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«Il sonno ci rende stupidi», era il motto degli scienziati orichi.

Il governo, temendo un’invasione dalla nazione rivale di Nuum, incoraggiava ogni esperimento che potesse dare a Hy Brisal un vantaggio nelle armi o nella scienza. Perciò, ben finanziati, lavorando con brillanti ingegneri genetici, e forniti di dieci patriottiche coppie di volontari fertili, tutti ospitati in un complesso a porte chiuse, questi scienziati diedero inizio a un programma, soprannominato «Superintelligenza», sostenuto dalle reti di informazione nazionali, che diedero un forte sostegno all’impresa, ansiose di raggiungere il successo.

E nei primi quattro anni vennero alla luce i primi bambini che non dormivano mai. (Milioni di giovani genitori con le borse sotto gli occhi potrebbero contestare questa affermazione, ma il normale neonato dorme il suo giusto tempo; inizia più o meno all’ora in cui i genitori devono alzarsi.)

I primi bambini Superintelligenti, però, morirono tutti. Alcuni nelle prime settimane di vita, alcuni dopo parecchi mesi. Piangevano notte e giorno e deperivano fino a consumare tutte le loro energie; a quel punto sopraggiungevano il silenzio e la morte.

Gli scienziati giunsero alla conclusione che il sonno dei neonati era un prolungamento dei processi dello sviluppo fetale, e non lo si poteva scavalcare senza pericolo.

Hy Brisal e Nuun erano giunti a una fase particolare del loro confronto. Si diceva che Nuun stesse lavorando su un germe trasmesso per via aerea che avrebbe sterilizzato tutti i maschi di Hy Brisal. Nel frattempo, il sostegno popolare per il programma dei Superintelligenti aveva subito una grave scossa a causa della perdita dei primi neonati, ma il governo non aveva esitazioni: inviarono di nuovo in laboratorio gli ingegneri genetici e cercarono un nuovo gruppo di volontari. Ventidue coppie patriottiche si iscrissero già il primo giorno. In meno di due anni cominciarono a produrre la nuova generazione di Superintelligenti.

La programmazione era accurata e delicata. I neonati dormivano quanto i bambini normali, almeno inizialmente, per poi rimanere svegli per periodi sempre più lunghi, finché, all’età di quattro anni, ci si aspettava che facessero completamente a meno del sonno.

E così fu. Non deperirono, bensì prosperarono. Erano bambini graziosi e in salute, tutt’e ventidue quelli che vennero al mondo. Fissavano la madre e sorridevano. Scalciavano, facevano i normali versi dei neonati e le loro solite attività, compresa quella di dormire.

Erano intelligenti, perché erano oggetto di molta attenzione e il loro ambiente di apprendimento era ricco, ma non per questo erano dei geni. Imparavano quello che imparano tutti i bambini, compreso go-goo e ga-gaa, e poi ma-ma e pa-pa, e no e il resto del vocabolario dei bambini ancora incapaci di camminare, ed erano soltanto di poco superiori alla media.

Una radicale accelerazione dell’apprendimento e un aumento dell’intelligenza attiva sarebbero sopraggiunti. non appena avessero cominciato a rimanere svegli per l’intero giorno.

All’età di due anni, molti di loro dormivano meno di sei ore per notte. C’era qualche variazione naturale in quello che i direttori del programma chiamavano lo «sviluppo a-somniaco».

Il vincitore fu il Bimbo Ha Dab, il quale rinunciò ai sonnellini diurni quando aveva dieci mesi e a ventisei mesi dormiva solo due o tre ore per notte.

Per vari mesi Ha Dab, bambino grazioso dai grandi occhi e dai capelli argentei e ricciuti, fu il beniamino dei media di Hy Brisal. Comparve su tutti gli schermi domestici, con il nomignolo di «Intelligentino». Su un canale si vedeva Ha Dab che gattonava allegramente nella sua stanza per accogliere lo Scienziato Pubblico, il dottore e Mastro Professore Uy Tug, autore di A-somnia: la risposta, che si chinava, con un sorriso un po’ tirato ma genuino, e gli stringeva la manina; in un altro c’era Ha Dab che si rotolava sull’erba con il cucciolo di blap-cane regalatogli dal Supremo Pinnacolare di Hy Brisal; in un terzo c’era Ha Dab raggomitolato sul suo lettino, come per dormire, con il pollice in bocca, ma che alzava la testa, sveglissimo, e fissava l’operatore della telecamera.

Poi «Intelligentino» scomparve dalla rete, svanì come tutte le mode vane. Per più di un anno non si ebbero notizie, o quasi, sul progetto Superintelligenza.

Qualche tempo dopo, il Sito per Alti Intelletti della rete di Hy Brisal presentò un video informativo non interattivo che — con cautela — poneva alcune domande sulla validità della teoria a-somniaca e sull’effettiva superintelligenza dei Superintelligenti bambini-test. La parte più rivelatrice del video era una breve scena in cui Ha Dab, adesso giunto all’età di tre anni e mezzo e del tutto privo di sonno, giocava con il blap-cane. Erano due affascinanti creaturine, che si divertivano a ruzzare insieme nel parco del centro ricerche, ma era preoccupante vedere come fosse il bambino nudo a seguire il cane e non viceversa. Inoltre, Ha Dab sembrava curiosamente indifferente alla presenza di estranei. Quando gli rivolgevano qualche domanda, a volte ignorava l’interlocutore, a volte rispondeva a caso, come se la parola e le relazioni umane fossero prive di importanza per lui.

Nel video, alla domanda: «Vai già a scuola?» si allontanava di qualche passo e si accoccolava davanti alla telecamera per poi defecare. A quanto pareva, non c’era alcuna sfida nell’atto; lo faceva in modo assolutamente privo di pudore.

Però, un altro dei bambini mostrati nel documentario, Ra Gna, una graziosa piccola di poco meno di quattro anni che era stata indicata come «lenta a svilupparsi» perché dormiva ancora quattro ore per notte, rispondeva con adorabile spontaneità agli intervistatori, dicendo che le piaceva la scuola perché c’era il «mircoscopio» con dentro certe cose che si «giravano tutte» e che sapeva già leggere tutto «l’alfabeto».

Ra Gna non divenne, però, la nuova beniamina dei media. Quando la curiosità pubblica e le insistenze dei giornali furono troppo forti, il programma Superintelligenza non concesse l’accesso ad altre telecamere per più di tre anni.

A quel punto il dott. M. Prof. Uy Tug annunciò che il suo esperimento di a-somnia aveva avuto successo. Nessuno dei ventidue bambini, che adesso avevano da poco meno di quattro a poco più di sei anni, dormiva più di mezz’ora per notte e tutti godevano di una salute eccellente. Ma, quanto al loro sviluppo intellettuale, proseguiva, dato che non poteva certamente procedere come quello dei bambini iper-somniaci, non si poteva misurarlo secondo gli stessi standard. Tuttavia non c’era alcun dubbio sulla loro intelligenza molto elevata.

Questo non riuscì a soddisfare il pubblico degli schermi domestici, né gli scienziati eterodossi che avevano messo in dubbio la teoria dell’a-somnia, e neppure il governo che finanziava il programma del dott. M. Prof. Uy Tug nella speranza di ottenere una generazione di geni che mettessero in ginocchio Nuum e facessero di Hy Brisal la suprema superpotenza del mondo.

Dopo molto tempo, molte pressioni e molte riunioni, venne nominata una Commissione di Indagine Scientifica con l’incarico di compilare un rapporto obiettivo sull’attività del recalcitrante dott. M. Prof. Uy Tug e del suo personale.

I membri della commissione scoprirono che molti genitori dei Superintelligenti erano pateticamente ansiosi di parlare, supplicando di fornire ai bambini consulti, aiuti, cure. Uno dopo l’altro, questi padri e madri amorevoli e disperati, dissero le stesse parole: «Sono dei sonnambuli».