Выбрать главу

«Scommetto che sono l’unica che ha pensato di avvertire il nostro generale che il nemico può aver appena annullato il nostro miglior vantaggio tattico. E tanti saluti all’assedio.»

Sheriam si accigliò, come se non avesse considerato quel fatto. Non sarebbe stata la sola. Oh, qualcuna avrebbe pensato a Bryne e prima o poi avrebbe previsto di mandare la notizia al generale. Ma per molte, la catastrofe qui non era il fatto che Elaida ora potesse muovere le sue armate per circondarli o che adesso l’assedio di Bryne fosse inutile. Per loro la catastrofe era molto più personale: la conoscenza che avevano faticato per tenere segreta era caduta in mani altrui. Viaggiare era loro, e adesso Elaida poteva disponici Molto da Aes Sedai. Prima l’indignazione, poi le implicazioni.

O forse Siuan si sentiva solo amareggiata. Qualcuna all’interno della tenda pensò infine a decretare la seduta Sigillata per la Fiamma, così Siuan indietreggiò, scendendo dalla passerella sulla terra battuta, le novizie si affrettavano di qua e di là , col capo chino per evitare i suoi occhi, anche se erano leste a rivolgerle la riverenza. Non ho fatto un buon lavoro nell’apparire debole oggi, pensò Siuan facendo una smorfia.

La Torre Bianca stava cadendo a pezzi. Le Ajah si indebolivano a vicenda con meschine lotte interne. Perfino qui, nell’accampamento di Egwene, veniva dedicato più tempo alla politica che non a prepararsi per la tempesta imminente.

E Siuan era in parte responsabile per quei fallimenti.

Elaida e la sua Ajah di certo facevano la parte del pesce leone per la colpa. Ma la Torre si sarebbe mai divisa se Siuan avesse incoraggiato la cooperazione fra le Ajah? Elaida non aveva avuto così tanto tempo per operare. Ogni frattura che appariva nella Torre poteva essere ricondotta a piccole crepe durante il periodo di Siuan come Amyrlin. Se lei avesse svolto più una funzione di mediatrice fra le fazioni della Torre Bianca, avrebbe potuto infondere forza nelle ossa di queste donne? Sarebbe riuscita a impedire che si avventassero l’una contro l’altra come pesci rasoio inferociti?

Il Drago Rinato era importante. Ma era solo una figura nella tessitura di questi giorni finali. Era troppo facile dimenticarsene, troppo facile osservare quel leggendario personaggio eclatante e dimenticarsi di chiunque altro.

Siuan sospirò, raccogliendo il suo bucato e — per forza dell’abitudine — controllando se era tutto al suo posto. Mentre lo faceva, una figura in bianco le si avvicinò da una delle passerelle che si biforcavano. «Siuan Sedai?»

Siuan alzò lo sguardo, accigliandosi. La novizia davanti a lei era una delle più strane nell’accampamento. Quasi settantenne, Sharina aveva il volto coriaceo e rugoso di una nonna. Portava i capelli argentei raccolti in una crocchia e, anche se non camminava incurvata, in lei c’era decisamente un certo peso. Aveva visto così tanto, fatto così tanto, trascorso così tanti anni. E, a differenza di una Aes Sedai, Sharina aveva Tessuto tutti quegli anni. Lavorando, tirando su una famiglia, perfino seppellendo dei figli.

Era forte nel Potere. Notevolmente forte. Avrebbe di sicuro indossato lo scialle e, non appena l’avesse fatto, si sarebbe ritrovata molto più in alto di Siuan. Per adesso, però, Sharina fece una profonda riverenza. Offriva una dimostrazione quasi perfetta di deferenza. Fra tutte le novizie, lei era quella che si lamentava di meno e studiava con più assiduità. Come novizia, comprendeva cose che molte Aes Sedai non avevano mai imparato, oppure avevano dimenticato nel momento stesso in cui avevano preso lo scialle. Come essere umili quando necessario, come accettare una punizione, come sapere quando bisognava imparare invece di far finta di sapere già. Se ne avessimo qualche decina in più come lei, pensò Siuan, e qualche decina in meno di gente come Elaida e Romanda…

«Sì, bambina?» chiese Siuan. «Cosa c’è?»

«Ti ho visto raccogliere quel bucato, Siuan Sedai» disse Sharina. «E ho pensato che forse dovrei portarlo io per te.»

Siuan esitò. «Non vorrei che ti stancassi.»

Sharina sollevò un sopracciglio in un’espressione nient’affatto da novizia. «Queste vecchie braccia hanno portato carichi pesanti due volte quello avanti e indietro dal fiume solo l’anno scorso, Siuan Sedai, e giostrando tre nipotini lungo tutto il tragitto. Penso che non avrò problemi.» Nei suoi occhi c’era qualcosa, una traccia che la sua offerta non era del tutto quello che sembrava. Pareva che questa donna fosse esperta in altro, a parte i flussi di Guarigione. Incuriosita, Siuan lasciò che la donna attempata prendesse il canestro. Iniziarono a procedere lungo il sentiero verso le tende delle novizie.

«E curioso» disse Sharina «che una tale agitazione possa essere stata causata da una rivelazione apparentemente semplice. Non diresti, Siuan Sedai?»

«Il fatto che Elaida abbia scoperto il Viaggiare è una rivelazione importante.»

«E tuttavia non quanto quelle che si dice siano giunte a una seduta qualche mese fa, quando fece visita quell’uomo in grado di incanalare. Strano che questo crei un tale trambusto.» Siuan scosse la testa. «I pensieri di una folla sono spesso strani a un primo esame, Sharina. Tutte stanno ancora parlando della visita di quell’Asha’man e desiderano altro. Perciò reagiscono con eccitazione all’opportunità di sentire qualcosa di nuovo. In tal modo, le rivelazioni importanti possono giungere in segreto, ma poi provocano un’esplosione di ansia quando vengono ricevute quelle minori.»

«Si potrebbe mettere a buon frutto questa osservazione, riterrei.» Sharina annuì a un gruppo di novizie mentre passavano. «Se si volesse creare allarme intendo.»

«Cosa stai dicendo?» domandò Siuan stringendo gli occhi.

«Ashamanaille ha riferito la notizia prima a Lelaine Sedai» disse Sharina piano. «Ho sentito che è stata Lelaine a lasciarsela sfuggire. Ne ha parlato ad alta voce quando era a portata d’udito di una famiglia di novizie mentre stava convocando la seduta del Consiglio. Ha anche scansato diverse richieste che la seduta venisse Sigillata per la Fiamma.»

«Ah» disse Siuan. «Ecco perché!»

«Riferisco solo voci, naturalmente» spiegò Sharina, soffermandosi all’ombra di un malridotto albero di legnonero. «Probabilmente sono solo sciocchezze. Insomma, una Aes Sedai della levatura di Lelaine saprebbe che, se si lasciasse sfuggire delle informazioni a portata di udito delle novizie, presto verrebbero trasmesse a tutte le orecchie bendisposte.»

«E nella Torre, ogni orecchio è bendisposto.»

«Esattamente, Siuan Sedai» disse Sharina con un sorriso.

Lelaine aveva intenzione di rendere la seduta un serraglio: voleva che le novizie ascoltassero e che ogni Sorella nell’accampamento si unisse alla discussione. Perche? E perché Sharina stava confidando le sue opinioni in modo molto poco da novizia?

La risposta era ovvia. Quanto più le donne nell’accampamento si sentivano minacciate — quanto più pericolo vedevano da Elaida — tanto più sarebbe stato facile che una mano decisa prendesse il controllo. Anche se le Sorelle erano indignate per la semplice perdita di un segreto gelosamente custodito, presto si sarebbero rese conto del pericolo che Siuan aveva già avvistato. Presto ci sarebbe stata paura. Preoccupazione. Ansia. L’assedio non avrebbe mai funzionato, non ora che le Aes Sedai all’interno potevano Viaggiare dove e quando volevano. L’esercito di Bryne ai ponti era diventato inutile.

A meno che l’ipotesi di Siuan fosse sbagliata, Lelaine si sarebbe accertata che anche tutte le altre notassero le implicazioni.

«Ci vuole spaventate» disse Siuan. «Vuole una crisi.» Era astuto. Siuan avrebbe dovuto prevederlo. Il fatto che non ci fosse riuscita — e il fatto che non avesse avuto alcun sentore dei piani di Lelaine — lasciava intendere un’altra cosa importante.

Quella donna poteva non fidarsi di Siuan così profondamente quanto sembrava. Maledizione! Si concentrò su Sharina. La donna dai capelli grigi era lì ferma con pazienza, aspettando mentre Siuan meditava su ciò che le aveva rivelato.