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"’Nonna’ disse l’Imbroglione. ’Dammi qualcuno dei tuoi animali. Ho fame, e sembrano deliziosi.’

"La vecchia lo fissò. ’Io so chi sei. L’Imbroglione, Colui Che Racconta Menzogne.’ Scosse il pettine, poi afferrò uno degli animali a mezz’aria. Se lo mise nella mano. Il minuscolo muso si contrasse e i baffi fremettero. Fissava l’Imbroglione con i vivaci occhi scuri. ’Questi animali sono parte di me. Io li dono alla gente che li tratta con rispetto. Ma tu, o Malvagio, tu maltratti tutto ciò su cui metti le mani. Non c’è rispetto in te. Non ti darò nulla.’ Capovolse la mano. L’animale cadde al suolo e sparì.

"L’Imbroglione digrignò i denti. ’Nonna, abbi pietà.’

"’No’ disse la vecchia. ’Puoi anche morire di fame per quel che me ne importa. Che ti serva di lezione.’ Si voltò, dando le spalle all’Imbroglione.

"Lui balzò in piedi. ’Te ne pentirai, vecchia gallina!’ Corse fuori dalla tenda, scese dal cielo e si sedette accanto alle sue racchette nel mucchio di neve. Qui aspettò che la vecchia si addormentasse. Il suono del suo russare pervase la pianura. L’Imbroglione si arrampicò di nuovo nel cielo ed entrò di soppiatto nella tenda. Le pareti risplendevano più che mai e la tenda era piena di una pallida luce tremolante. Vide la vecchia distesa sulla schiena. Accanto a lei c’era il pettine d’avorio. Lo prese.

"’Ma dove mi nasconderò?’ si chiese. ’Quando gli spiriti scopriranno che è sparito, frugheranno l’intero mondo. Quale posto è sicuro?’

"Allora gli venne un’idea. Si fece piccolissimo, se stesso e anche il pettine, e strisciò dentro la vagina della vecchia. Lei gemette e si grattò, ma non si svegliò.

"’Questo non è il posto più piacevole dove sia stato’ disse l’Imbroglione. ’Gradirei più luce e un po’ meno di umidità. Ma a nessuno verrà in mente di guardare qui dentro.’

"La vecchia si svegliò e allungò la mano per prendere il pettine. Non c’era. Lanciò un urlo. In ogni parte del mondo gli spiriti balzarono su. ’Che cosa c’è?’ gridarono. ’Che cosa succede?’

"Allora ebbe inizio la ricerca. Su e giù, avanti e indietro, dentro e fuori. Gli spiriti frugarono ovunque. Ma non trovarono il pettine.

"’Che cosa farò?’ disse la vecchia. ’Il pettine è insostituibile. Non ne esiste un altro uguale, e senza di esso non posso pettinarmi la pelliccia.’

"Gli spiriti non seppero che cosa rispondere.

"Giunse la primavera. La vegetazione fece la sua comparsa. Le colline e la pianura divennero azzurre. Gli abitanti del mondo notarono che c’era qualcosa che non andava. In ogni villaggio si recarono dalla sciamana.

"’Che cosa sta succedendo?’ chiesero. ’I pesci guizzano nel fiume come fanno ogni anno, ma nessuno ha visto pesciolini. Gli uccelli edificano nidi come sempre, ma i nidi sono vuoti. Quanto ai piccoli animali, i costruttori di monticelli, gonfiano la sacca nel collo. Gridano e gemono e si agitano, ma non generano piccoli.’

"Le sciamane mangiarono piante narcotiche. Danzarono ed ebbero visioni. Dissero: ’L’Imbroglione ha rubato il pettine d’avorio. Senza pettine non nascerà nessun animale. Moriremo tutte di fame a causa di quell’individuo maligno’.

"Tutte le persone gridarono. Si batterono il petto e le cosce. Pregarono gli spiriti. Ma che cosa potevano fare gli spiriti?

"Ora la storia passa alla Cordaia. Era una donna del Popolo dell’Ambra. Era grande e grossa con un pelame lucente. I suoi occhi erano gialli come il fuoco. Le braccia erano forti, le dite agili. La maggior parte delle persone credevano che fosse figlia dell’Imbroglione. Ne aveva l’aspetto.

"Il suo mestiere consisteva nel fabbricare corde di cuoio. In questo era molto abile. Le sue corde erano sottili e flessibili, e non si allungavano. Erano dure da rompere e duravano per anni.

"In ogni caso, arrivò il periodo degli accoppiamenti. Le donne del Popolo dell’Ambra sentirono crescere dentro di loro la smania primaverile. Ma quell’anno erano riluttanti ad andarsene sulla pianura. ’A che serve lasciare il villaggio?’ dicevano. ’Perché dovremmo prenderci la briga di andare in cerca di un uomo? I figli che concepiremo moriranno di fame.’

"Ma la smania si fece più forte. Ogni donna impacchettò i doni che aveva preparato durante l’inverno. Ogni donna sellò un cornacurve e si diresse verso la pianura. Fra queste c’era la Cordaia. Nella borsa da sella aveva una lunga corda di ottima qualità. Era il suo dono di accoppiamento.

"Ora la storia torna all’Imbroglione. Ormai incominciava a diventare irrequieto. Non c’era nulla da fare nella vagina della vecchia. Sapeva che era primavera. Voleva andarsene per il mondo a giocare un tiro mancino a qualcuno. Attese che la vecchia si addormentasse e sgattaiolò fuori. Si lasciò dietro il pettine e via che andò verso sud. Dopo un po’ arrivò nella terra del Popolo dell’Ambra. Trovò un territorio in prossimità del villaggio. C’era già un uomo lì, un uomo grande e grosso con molte cicatrici. L’Imbroglione si avvicinò e gli disse: ’Faresti meglio ad andartene’.

"’Sei pazzo?’ rispose l’omaccione. ’Sono arrivato qui per primo. E in ogni caso, sono più grosso di te.’

"L’Imbroglione si allungò fino a diventare più alto dell’altro uomo, poi lo guardò furioso dall’alto. I suoi occhi gialli splendevano come il fuoco.

’"Be" disse l’uomo. ’Se è così che la metti.’ Montò in sella al suo cornacurve e se ne andò.

"L’Imbroglione gli gridò dietro una serie di insulti. L’uomo non si voltò.

"Dopo di che l’Imbroglione si sistemò e restò in attesa. Passò un giorno e poi un altro. Il terzo giorno comparve una donna. Era la Cordaia. L’Imbroglione si sentì soddisfatto. Era una donna notevole. Era una persona che valeva la pena trarre in inganno.

"Quanto alla Cordaia, le piacque ciò che vide: un uomo grande e grosso che se ne stava ritto sulla pianura a gambe divaricate e con le spalle diritte. La sua pelliccia era folta e lucida. Indossava una splendida tunica, ricoperta di ricami. Sulle braccia portava braccialetti d’argento. Erano alti e brillanti.

"Quando si avvicinò, notò che l’uomo aveva un particolare odore. ’Be’, nessuno è perfetto’ disse fra sé.

"Arrivata accanto all’uomo, smontò di sella. Giacquero sulla pianura e si accoppiarono. Dopo di che lei disse: ’Ho brutte notizie’.

"’Oh, davvero?’ fece l’Imbroglione.

"’La Vecchia del Nord ha perduto il suo pettine. A causa di ciò, non può pettinarsi la pelliccia, e nel mondo non nasceranno più animali.’

"’E con questo?’

"’Se avremo un figlio, morirà di fame.’

"’E con questo? La cosa non mi riguarda. Fintantoché potrò accoppiarmi, sarò soddisfatto. Chi se ne frega del risultato di quello che facciamo insieme?’

"’A me importa. E in ogni caso, se questa situazione continuerà, moriremo tutti. Perché, come potremo vivere senza i cornacurve, gli uccelli nel cielo e i pesci nei fiumi?’

’"Se tu vuoi morire, accomodati. Io non mi preoccupo. Intendo continuare a vivere, qualunque cosa accada al resto del mondo.’ L’Imbroglione si rigirò e si mise a dormire.

"La Cordaia lo guardò. La sua pelliccia riluceva come rame e c’era come un alone attorno al suo corpo. Si rese conto che quello non era un uomo comune. Era uno spirito. Uno spirito malvagio. L’Imbroglione.

"Allora prese la corda e lo legò. Poi attese. Lui si svegliò e cercò di stirarsi, ma non ci riuscì. ’Che cos’è questa storia?’ gridò.

"’Sei in trappola’ gli disse la Cordaia. ’E non ti lascerò andare finché non mi darai il pettine d’avorio.’

"L’Imbroglione digrignò i denti, si dimenò e si rotolò. Un tallone colpì il terreno e fece un buco; dal quale scaturì acqua che creò un lago. Il lago c’è ancora. È vasto, poco profondo, pieno di sassi e canneti. È chiamato il Lago dell’Imbroglione o il Lago degli Insetti e delle Pietre.