto con i suoi occhi tirando su col naso. «Ti suggerisco, se dovessi far giurare qualcuno di servirti in futuro, di stare attento a concordare uno specifico periodo di tempo per quel servizio.»

Bryne grugnì e Siuan strappò via l’ultima camicia dalla corda, facendola vibrare e formando un’ombra indistinta sulla parete posteriore della tenda.

«Bene,» disse Bryne «mi ero ripromesso che ti avrei trattenuto a lavorare solo finche non avessi ottenuto quella risposta. Ora lo so. Direi che…»

«Fermati!» esclamò Siuan, voltandosi verso di lui e indicando.

«Ma…»

«Non dirlo» lo minacciò. «Ti imbavaglierò e ti lascerò sospeso in aria fino al tramonto di domani. Non pensare che non lo farò.»

Bryne sedette in silenzio.

«Non ho ancora finito con te, Gareth Bryne.» Strattonò la camicia fra le mani, poi la piegò.

«Ti dirò io quando.»

«Luce, donna» borbottò lui, quasi sottovoce. «Se avessi saputo che eri Aes Sedai prima di inseguirti fino a Salidar… se avessi saputo cosa stavo facendo…»

«Cosa?» domandò lei. «Non mi avresti dato la caccia?»

«Certo che l’avrei fatto» disse Bryne con indignazione. «Solo che sarei stato più cauto, e forse sarei venuto meglio preparato. Sono andato a caccia di cinghiali con un coltello da conigli invece di una lancia.»

Siuan mise la camicia piegata in cima alle altre, poi raccolse la pila. Gli rivolse un’occhiata sofferente. «Farò del mio meglio per fingere che non mi hai appena paragonato a un cinghiale, Bryne. Fammi la cortesia di essere un po’ più accorto con la tua lingua. Altrimenti ti ritroverai senza una domestica e dovrai lasciare che quelle signore nell’accampamento si occupino del tuo bucato.»

Lui le rivolse uno sguardo divertito. Poi rise sul serio. Siuan non riuscì a tenere il proprio sorrisetto per se. Be’, dopo quello scambio, lui doveva sapere chi aveva il controllo di questo loro sodalizio.

Ma… per la Luce! Perche gli aveva detto della Predizione?

Rare volte ne aveva parlato con qualcuno! Mentre gli metteva le camicie nella cassapanca, Siuan lanciò un’occhiata a Bryne, che stava ancora scuotendo la testa e ridacchiando. Quando non sarò più legata da altri giuramenti, pensò. Quando sarò certa che il Drago Rinato starà facendo quello che deve fare, forse allora ci sarà tempo. Per una volta sto veramente iniziando a non vedere l’ora che questa missione sia terminata.

Davvero notevole.

«Dovresti metterti a letto ora, Siuan» disse Bryne.

«È ancora presto» replicò lei.

«Sì, ma è il tramonto. Un giorno ogni tre ti metti a letto particolarmente presto, indossando quello strano anello che tieni nascosto fra i cuscini del tuo giaciglio.» Voltò un foglio sulla sua scrivania. «Per favore, porgi i miei ossequi all’Amyrlin.»

Siuan si voltò verso di lui a bocca aperta. Non poteva sapere del Tel’aran’rhiod… o sì? Notò che sorrideva dalla soddisfazione. Be’, forse non sapeva del Tel’aran’rhiod, ma ovviamente aveva indovinato che l’anello e i suoi orari avevano qualcosa a che fare col comunicare con Egwene. Astuto. Bryne la guardò da sopra la cima delle sue carte mentre lei passava e nei suoi occhi c’era uno scintillio.

«Uomo insopportabile» borbottò, mettendosi a sedere sul suo giaciglio e facendo svanire il globo di luce. Poi tirò fuori l’anello ter’angreal con aria imbarazzata e se lo mise attorno al collo, gli voltò le spalle e si stese, cercando di costringersi a dormire. Si assicurava di alzarsi presto ogni terzo giorno in modo da essere stanca la sera. Desiderava potersi mettere a dormire con la stessa facilità di Egwene.

Uomo insopportabile… insopportabile! Avrebbe dovuto fare qualcosa per vendicarsi di lui. Topi nelle lenzuola. Quella sì che sarebbe stata una bella rivincita.

Rimase stesa troppo a lungo, ma alla fine si indusse a dormire, sorridendo debolmente fra se alla prospettiva di una vendetta appropriata. Si svegliò nel Tel’aran’rhiod senza indossare altro che una sottoveste scandalosa che la copriva a malapena. Lanciò un gridolino, rimpiazzandola immediatamente — tramite la concentrazione — con un abito verde. Verde? Perche verde? Lo rese azzurro. Per la Luce! Come faceva Egwene a essere così brava nel controllare le cose nel Tel’aran’rhiod mentre Siuan riusciva a malapena a impedire che i suoi abiti mutassero a ogni pensiero ozioso? Doveva dipendere in qualche modo dal fatto che Siuan doveva indossare questa copia inferiore del ter’angreal, che non funzionava bene quanto l’originale. La faceva sembrare priva di sostanza agli altri che la vedevano.

Si trovava nel mezzo dell’accampamento delle Aes Sedai, circondata da tende. Un momento i lembi di qualunque di quelle strutture erano aperti, l’attimo dopo chiusi. Il cielo era agitato da una tempesta violenta, eppure quasi silenziosa. Curioso, ma le cose erano spesso strane nel Tel’aran’rhiod. Chiuse gli occhi, desiderando apparire nello studio della maestra delle novizie all’interno della Torre Bianca. Quando riaprì gli occhi, era lì. Una piccola stanza con pannelli di legno, una robusta scrivania e un tavolo per le punizioni.

Avrebbe preferito avere l’anello originale, ma quello era custodito gelosamente dalle Adunanti. Sarebbe dovuta essere grata anche per una piccola pesca, come apprezzava dire suo padre. Potrebbe essere stata privata di qualunque anello. Le Adunanti pensavano che Leane avesse con se questo quando era stata catturata.