Le scatole sarebbero potute essere troni, dal modo in cui le quattro Adunanti vi sedevano; così anche Egwene si accomodò su una di esse. «Non ti è stato dato il permesso di sedere, ragazza» disse Saerin in tono freddo. «Meidani, cosa significa questo oltraggio? Il tuo giuramento era di impedire questo genere di passi falsi!»
«Giuramento?» chiese Egwene. «E che giuramento sarebbe?»
«Zitta, ragazza» sbottò Yukiri, dando una sferzata sulla schiena di Egwene con un frustino di Aria. Era una punizione talmente lieve che per poco Egwene non si mise a ridere.
«Non ho infranto il mio giuramento!» si affrettò a dire Meidani, accostandosi a Egwene. «Mi avete ordinato di non dire a nessuno di questi incontri. Be’, ho obbedito: non gliel’ho detto. Gliel’ho mostrato.» C’era una scintilla di sfida nella donna. Questo era un bene.
Egwene non era certa di cosa stesse accadendo nella stanza, ma quattro Adunanti assieme le fornivano un’opportunità senza pari. Non aveva mai pensato di avere un’occasione di incontrarsi con così tante tutte assieme e, se queste donne erano disposte a riunirsi, forse tra loro non c’erano le fratture che indebolivano il resto della Torre.
Oppure il loro incontro era un indizio per qualcosa di più oscuro? Giuramenti di cui Egwene non sapeva nulla, incontri lontano dai corridoi superiori, un Custode di guardia alla porta… queste donne erano di quattro Ajah o di una? Era forse incappata nel bel mezzo di un covo di Nere? Col cuore che iniziava a battere forte, Egwene si costrinse a non saltare alle conclusioni. Se erano Nere, l’avevano catturata. Se non lo erano, allora aveva del lavoro da fare.
«Questo è davvero inatteso» stava dicendo la calma Seaine a Meidani. «Faremo più attenzione nel formulare i tuoi ordini futuri, Meidani.»
Yukiri annuì. «Non pensavo che saresti stata tanto infantile da svelarci per ripicca. Ci saremmo dovute rendere conto che tu, come tutti noi, avresti avuto l’esperienza per spingere e piegare i giuramenti per adattarli alle tue esigenze.»
Un momento, pensò Egwene. Questo sembra proprio…
«In effetti,» proseguì Yukiri «penso che per questa infrazione sia necessaria una penitenza. Ma cosa dobbiamo fare con questa ragazza che ha portato? Non ha giurato sul Bastone, perciò sarebbe…»
«Le avete imposto un quarto giuramento, non è così?» la interruppe Egwene. «Per la Luce, cosa vi è venuto in mente?»
Yukiri le scoccò un’occhiata ed Egwene avvertì un’altra sferzata di Aria. «Non ti è stato dato il permesso di parlare.»
«All’Amyrlin non serve il permesso per parlare» ribatte Egwene, sfidando le donne con lo sguardo. «Cosa avete fatto qui, Yukiri? Voi tradite tutto ciò che siamo! I Giuramenti non devono essere usati come uno strumento di divisione. Questa intera Torre è impazzita come Elaida?»
«Non è pazzia» disse Saerin all’improvviso, irrompendo nella conversazione. La Marrone scosse il capo, più imperiosa di quanto Egwene si sarebbe aspettata da una della sua Ajah.
«È stato fatto solo per necessità. Non ci si poteva fidare di costei, non dopo che si era schierata con le ribelli.»
«Non pensare che siamo ignare del tuo coinvolgimento con quel gruppo, Egwene al’Vere» disse Yukiri. L’altezzosa Grigia riusciva a stento a controllare la propria rabbia. «Se potremo fare a modo nostro, non sarai trattata con la stessa indulgenza che ti ha mostrato Elaida.» Egwene fece un gesto indifferente. «Quietatemi, giustiziatemi o picchiatemi, Yukiri, e la Torre continuerà a essere in frantumi. Non sono quelle che etichettate così facilmente come ribelli a dover essere incolpate. Incontri segreti negli scantinati, giuramenti imposti senza autorizzazione… questi crimini sono almeno pari a quello di separarsi da Elaida.»
«Non dovresti mettere in discussione le nostre azioni» disse Seaine con voce più bassa. Pareva più timida delle altre. «A volte devono essere prese decisioni difficili. Non possiamo avere Amici delle Tenebre fra le Aes Sedai, e sono state prese misure per stanarli. Ciascuna di noi qui ha dimostrato a Meidani di non essere amica dell’Ombra, perciò non ci può essere alcun male nel farle pronunciare un giuramento a noi. Si è trattato di un’azione ragionevole per assicurarci che lavorassimo tutte per gli stessi obiettivi.»
Egwene mantenne il proprio volto calmo. Seaine aveva praticamente ammesso l’esistenza dell’Ajah Nera! Egwene non si era mai aspettata di sentire una cosa del genere dalla bocca di un’Adunante, in particolare di fronte a così tanti testimoni. Dunque queste donne stavano usando il Bastone dei Giuramenti per cercare le Sorelle Nere. Se si prendeva ogni Sorella, si rimuovevano i suoi giuramenti e la si costringeva a pronunciarli di nuovo, si poteva chiederle se era Nera. Un metodo disperato, ma — stabilì Egwene — legittimo, considerati i tempi.
«Ammetto che è un piano ragionevole» disse Egwene. «Ma far pronunciare a questa donna un nuovo giuramento non è necessario!»
«E se è noto che la donna è leale a qualcun altro?» domandò Saerin. «Solo perché una donna non è un Amico delle Tenebre, non significa che non potrebbe tradirci in altri modi.» E quel giuramento di obbedienza probabilmente era il motivo per cui Meidani non poteva lasciare la Torre. Egwene provò una punta di solidarietà per la povera donna. Inviata dalle Aes Sedai di Salidar per tornare alla Torre come spia, scoperta da queste donne — presumibilmente — durante la loro ricerca della Nera, poi col suo vero proposito svelato da Elaida. Tre fazioni differenti, e tutte premevano contro di lei.
«È comunque inappropriato» disse Egwene. «Ma possiamo mettere da parte questa faccenda per il momento. Cosa avete scoperto di Elaida stessa? Avete determinato se è della Nera? Chi vi ha dato questo incarico e come si è formata la vostra conventicola?»
«Bah! Perche stiamo parlando con lei?» chiese Yukiri, alzandosi in piedi e mettendo le mani sui fianchi. «Dovremmo decidere cosa fare con lei, non rispondere alle sue domande!»
«Se devo aiutarvi nel vostro lavoro,» disse Egwene «devo essere al corrente dei fatti.»
«Tu non sei qui per aiutare, bambina» disse Doesine. La voce della snella Cairhienese Gialla era decisa. «Ovviamente Meidani ti ha portato qui per dimostrare che non abbiamo un controllo assoluto su di lei. Come un bambino che da in escandescenze.»
«E le altre?» disse Seaine. «Dobbiamo radunarle e assicurarci che i loro ordini siano formulati meglio. Non vogliamo cerio che una di loro vada dell’Amyrlin prima che sappiamo a chi è rivolta la sua lealtà.»
Altre?, pensò Egwene. Hanno fatto giurare tutte le spie, allora?
Aveva senso. Scoprendone una, sarebbe stato semplice ottenere i nomi delle altre. «Avete trovato qualche vero membro della Nera, allora?» chiese Egwene. «Di chi si tratta?»
«Tu devi rimanere in silenzio, bambina» disse Yukiri, concentrando i suoi occhi verdi su Egwene. «Un’altra parola e farò in modo che tu subisca una punizione finche rimarrai senza lacrime per piangere.»
«Dubito che tu possa farmi più di quanto ho subito già , Yukiri» disse Egwene con calma.
«A meno che non si tratti di rimanere nello studio della maestra delle novizie tutto il giorno tutti i giorni. Inoltre, se tu mi mandassi da lei, cosa dovrei dirle? Che mi hai dato la penitenza di persona? Lei saprebbe che non avevo in programma alcun incontro con te oggi. Ciò potrebbe far nascere domande.»
«Potremmo limitarci a far ordinare la tua penitenza da Meidani» disse Seaine la Bianca.
«Non farebbe una cosa del gemere» ribatte Egwene. «Lei accetta la mia autorità come Amyrlin.»
Le altre Sorelle lanciarono un’occhiata a Meidani. Egwene trattenne il respiro. Meidani riuscì ad assentire col capo, anche se parve terrorizzata all’idea di sfidare le altre. Egwene fece un silenzioso sospiro di ringraziamento.