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Caos. Il Sangue iniziò a discutere ci rea l’implausibilità di tutto ciò. Il generale Caigan ordinò immediatamente ai suoi uomini di organizzare pattuglie e inviare messaggeri per avvisare di un potenziale attacco alla città. Le sul’dam ai lati della stanza si precipitarono avanti per esaminare le teste mentre i Sorveglianti della Morte circondavano in silenzio Tuon, per fornire uno strato ulteriore di difesa, osservando chiunque — Sangue, servi e soldati — con uguale attenzione.

Tuon sentiva di dover essere sconcertata. Ma, stranamente, non lo era. Dunque Matrim non sbagliava su questo, fece segno di nascosto a Selucia. E lei che aveva creduto che i Trolloc non fossero altro che superstizione. Diede un’altra occhiata alle teste. Ributtanti.

Selucia pareva turbata. Mi domando a quali altre cose che ha detto non abbiamo dato credito. Tuon esitò. Dovremo chiedere alni. Mi piacerebbe molto riaverlo con me. Si immobilizzò. Non aveva avuto intenzione di ammettere così tanto. Trovava curiose le proprie emozioni, comunque. Si era sentita davvero al sicuro con lui, per quanto la cosa sembrasse ridicola. E desiderava che fosse lì con lei ora.

Quelle teste erano un’altra prova che Tuon sapeva pochissimo di lui. Riprese il controllo della folla vociante. Selucia riferì: «Voi farete silenzio.»

La stanza rimase immobile, anche se il Sangue e le sul’dam sembravano ancora parecchio turbati. Tylee era ancora in ginocchio, la testa china, col soldato che aveva portato le teste inginocchiato accanto a lei. Sì, sarebbe stata interrogata accuratamente.

«Queste notizie cambiano poco» riferì Selucia. «Eravamo già al corrente dell’approssimarsi dell’Ultima Battaglia. Apprezziamo le rivelazioni del tenente generale Tylee. Merita un encomio. Ma questo non fa che rendere più urgente sottomettere il Drago Rinato.» Ci furono diversi cenni d’assenso dai presenti, incluso il generale Galgan. Beslan non pareva persuaso così facilmente.

Sembrava solo turbato.

«Se compiace la Somma Figlia» disse Tylee con un inchino.

«Ti è concesso parlare.»

«Queste ultime settimane, ho visto molte cose che mi hanno dato da pensare» disse Tylee.

«Perfino prima che le mie truppe fossero attaccate, ero preoccupata. La saggezza e la grazia della Somma Figlia senza dubbio le permettono di vedere più avanti di una persona come me, ma credo che le nostre conquiste in questa terra finora siano state semplici rispetto a ciò che potrebbe venire. Se posso essere cosi audace… credo che il Drago Rinato e quelli con lui associati potrebbero essere meglio come alleati che non come nemici.»

Era un’affermazione davvero audace. Tuon si sporse in avanti, con le unghie laccate che schioccavano contro i braccioli della sua sedia. Molti del basso Sangue sarebbero stati in soggezione nell’incontrare una familiare dell’imperatrice, soprattutto la Somma Figlia, tanto da non riuscire a parlare. Eppure questa donna offriva suggerimenti? In diretta opposizione alla volontà pubblica di Tuon?

«Una decisione difficile non è sempre una decisione in cui entrambe le parti sono in posizione di parità» disse all’improvviso Selucia. «Forse, in questo caso, una difficile decisione è quella giusta, ma che comprende in se l’implicazione di un errore.»

Tuon sbatte le palpebre dalla sorpresa. Sì, si rese conto. Selucia è la mia Voce della Verità ora.

Le sarebbe occorso del tempo per abituarsi alla donna in quel ruolo. Erano passati anni da quando Selucia l’aveva corretta o ripresa in pubblico.

Eppure, incontrarsi con il Drago Rinato in persona? Lei aveva davvero bisogno di contattarlo e lo aveva programmato. Ma non sarebbe stato meglio andare da lui in forze, con i suoi eserciti sconfitti e la Torre Bianca distrutta? Aveva bisogno di portarlo davanti al Trono di Cristallo in circostanze molto controllate, con la consapevolezza che si sarebbe dovuto sottomettere alla sua autorità.

Tuttavia… con la ribellione a Seanchan… con la sua posizione nell’Altara a malapena stabilizzata… Be’, forse un po’ di tempo per pensare — qualche tempo per inspirare a fondo e mettere al sicuro quello che aveva già — sarebbe valso la pena di ritardare il suo attacco alla Torre Bianca.

«Generale Caigan, manda dei raken alle nostre forze nella Piana di Almoth e nell’Altara orientale» disse con decisione. «Dì loro di mantenere la nostra influenza, ma di evitare scontri con il Drago Rinato. Il rispondi alla sua richiesta di un incontro. La Figlia delle Nove Lune si incontrerà con lui.»

Il generale Caigan annuì e si inchinò.

Doveva essere riportato l’ordine nel mondo. Se Tuon avesse dovuto farlo abbassando un po’ lo sguardo e incontrandosi con il Drago Rinato, così sarebbe stato.

Stranamente, si ritrovò a desiderare — di nuovo — che Matrim fosse ancora con lei. Tuon avrebbe potuto mettere a frutto la sua conoscenza di questo Rand al’Thor per prepararsi all’incontro.

Conservati in salute, uomo curioso, pensò, lanciando un’occhiata al balcone alle sue spalle, verso nord. Non cacciarti in guai più profondi di quelli da cui puoi tirarti fuori. Sei Principe dei Corvi ora. Ricordati di agire in modo appropriato. Ovunque tu sia.

20

Su una strada dissestata

«Le donne» dichiarò Mat nel condurre Pips lungo la strada polverosa e poco battuta «sono come i muli.» Si accigliò. «Aspetta. No. Capre. Le donne sono come le capre. Tranne il fatto che ciascuna maledetta donna pensa invece di essere un cavallo, anzi un’eccezionale giumenta da corsa. Mi capisci, Talmanes?»

«Pura poesia, Mat» rispose Talmanes, pressando il tabacco nella sua pipa.

Mat fece schioccare le redini e Pips proseguì. Alti pini a triplici aghi fiancheggiavano i lati della strada di pietra. Erano stati fortunati a trovare questa antica via, che doveva essere stata costruita prima della Frattura. Era perlopiù coperta da erbacce, con le pietre frantumate in molti punti e ampie sezioni del selciato praticamente scomparse.

Giovani pini avevano iniziato a crescere ai lati della strada e fra le rocce, versioni in miniatura dei loro padri svettanti. Il sentiero era ampio, seppure molto scabro, il che era un bene. Mat aveva settemila uomini con se, tutti a cavallo, e avevano cavalcato in modo energico nella settimana quasi intera che avevano trascorso a viaggiare da quando avevano rimandato Tuon a Ebou Dar.

«Ragionare con una donna è impossibile» proseguì Mat, tenendo gli occhi avanti. «E come… Be’, ragionare con una donna è come sedersi per una partita amichevole a dadi. Solo che la donna rifiuta di accettare le dannate regole basilari del gioco. Un uomo ti imbroglierà … ma lo farà onestamente. Userà dadi truccati, in modo da farti pensare che stai perdendo per caso. E se non sei abbastanza sveglio da capire cosa sta facendo, forse si merita di prendersi i tuoi soldi. E questo è quanto.

«Una donna, invece, si siederà a quella stessa partita e sorriderà , comportandosi come se avesse intenzione di giocare. Solo che, quando sarà il suo turno, tirerà un paio dei propri dadi che sono vuoti su tutte e sei le facce. Neanche un puntino. Esaminerà il suo tiro, poi alzerà lo sguardo verso di te e dirà: ‘Chiaramente ho appena vinto «Tu allora ti gratterai la testa e guarderai i dadi. Poi alzerai gli occhi su di lei, poi li riabbasserai sui dadi. ‘Ma non ci sono punti su questi dadi’ dirai.

«‘Sì che ci sono’ ribatterà lei. ‘Ed entrambi hanno tirato un uno.’

«‘È proprio il numero che ti serviva per vincere’ farai tu.

«‘Ma che coincidenza’ replicherà lei, poi inizierà a raccattare i soldi. E tu te ne starai seduto lì, cercando di raccapezzarti su quanto è appena accaduto. E ti renderai conto di una cosa.

Che un paio di uno non è il tiro vincente! Non quando hai tirato un sei al tuo turno. Questo significa che a lei serviva invece un paio di due! Eccitato, spiegherai cosa hai scoperto! Solo che, allora, sai lei cosa farà ?»