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"La corda non si spezzò. L’Imbroglione continuò a divincolarsi. Si allontanò rotolando dalla Cordaia. Batté sul terreno con le mani legate. Fece un altro buco, più profondo del primo. Da questo sgorgò fango caldo che ribollì attorno all’Imbroglione. Lui bolliva come un uccello in una pentola. Ma la sua magia era potente e non si fece alcun male. La corda, tuttavia, non poteva resistere al calore e all’umidità. Incominciò ad allungarsi. Con uno strattone, l’Imbroglione si liberò e balzò in piedi. Gridò:

"Io sono l’Imbroglione, o stupida donna! Non posso essere trattenuto. Non ho nessun obbligo.

"Io sono l’Imbroglione, o stupida donna! Nessuno può trattenermi. Nessuno può fermarmi."

"Dopo di che si allontanò di corsa attraverso la pianura. Andò a nord, tornando nel suo nascondiglio. La Cordaia l’osservò allontanarsi. Si morse il labbro e serrò i pugni. ’È un grande spirito, e può darsi che sia un mio parente. Ma non gli permetterò di fuggire così.’

"Montò in sella al suo cornacurve e si diresse verso nord. Viaggiò a lungo ed ebbe parecchie avventure. Ma non ho il tempo di raccontartele.

"Finalmente arrivò nel luogo in cui viveva la vecchia. Era piena estate. La pianura era gialla, i fiumi poco profondi. La Cordaia smontò di sella e legò il suo animale. Poi si arrampicò su nel cielo.

"’Nonna’ chiamò. ’Vuoi lasciarmi entrare? Ho fatto un lungo viaggio per vederti.’

"’Entra’ rispose la vecchia. ’Ma non posso aiutarti. Ho perso il mio pettine. Non ho nulla da dare.’

"La Cordaia entrò nella tenda. La vecchia era lì, seduta al centro del pavimento. Era nuda e si grattava il ventre con entrambe le mani. ’Sto impazzendo’ disse. ’La mia pelliccia è piena di animali e non posso tirarli fuori. Me li sento strisciare fra le pieghe del ventre. Me li sento sotto le ascelle. Me li sento sulla schiena. Nipote, ti prego. Sii gentile con me! Grattami in mezzo alle scapole.’

"La Cordaia le grattò la schiena. La vecchia continuava a lamentarsi. ’Me li sento perfino nella vagina, sebbene non abbia pelliccia là dentro. Ogni tanto si muovono e mi fanno il solletico. Oh! È una cosa terribile!’

"La Cordaia aggrottò la fronte. Si ricordò dell’odore che aveva sentito addosso all’Imbroglione e all’improvviso capì qual era il suo nascondiglio. ’Ma come riuscirò a farlo uscire?’ si chiese. ’E come farò a catturarlo e a tenerlo prigioniero una volta che sarà uscito?’

"Decise di mettersi a dormire. Si coricò e chiuse gli occhi. La vecchia era seduta accanto a lei e si grattava. Ben presto la Cordaia incominciò a sognare. Nel sogno le apparvero tre spiriti. Una era una donna di mezza età con un ventre enorme e seni imponenti. Indossava una lunga veste ricoperta di ricami.

"Il secondo spirito era un uomo. La sua pelliccia era verdeazzurra e aveva ali al posto delle braccia. Portava un gonnellino dello stesso colore della pelliccia. La fibbia della sua cintura era rotonda e fatta in oro. Scintillava in modo splendido.

"Il terzo spirito era una giovane donna. Era grande e muscolosa. Teneva in mano un martello e indossava un gonnellino di cuoio. I suoi occhi erano di un rosso arancione.

"La Cordaia li riconobbe. La prima era la Madre delle Madri. Il secondo era lo Spirito del Cielo. E la terza era la Signora della Fucina, che vive in Hani Akhar, il grande vulcano.

"’O, santi’ esclamò la Cordaia. ’Aiutatemi! So dove si nasconde l’Imbroglione. Ma mi serve un modo per farlo uscire dal suo nascondiglio. E quando sarà uscito, cercherà di fuggire. Mi serve un modo per catturarlo.’

"Lo Spirito del Cielo parlò per primo. ’Resterò di guardia. Se cercherà di fuggire, vedrò dove andrà. Non riuscirà a trovare un nuovo nascondiglio.’

"La Signora della Fucina parlò per seconda. ’Fabbricherò una corda di ferro, forgiata con la magia, in modo che non si spezzi mai. Si allaccerà da sola e potrà muoversi. L’Imbroglione non riuscirà a liberarsene.’

"La Madre delle Madri parlò per ultima. ’So come far uscire l’Imbroglione dal suo nascondiglio.’ Si protese in avanti e bisbigliò qualcosa all’orecchio della Cordaia.

"Al mattino la Cordaia si svegliò. Accanto a lei c’era una corda attorcigliata. Era di un color grigio spento e aveva una particolare struttura simile alle squame di una lucertola. La Cordaia l’osservò con attenzione. Era fatta di minuscole maglie fissate fra loro.

"’Buongiorno, nonna’ disse alla Vecchia del Nord. ’Mi è venuta un’idea. Hai detto che sentivi prurito nella vagina, sebbene non ci sia pelliccia là dentro.’

"La vecchia fece il gesto dell’assenso.

"’Non credo che tu abbia un animale lì dentro. Credo che tu abbia bisogno di un po’ di sesso.’

"’Sei pazza!’ esclamò la vecchia. ’È il periodo sbagliato dell’anno. E comunque sono troppo vecchia per provare la smania.’

"’Ricordati’ disse la Cordaia. ’Una donna non invecchia facilmente. La smania non svanisce di colpo. Spesso una donna diventa irritabile e instabile. Il suo comportamento cambia da un giorno all’altro. Prova la smania nel periodo sbagliato. Nel periodo giusto, in primavera, non prova assolutamente niente. Non riesce a capire che cosa stia succedendo, non più di una ragazzina quando diventa donna. Credo che sia quello che sta accadendo a te.’

"’No!’ protestò la vecchia.

"’In ogni caso, prova con il sesso. Andrò in cerca di un giovanotto per te. Se ho ragione, e ciò che provi è la smania… un po’ tardi, lo ammetto… allora il giovane reagirà a te. E forse dopo ti sentirai meglio.’

"La Cordaia si alzò e uscì dalla tenda, portando con sé la corda di ferro.

"L’Imbroglione sentì tutto questo e incominciò a sentirsi a disagio. ’Se quella pazza riuscirà a trovare un uomo disposto ad accoppiarsi con questa vecchia gallina… be’, la mia posizione non sarà comoda. È probabile che mi prenda delle terribili percosse. È meglio che me ne vada fuori di qui.’

"Attese che calasse la sera e che la vecchia stesse russando, poi sgattaiolò fuori. Aveva in mano il pettine. Si diresse furtivamente verso la porta e uscì. La Cordaia lo aspettava lì fuori. La Grande Luna era alta nel cielo e illuminava il cielo e la pianura. Illuminava l’uomo mentre usciva dalla porta.

"’Eccoti, spirito malvagio!’ esclamò la donna. Gettò la corda di ferro.

"Questa si attorcigliò a mezz’aria e si avviluppò attorno all’uomo, che inciampò e cadde. Il pettine gli volò via dalla mano. La Cordaia lo afferrò. Quanto all’Imbroglione, cadde giù dal cielo e atterrò sulla pianura. Rotolò avanti e indietro. Gridò. Si divincolò. Ma la corda non si ruppe. Dopo un po’ rinunciò e restò disteso lì, immobile, respirando con difficoltà.

"Tre spiriti comparvero attorno a lui. L’Imbroglione alzò lo sguardo su di loro. ’Immagino che siate voi i responsabili di questo.’

"’Sì’ rispose la madre delle Madri. ’Questa è la fine di tutti i tuoi malvagi inganni. Ti porteremo lontano da qui e ti lasceremo cadere nell’oceano. Non causerai più altri guai.’

"’Non esserne tanto sicura’ ribatté l’Imbroglione.

"Lo raccolsero e lo trasportarono per aria. Arrivati in mezzo all’oceano, lo lasciarono andare. Cadde con un tonfo nell’accqua e affondò sempre più. Finalmente toccò il fondo. Aiya! Era buio e faceva freddo! I pesci del fondo del mare gli mordicchiavano i piedi. Si divincolò e cercò di gridare, ma inghiottì acqua. Tuttavia non poteva affogare. La sua vita era eterna. Restò laggiù per più anni di quanti possiamo contarne e diede la sua natura all’oceano, che divenne mutevole e imprevedibile, e infido. Alla fine si liberò. Ma questa è un’altra storia.

"Quanto alla Cordaia, tornò dentro la tenda. Svegliò la vecchia e le restituì il pettine.