«Interiora di pesce» borbottò Siuan quando una novizia le diede accidentalmente una gomitata. Siuan scoccò un’occhiataccia alla ragazza, che trasalì e sgattaiolò via, con la sua famiglia di novizie che la seguiva riluttante. Siuan tornò a voltarsi verso Sheriam. «Allora cosa c’è? Uno degli stallieri si è rivelato essere il re di Tear?»
Sheriam sollevò un sopracciglio. «Elaida ha il Viaggiare.»
«Cosa?» domandò Siuan, lanciando un’occhiata nella tenda. I sedili erano pieni di Aes Sedai, e l’allampanata Ashamanaille — della Grigia — stava parlando loro. Perche questa seduta non era stata ‘Sigillata per la Fiamma’?
Sheriam annuì. «L’abbiamo scoperto quando Ashamanaille è stata inviata a riscuotere da Kandor.» I tributi erano una delle principali fonti di introito per le Aes Sedai di Egwene. Per molti secoli, ogni regno aveva inviato donazioni a Tar Valon. La Torre Bianca non si affidava più a quelle entrate: aveva mezzi di gran lunga migliori per sostentarsi e che non si basavano sulla generosità. Tuttavia, i tributi non venivano mai rifiutati, e molti dei regnanti delle Marche di Confine si attenevano ancora alle vecchie usanze.
Prima della divisione della Torre Bianca, uno dei compiti di Ashamanaille era stato tenere il conto di queste donazioni e mandare mensilmente dei ringraziamenti da parte dell’Amyrlin. La frattura della Torre Bianca e la scoperta del Viaggiare avevano reso molto semplice per le Aes Sedai di Egwene inviare una delegazione e raccogliere i tributi di persona. Per il funzionario in capo di Kandor non aveva avuto importanza quale delle due fazioni della Torre Bianca appoggiava, sempre che il tributo fosse inviato, ed era stato felice di consegnare il denaro direttamente ad Ashamanaille.
L’assedio di Tar Valon aveva reso semplice dirottare quei soldi dai tributi che sarebbero potuti andare a Elaida, usandoli invece per pagare i soldati di Bryne. Un piega della sorte molto favorevole. Ma nessun mare rimaneva calmo per sempre.
«Il funzionario in capo era piuttosto furibondo» disse Ashamanaille con voce serissima. «‘Vi ho già pagato il vostro tributo questo mese’ mi ha detto. ‘L’ho dato a una donna che è venuta neanche un giorno fa. Quella donna aveva con se una lettera dall’Amyrlin in persona, col sigillo corretto, che mi diceva di dare il denaro solo a una Sorella dell’Ajah Rossa.»
«Questo non implica certo che Elaida abbia il Viaggiare» fece notare Romanda dall’interno della tenda. «La Sorella Rossa potrebbe essere arrivata a Kandor con altri mezzi.» Ashamanaille scosse il capo. «Hanno visto creare un passaggio. Il funzionario in capo ha scoperto un errore contabile e ha inviato uno scriba a raggiungere la delegazione di Elaida per darle qualche altra moneta. L’uomo ha descritto ciò che ha visto alla perfezione. I cavalli stavano passando attraverso un buco nero nell’aria. Lo ha sbalordito così tanto che ha chiamato le guardie… ma per allora le inviate di Elaida erano già sparite. L’ho interrogato io stessa.»
«Non gradisco fidarmi della parola di un solo uomo» disse Moria, seduta vicino alla parte anteriore del gruppo.
«Il funzionario in capo ha descritto con accuratezza la donna a cui ha consegnato il denaro» proseguì Ashamanaille. «Sono convinta che si trattasse di Nesita. Forse potremmo scoprire se si trova nella Torre… Questo ci fornirebbe una prova ulteriore.»
Altre sollevarono obiezioni, ma Siuan smise di ascoltare con attenzione. Forse questa era una messinscena molto astuta organizzata per distrarle, ma non potevano correre quel rischio. Luce! Era rimasta lei l’unica ad avere la testa sulle spalle?
Afferrò la novizia più vicina, una ragazza con la faccia da topo che probabilmente era più vecchia di quanto sembrava: doveva esserlo, dal momento che non pareva avere più di nove anni. «Mi serve un corriere» la informò Siuan. «Và a prendere uno dei messaggeri che lord Bryne ha lasciato al campo per portargli le notizie. Svelta.»
La ragazza lanciò un urletto e schizzò via.
«E questo a cosa serviva?» chiese Sheriam.
«A salvare le nostre vite» rispose Siuan, guardando torvo la folla di novizie. «D’accordo!» ringhiò. «Basta starvene lì a bocca aperta! Se le vostre lezioni sono state posticipate per via di questo disastro, trovate del lavoro da fare. Qualunque novizia che fra dieci secondi sarà ancora su questa passerella si ritroverà a ricevere una punizione finche non riuscirà più a contare!»
A quelle parole iniziò un esodo di bianco, con le famiglie di donne che si allontanavano a passo svelto. Dopo pochi momenti, rimase solo un gruppo di Ammesse, assieme a Sheriam e Siuan. Le Ammesse trasalirono quando Siuan le guardò, ma lei non disse nulla. Parte del privilegio di essere un’Ammessa consisteva in una maggior libertà. Inoltre, finche Siuan poteva muoversi senza sbattere contro qualcuno, era soddisfatta.
«Perche mai questa seduta non è stata Sigillata per la Fiamma?» chiese a Sheriam.
«Non lo so» ammise Sheriam, dando un’occhiata nella grossa tenda. «Sono notizie spaventose, se è vero.»
«Doveva accadere, prima o poi» disse Siuan, anche se dentro di se non era affatto calma.
«Le notizie del Viaggiare devono essersi diffuse.»
Cos’è successo?, pensò. Non hanno spezzato Egwene, vero? Voglia la Luce che non abbiano costretto lei o Leane a rivelare questo segreto. Beonin. Dev’essere stata lei. Maledizione! Scosse il capo. «Voglia la Luce che il Viaggiare rimanga un segreto per i Seanchan. Quando assalteranno la Torre Bianca, vorremo almeno quel vantaggio.»
Sheriam la squadrò, mostrando scetticismo. Parecchie delle Sorelle non credevano al Sogno di Egwene sull’attacco. Sciocche: volevano prendere il pesce ma non volevano pulirlo. Non si eleggeva una donna ad Amyrlin per poi trattare i suoi avvertimenti alla leggera.
Siuan attese con impazienza, tamburellando il piede, ascoltando la conversazione all’interno della tenda. Proprio mentre stava iniziando a domandarsi se avrebbe avuto bisogno di mandare un’altra novizia, uno dei corrieri di Bryne giunse trottando a cavallo verso la tenda. Il focoso animale su cui stava era nero come la notte, con del bianco proprio sopra gli zoccoli, e sbuffò a Siuan quando il suo cavaliere, con corti capelli castani e una divisa ordinata addosso, lo fece fermare. Doveva proprio portare quella creatura con se?
«Aes Sedai?» chiese l’uomo, inchinandosi verso di lei dalla sella. «Hai un messaggio per lord Bryne?»
«Sì» rispose Siuan. «E tu lo consegnerai con urgenza. Mi hai capito? Tutte le nostre vite potrebbero dipendere da esso.»
Il soldato annuì seccamente.
«Riferisci a lord Bryne» iniziò Siuan. «Riferiscigli di guardarsi i fianchi. Al nostro nemico è stato insegnato il metodo che abbiamo usato per arrivare qui.»
«Sarà fatto.»
«Ripetimelo» disse Siuan.
«Ma certo, Aes Sedai» disse l’uomo snello, inchinandosi di nuovo. «Solo perché tu lo sappia, sono stato un messaggero agli ordini del generale per oltre un decennio. La mia memoria…»
«Fermati» lo interruppe Siuan. «Non mi importa da quanto fai questo. Non mi importa quant’è buona la tua memoria. Non mi importa se, per qualche capriccio del fato, ti è stato chiesto di riferire questo stesso messaggio mille volte prima d’ora. Tu me lo ripeterai.»
«Ehm, sì, Aes Sedai. Devo dire al lord generale di guardarsi i fianchi. Al nostro nemico è stato insegnato il metodo che abbiamo usato per arrivare qui.»
«Bene. Vai.» L’uomo annuì.
«Ora!»
Fece impennare quel terrificante cavallo e galoppò fuori dall’accampamento, col mantello che svolazzava dietro di lui.
«E a cosa serviva questo?» chiese Sheriam, distogliendo lo sguardo dai lavori all’interno del Consiglio.
«Mi sono assicurata che non ci svegliamo circondati dall’esercito di Elaida» disse Siuan.