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ELEFANTE.

Progressori. Così è. Confesso con tutta sincerità di non amare i Progressori, sebbene io stesso sia stato uno dei primi, quando ancora il concetto veniva utilizzato solo in ipotesi teoriche. Del resto, devo ammettere di non essere un originale nel mio atteggiamento verso i Progressori. Non c’è da meravigliarsi: la maggior parte dei terrestri non è organicamente adatta a capire che ci sono situazioni in cui il compromesso è escluso. O loro o io, e non si può stare a vedere chi ha ragione. Per un terrestre normale la cosa suona mostruosa, e questo lo capisco; anche io la pensavo così, prima di finire su Sarakš. Ricordo benissimo quella visione del mondo in cui qualsiasi essere ragionevole viene recepito a priori come pari, eticamente, in cui non è possibile porsi la domanda: è migliore o peggiore di te, anche se la sua etica e la sua morale sono diverse dalle tue…

E non sono sufficienti né la preparazione teorica, né i condizionamenti. Bisogna passare da soli attraverso il tramonto della morale, con i propri occhi vedere bruciare le proprie dita e soffocare in decine di ripugnanti ricordi, per capire finalmente, e addirittura non solo per capire, ma per farsi entrare in testa un’idea banalissima: sì, esistono al mondo degli esseri ragionevoli che sono assai peggiori di te, chiunque tu sia… E solo allora acquisti la capacità di distinguere gli amici dai nemici; decidi rapidamente nelle situazioni difficili e impari che bisogna prima agire e solo dopo capire.

Secondo me, in questo consiste l’essenza stessa del Progressore: la capacità di separare nettamente gli amici dai nemici. Proprio per questo, a casa gli si rivolgono con timorosa ammirazione, con ammirato timore, a volte addirittura con cautela. E a questo punto non c’è niente da fare. Bisogna sopportare: sia noi che loro. Perché o i Progressori, o la Terra non deve immischiarsi in affari extraterrestri… Del resto, per fortuna, noi del COMCON-2 abbiamo a che fare piuttosto raramente con i Progressori.

Lessi tutto il radiogramma, lo rilessi attentamente ancora una volta. Strano. Ne viene fuori che Sua Eccellenza si interessa particolarmente di un certo Tristan Loffenfeld. Proprio per sapere qualcosa su questo Tristan, oggi si è alzato prestissimo e non si è vergognato di buttar giù dal letto il nostro Elefante che, come sanno tutti, va a letto quando il gallo canta…

C’è ancora una cosa strana: verrebbe da pensare che sapesse già prima quale sarebbe stata la risposta. Aveva avuto bisogno solo di un quarto d’ora per prendere la decisione di cercare Abalkin e di preparare per me la cartella con le sue carte. Si potrebbe pensare che avesse questa cartella già sotto mano…

E la cosa più strana di tutte: certo Abalkin è l’ultimo che ha visto almeno il cadavere di Tristan, ma se Sua Eccellenza vuole Abalkin solo come testimone dell’affare Tristan, allora a che pro la lugubre parabola del Nomade e dello sbarbatello?

Ovviamente, avevo delle ipotesi. Una ventina di ipotesi diverse. E fra di esse si stagliava, come un fulgido brillante, questa: Guron-Abalkin, reclutato dai servizi segreti imperiali, uccide Tristan-Loffenfeld e si nasconde sulla Terra, allo scopo di introdursi nel Consiglio Mondiale…

Rilessi di nuovo il radiogramma e lo misi da parte. Bene. Lista n. 1. Abalkin Lev Vjačeslavovič. Numero di codice tal dei tali. Codice genetico tal dei tali. Nato il 6 ottobre dell’anno 38. Istruzione obbligatoria: scuola-internato 241, Syktyvkar. Insegnante: Fedoseev Sergej Pavlovič. Istruzione superiore: scuola per Progressori n. 3 (Europa). Istruttore: Gorn Ernst-Julij. Attitudini professionali: zoopsicologia, teatro, etnolinguistica. Indicazioni professionali: zoopsicologia, xenologia teorica. Lavoro: dal febbraio 58 al settembre 58 addestramento pratico sul pianeta Sarakš, tentativo di contatto con i Testoni, una razza di cinoidi, in un ambiente naturale…

Qui mi fermai. Ecco! Me lo ricordo! Giusto, è stato nel 58. Arrivò tutto un gruppo: Komov, Rawlingson, Marta… e quel giovane apprendista un po’ scontroso. Sua Eccellenza (allora, il Nomade) mi ordinò di lasciar perdere tutto e di guidarli attraverso il Serpente Azzurro alla Fortezza, spacciandoli per una spedizione del Dipartimento della scienza… Quel ragazzo aveva la faccia molto pallida e dei lunghi capelli neri lisci come quelli di un indiano d’America. Giusto! Lo chiamavano tutti (tranne Komov, naturalmente) Singhiozzo, non perché fosse un piagnucolone, ovviamente, ma perché aveva una voce tonante, singultante proprio come quella di un tachorg… Piccolo il mondo! Va bene, guardiamo che ne è stato poi di lui.

Marzo 60-luglio 65: pianeta Sarakš, responsabile dell’operazione “L’uomo e i Testoni”. Luglio 62-giugno 63: pianeta Pandora, responsabile dell’operazione “Il Testone nel Cosmo”. Luglio 63-settembre 63: pianeta Speranza, partecipazione insieme al Testone Ščekn[10] all’operazione “Mondo morto”. Settembre 63-agosto 64: pianeta Pandora, corsi di perfezionamento. Agosto 64-novembre 66: pianeta Higanda, prima esperienza di lavoro autonomo — contabile in un allevamento di cani da caccia, custode dei cani del maresciallo Nagon-Gig, capocaccia del duca di Alajsk (vedi foglio n. 66)…

Andai a guardare il foglio n. 66. Si trattava di un pezzo di carta strappato da chissà dove e che ancora conservava pieghe di sgualcitura. C’era scritto, in caratteri chiari: «Rudi! Non ti preoccupare. Dio ha voluto che su Higanda due nostri gemelli si incontrassero. Ti assicuro, è un puro caso, senza conseguenze. Se non ci credi, dà un’occhiata a 07 e a 11. Misure sono già state prese». La firma era incomprensibile. La parola “puro” era sottolineata tre volte. Sul verso c’era un testo stampato in caratteri arabi.

Mi accorsi che stavo grattandomi la nuca, e tornai al foglio n. 1. Novembre 66-settembre 67: pianeta Pandora, corsi di perfezionamento. Settembre 67-dicembre 70: pianeta Sarakš, infiltrato nella repubblica di Honti, combattente clandestino dell’Unione. Inizio del rapporto con i servizi segreti dell’Impero Insulare (prima fase dell’operazione «Stato Maggiore»). Dicembre 70: pianeta Sarakš, Impero Insulare. Prigioniero in campo di concentramento (fino al marzo 71 senza contatti), traduttore del comando del campo di concentramento, soldato dei reparti organizzativi, soldato anziano della Guardia Costiera, traduttore dello Stato Maggiore della Guardia Costiera, traduttore-decifratore dell’ammiraglio della seconda flotta sottomarina del gruppo «Ž», decifratore dello Stato Maggiore del gruppo di flotte «Ž». Medico osservatore: dal 38 al 53, Lekanova Jadwiga Mičaiovna; dal 53 al 60, Crasescu Romuald; dal 60 Loffenfeld Kurt.

Tutto. Sul foglio n. 1 non c’era nient’altro. Però, sul verso era tracciato a grandi linee, in marrone sfumato (sembrava acquarello), qualcosa di simile a una lettera «Ž» stilizzata.[11]

A noi, dunque, Lev Abalkin, detto Singhiozzo. Ora so già qualcosa di te, ora posso cominciare a cercarti. So chi è il tuo insegnante. So chi è il tuo istruttore. So chi sono i tuoi medici personali. Quello che non so è: a che cosa e a chi serve questo foglio n. 1? Perché se qualcuno avesse bisogno di sapere chi è Lev Abalkin potrebbe chiamare l’informatore (chiamai il GSI), comporre il nome o il numero di codice (composi il numero di codice) e dopo… uno-due-tre… quattro secondi avrebbe ogni possibile informazione che un uomo ha diritto di avere su un estraneo.

Prego: Abalkin Lev, numero di codice, codice genetico, nato il, da (a proposito, come mai nel foglio n. 1 non sono indicati i genitori?): Abalkina Stella Vladimirovna e Ziurupa Vjačeslav Borisovič, scuola-internato a Syktyvkar, insegnante, scuola per Progressori, istruttore… Tutto coincide. Allora. Progressore, lavora dal 60: pianeta Sarakš. Non è molto. Solo i dati ufficiali. Evidentemente, in seguito ha deciso di non incomodarsi a comunicare nuove informazioni al servizio GSI… E cos’è questo? «Indirizzo sulla Terra: non registrato».

Composi una nuova richiesta: «Sotto quali indirizzi è registrato sulla Terra il numero di codice tal dei tali?». Dopo due secondi venne la risposta: «L’ultimo indirizzo di Abalkin sulla Terra è la scuola per Progressori n. 3 (Europa)». Anche questo è un particolare curioso. Delle due l’una: o Abalkin negli ultimi diciotto anni non è mai venuto sulla Terra, oppure è un individuo estremamente poco socievole, non si registra mai e non desidera dare nessuna informazione su di sé. Sia l’una che l’altra cosa sono possibili, tuttavia appaiono abbastanza insolite…

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10

Gli autori formano dalla parola russa Ščenok (“cucciolo”) il nome del cinoide Ščekn. (N.d.T.)

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11

La lettera «Ž» indica in russo il suono “j” della parola francese jour, ed è la prima lettera di Žuk, che significa “scarabeo”. In forma stilizzata consiste in tre linee verticali tagliate da una perpendicolare (N.d.T.).